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Quando i genitori sono ansiosi...

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Se siete dei genitori ansiosi come tutelare i vostri figli? I consigli della psicologa per prevenire comportamenti disfunzionali

Genitori ansiosi

L’ansia è una componente assolutamente naturale del nostro organismo e ci permette di far fronte a diverse situazioni sconosciute. Sul piano fisiologico la liberazione di ormoni legati allo stress, tra cui l’adrenalina, determina una modificazione delle funzioni organiche come l’aumento della pressione arteriosa, la tachicardia, l’iperventilazione e la tensione muscolare.

Come affermava Kant “l’ansia è un piolo della scala della paura” ed è assolutamente immotivata, irrazionale e arriva ad assumere livelli anche elevati divenendo angoscia, spavento o terrore. Diversi studi hanno confermato la possibile influenza di ormoni stressogeni sul feto tale da modificare la pressione sanguigna e i parametri cardiocircolatori.

L’ansia nei bambini: un richiamo da non sottovalutare

L’intensità emotiva determinata da un fattore esterno ma anche e soprattutto interno, ne definisce il senso sul piano di realtà. Ed ecco che crescere con genitori continuamente in preda ad una condizione emotiva di questo tipo produce nei figli una risposta di certo eccepibile. Se gli adulti presentano una diagnosi di tipo ansiogena come attacchi di panico, fobia sociale, ansia generalizzata è quasi inevitabile che anche i loro bambini manifestino disturbi simili. Nello specifico genitori ansiosi sono tendenzialmente portati ad essere carenti sul piano affettivo, a criticare fortemente i comportamenti dei propri figli e accrescere sfiducia nelle loro capacità. I bambini con una propensione ereditaria all’ansia, come confermato da una ricerca condotta dal Johns Hopkins Children’s Center del 2012, non solo diventano ansiosi per via dei loro geni, ma sono portati ad esserlo poiché l’ambiente condiziona fortemente questo loro comportamento.

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È quindi importante poter prevenire qualsiasi situazione che li conduce inevitabilmente a manifestare atteggiamenti disfunzionali. In effetti, la probabilità che un figlio possa soffrirne è di 7 volte più alta rispetto ai figli di soggetti non ansiosi e viceversa i 2/3 dei bambini ansiosi hanno genitori con tali problematiche. Se tale disturbo non viene curato è probabile che sfoci in depressione, in uso di sostanze, in insuccessi scolastici e via dicendo...

Ma come è possibile tutelare i bambini dall'ansia?

Innanzitutto porre attenzione ad alcuni propri comportamenti:

  • se c’è preoccupazione eccessiva nei confronti di ciò che fa il bambino,
  • se gli si fanno richieste eccessive sulla sua salute, su ciò che ha fatto a scuola,
  • se ci si agita in maniera smisurata per un suo malessere,
  • se non si riesce a dormire perché preoccupati per un episodio che gli è accaduto,
  • avvertire senso di disagio se non mangiano o hanno comportamenti difficili da interpretare.
  • ricoprirlo di attenzioni, chiedere di sapere tutto ciò che gli succede.

Un genitore è stato a sua volta bambino ha quindi appreso un modello comportamentale. Si può dire che lo stesso viene tramandato a livello generazionale fin quando qualcosa non cambia. Riuscire a parlarne liberamente e a chiedere un aiuto ad un esperto per risolvere la problematica è già un buon modo di affrontarla non solo per se stessi ma anche e soprattutto per tutelare i più piccoli.

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