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I bambini perfetti non esistono

Scatta spesso la gara tra mamme su chi è il bambino con più talento o più precoce

Credo che sia capitato anche a voi, prima o poi succede a tutte le madri, stavate passeggiando per il parco, oppure al centro commerciale e incontrate una vecchia amica, una vicina, magari con pargoli o nipotini al seguito, ed ecco, che come di consueto, scatta la fatidica gara a quale dei bimbi presenti ha le caratteristiche migliori.
Una gara atavica, probabilmente perfino gli uomini di Neanderthal insistevano con i compagni affinché tutti prendessero atto che il loro figlioletto era il più svelto nella caccia o quello che raccoglieva più frutta. I genitori moderni non sono da meno, una volta ci si “accontentava” che i bimbi fossero sani, svegli, magari con un faccino amichevole, oggi no, la moda vuole che il figlio perfetto sia anche un piccolo genio, un bimbo che a nove mesi già cammina, che a 15 mesi parla correttamente in quattro lingue e che a due anni sa cucinare un arrosto alla Stroganov che voi madri nemmeno passata la trentina sapete preparare.

Il problema di tutto qual è? Genitori frustrati, forse anche un poco insoddisfatti che scaricano i propri sogni di gloria sulla loro innocente progenie, ed eccoli i fantomatici genietti, che a 12 mesi vengono spronati ad imparare a leggere e scrivere, che vengono ripresi se non imparano le tabelline o le formule algebriche prima dei 5 anni, bambini costretti a seguire corsi di musica, danza, come fossero dei futuri Mozart, bambine spinte a frequentare concorsi di bellezza come fossero piccole miss. Di bimbi realmente superdotati ce ne sono pochissimi e per ottenere tale titolo devono eccellere in una qualche disciplina prima dei 10-12 anni, riuscendo a raggiungere e superare il livello di un adulto con molta esperienza alle spalle.

 Di casi cos’ ne esistono pochi tutti gli altri, non me ne vogliate, sono semplicemente dei bimbi svegli, magari con una spiccata propensione verso una qualche disciplina, ma nulla di più. Il genitore quindi cosa dovrebbe fare? Osservate vostro figlio e smettetela per un attimo di ricercare in lui eclatanti caratteristiche, ci sono bambini che nei primi anni di vita non mostrano comportamenti “geniali”, magari sono pure un po’ svogliati, o magari non si esprimono sempre correttamente.
Questo non significa che la vostra progenie sia priva di talenti, anzi, è probabile che con il passare degli anni, con l’ingresso alla materna o alla scuola elementare, pian piano i vostri figli mostrino quelle che sono le loro reali potenzialità. Il compito di un genitore è quello di stimolare i figli mostrando la bellezza di ciò che ci circonda, è inutile insistere affinché un bimbo di due anni impari a leggere e a scrivere contro voglia, magari imparerà, ma non scoprirà mai il piacere che si cela dietro la cultura, perché la vivrà come un’imposizione e non come una libera scelta.

Il genitore è tenuto ad assecondare quelli che sono i desideri e le aspirazioni dei figli, anche se questi sono piccoli, se vedete che il vostro bambino è molto attratto dai colori, dal disegno e dall’arte in genere, spronatelo a fare di più, prendete per lui dei colori particolari, magari qualche libro di pittura per bambini, oppure se notate che ha buone abilità fisiche spingetelo a fare sport, delle volte basta un semplice corso di calcio o danza per farli contenti. Quello che però ogni genitore deve comprendere è che inculcare la competizione già in tenera età è deleterio, un bimbo non può credersi migliore dei suoi coetanei, non deve cercare di primeggiare in ogni occasione dimenticandosi cosa significa divertirsi, anche perdere, anche qualche piccola frustrazione possono essere utili alla crescita psico-emotiva dei più piccoli. Basta con i continui paragoni che fanno sentire gli altri genitori come degli incapaci, quando una mamma o un papà si sentono dire “ma come, vostro figlio ancora non cammina?” oppure “il vostro non sa ancora nuotare?” si sentono messi in discussione come educatori, come se bastasse parlare correttamente a 2 anni o saper sciare a 4 per rendere la vita futura dei bambini tutta rosa e fiori. E’ vero, ci saranno bimbi che camminano prima, altri che invece non desiderano nemmeno provarci, bimbi che imparano lettere e numeri a velocità spaventosa e altri che non distinguono una Z da un 7, ma siate obiettivi, non si deve parlare di genialità, ma di semplice predisposizione del singolo individuo, c’è chi è più sveglio dal punto di vista motorio e magari ha piccoli difetti di pronuncia, chi invece parla in modo fluente ma è timido e insicuro, ogni bimbo ha caratteristiche diverse ed esse vanno apprezzate e valorizzate.
Come diceva Arthur Schopenhauer "Ogni bambino che nasce è in qualche misura un genio, così come un genio resta in qualche modo un bambino."

Chiara Zambelli
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