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Genitori con troppe pretese

Una delle conseguenze più evidenti del passaggio dalle famiglie a stampo patriarcale, con un gran numero di figli, a quelle mononucleari, con uno o due figli, è il fatto che i bambini vengano investiti di un grosso carico di aspettative da parte dei genitori

marc_yuUna delle conseguenze più evidenti del passaggio dalle famiglie a stampo patriarcale, con un gran numero di figli, a quelle mononucleari, con uno o due figli, è il fatto che i bambini vengano investiti di un grosso carico di aspettative da parte dei genitori. Oggi rispetto a cinquant’anni fa grazie alla diffusione dei metodi contraccettivi, a standard di vita economicamente più elevati, a mutamenti sociali e culturali è possibile programmare le nascite e scegliere quanti figli si desidera avere, anche in base al proprio reddito e alle proprie esigenze.

E’ facilmente comprensibile come rispetto alle famiglie patriarcali la presenza di uno o due figli catalizzi tutte le attenzioni dei genitori su di loro, con il rischio di sviluppare aspettative irrealistiche, non considerando i figli come altro da sé, bensì come prolungamenti narcisistici del proprio io. Ecco allora che i propri figli devono essere sempre i migliori, essere una sorta di bambini prodigio fin dalla più tenera età, esercitando su di loro una forte pressione, in maniera più o meno consapevole.

Questo tipo di atteggiamento non fa che aumentare le possibilità che si sviluppi una tendenza a sentirsi riconosciuti come persone valide e “ok” solo se si corrisponde alle aspettative di qualcun altro. Sostanzialmente il bambino rischia di ricevere l’approvazione del genitore solo se si comporta in modo da rispecchiare i desideri di quest’ultimo. In tal modo gli risulterà più difficile riconoscere i propri reali desideri, con il rischio di sviluppare nel tempo un senso di sé caratterizzato dall’inautenticità e da uno scarso livello di autostima.
E’ sconsigliabile trattare i bambini come se fossero degli adulti in miniatura. E’ più opportuno rispettare la loro condizione, lasciando loro il tempo e la possibilità di essere bambini, di godersi serenamente la loro infanzia, per quello che è possibile fare in una società che esercita pressioni sempre più forti sugli individui, fin dalla tenera età.

tennisNon importa se a tre anni vostro figlio non conoscerà ancora a memoria l’alfabeto inglese, se a cinque non sarà già campione di pentathlon, se a sette non avrà conseguito il diploma di solfeggio.
Spesso accade che alcuni ragazzi intraprendono delle vere e proprie carriere, fin dalla tenera età, per volere dei genitori. Molti adulti infatti commettono l’errore di pretendere che i propri figli realizzino ciò che a loro non è stato possibile realizzare, per i più disparati motivi.
Durante questo percorso “già tracciato” da qualcun altro accade spesso che i figli possano sviluppare un vero disagio, relativo al non sentirsi autori delle proprie scelte, a volte anche nelle piccole cose. Quello che ne deriva è un fragile senso di autostima e il senso di essere solo un attore di un copione orchestrato da qualcun altro.

Senza dubitare del fatto che ogni genitore desidera per il proprio figlio ciò che in buona fede considera essere la migliore delle possibilità per quest’ultimo non bisogna dimenticare che è importante che i figli scoprano autonomamente quelle che sentono essere le loro attitudini.
Ed è altrettanto importante che essi si sentano appoggiati dai genitori qualora si impegnino per seguirle

Dott.ssa Isabella Ricci
Psicologa

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