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Quando i fratelli si odiano: come fare?

Non sono solo litigi: i fratelli sembrano detestarsi. Come si può intervenire? I consigli dello psicologo

I fratelli litigano, si azzuffano e poi fanno pace. Si cercano costantemente in un'altalena di amore  e odio che caratterizza più o meno tutti i più normali rapporti di fratellanza.

 Ma in alcuni casi questo rapporto può sembrare davvero impossibile: i fratelli sembrano detestarsi e il conflitto è sempre dietro l'angolo. A volte diventa ingestibile, furioso, ai limiti del bullismo.


I figli primogeniti hanno più successo


Come si può intervenire
?
Ecco alcuni consigli dello psicologo francese Didier Pleux per gestire l'accesa rivalità tra fratelli.

L'ordine di arrivo: lo psicologo è convinto che non sia l'ordine di arrivo in famiglia a determinare la rivalità, anche perché i caratteri cambiano. Ciò che può influenzare il rapporto tra i fratelli è l'atteggiamento dei genitori nei confronti di questo ordine di arrivo. In alcune famiglie conservatrici il fratello più grande sembra avere maggiori diritti e giustificazioni, in altre il protagonista è il più piccolo, magari quello più desiderato. Ciò vuol dire che nella maggior parte dei casi le dispute e le rivalità sono generate dai comportamenti dei genitori.


Il peggior bullo è il fratello maggiore



Errori da evitare: i genitori di oggi sono molto più consapevoli ed informati e sanno cosa è gusto fare e cosa no. Ad esempio sanno bene quanto sia facile essere attratti da un figlio che in qualche modo ha un comportamento simile al proprio o a quello che potrebbe avverare sogni che per il genitore sono stati impossibili da perseguire. Ma i figli non sono piccoli cloni e i genitori lo sanno.  Dobbiamo accettare le differenze tra i diversi caratteri e comunicare con ciascun figlio in base a questa diversità. E soprattutto far arrivare il messaggio che questa diversità non cambia l'amore che si prova per loro.

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Intervenire nelle situazioni di conflitto: i bambini possono litigare in modo furioso e anche pericoloso. L'importante è essere molto lucidi e non mettere la testa sotto la sabbia. In ogni rapporto c'è un dominante e un dominato, anche tra i fratelli. Ad esempio un bambino che va bene a scuola potrebbe non avere alcuna intenzione di aiutare l'altro meno bravo a fare i compiti perché il suo obiettivo è mantenere questa posizione dominante.
E i genitori devono impegnarsi per trovare una soluzione nella quale ognuno riesca a vincere. Comunicando e non urlando, punendo laddove sia necessario, mediando il più possibile.

Fonte: magic maman
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