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Favorire l'autonomia e l'autostima nei bambini con la comunicazione

Come favorire nei bambini e nelle bambine l'autonomia e la capacità di far fronte alle situazioni difficili con la relazione comunicativa

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di Jessica Cancila

“Conosci te stesso”
Socrate

Uno dei desideri più grandi dei genitori sarebbe quello di proteggere i propri bambini: dal dolore fisico, dalle esperienze negative, dalla delusione, dal tradimento degli amici. Questo desiderio è anche il meno realizzabile e forse il più controproducente: non solo non si potrebbe riuscire a proteggere i bambini per sempre e da tutto, ma tentando questo e trasmettendo questo messaggio, non si dà loro la possibilità di imparare ad affrontare da soli le difficoltà (LEGGI).


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Le situazioni difficili possono avere origine in condizioni individuali, ad esempio di malattia, oppure nella famiglia, per effetto di una separazione o di un lutto, oppure nella scuola e nella società, in seguito ad eventi difficili o al modo in cui gli eventi familiari e individuali vengono accolti o rifiutati. Tuttavia, gli studi e l'esperienza dimostrano che non tutte le persone reagiscono allo stesso modo di fronte alle stesse difficoltà. Queste differenze vengono fatte risalire non ad una sortà di immunità alle difficoltà, quanto piuttosto alla capacità di superare le difficoltà e soprattutto a crescere forti nelle difficoltà e coinvolge aspetti emotivi, cognitivi e sociali.
Sebbene il processo sia complesso e ci sia ancora molto da scoprire, alcuni tratti comuni e buone pratiche sono state individuate dai ricercatori.
Insegnare ai bambini a cavarsela nelle difficoltà richiede in primo luogo una disposizione psicologica di amore, sostegno e di fiducia che gli adulti assumono nei confronti dei bambini e si trasmette poi concretamente attraverso le azioni comunicative di tutti i giorni.
Genitori, insegnanti, assistenti possono influire sul processo di crescita dei bambini, anche in situazioni difficili e a rischio, sostenendoli e trasmettendo loro l'idea che possono intervenire non solo nelle singole difficoltà, ma, almeno in parte, anche di fronte ad un destino difficile, come può essere quello della malattia o di situazioni a rischio.
Dando ai bambini e alle bambini un messaggio concreto di autonomia e fiducia (LEGGI) di fronte alle sfide e alle difficoltà, si trasmette anche un modo efficace di essere vicini agli altri, di sentirsi di supporto agli amici, di trasmettere a loro volta la fiducia, il sostegno e l'incoraggiamento che hanno ricevuto.


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Le non-regole di questa settimana per sviluppare “Autonomia e fiducia di fronte alle sfide e alle difficoltà” sono:

Sviluppare competenza: imparare a fare delle cose rende le bambine e i bambini sicuri di sé. Ovviamente, non è possibile saper fare tutto bene subito. Come fare allora per sostenere l'apprendimento e l'autonomia, senza essere invadenti e senza mandare un messaggio contraddittorio? Insegnare a fare da soli, infatti, è un ossimoro. Un modo molto efficace per sostenere l'apprendimento senza soffocare l'autonomia è quello di intervenire attraverso delle domande aperte, che guidino l'attenzione su errori e successi, “Perchè la macchinina non va oggi?” Inoltre, è importante che i bambini possano prendere una decisione e fare dei tentativi: in questo modo cercano da soli la soluzione, imparano dai propri errori, ma soprattutto si prendono la responsabilità di quello che fanno: “Hai deciso di provare a cambiare la pila? Andiamo a comprarla allora.”

Sviluppare la sicurezza in sé stessi: la sicurezza in se stessi è uno strumento importante che accompagna le persone nei momenti più difficili, grazie alla forza e alla speranza per non arrendersi e cercare nuove soluzioni. I bambini e le bambine, per essere sicuri, hanno bisogno di non essere illusi o ingannati: devono conoscere i propri limiti e le proprie competenze reali e sapere che possono sempre imparare e migliorare. La vera forza nasce perciò dalla competenza: “Non so fare questo, ma posso imparare. Non so fare questo, ma so fare quest'altro. Io so fare una cosa, tu ne sai fare un'altra.” Per questo, è molto importante non ingannare i bambini, e, piuttosto che fare una generica lode immeritata dicendo “Bravo”, è meglio dire “Sei migliorato, questa prova è andata meglio dell'altra”.
Favorire le amicizie: gli amici possono deludere, ingannare, tradire. Possono cambiare paese, ammalarsi, scegliere nuovi amici. Ma anche per questi aspetti, e non solo per quelli positivi, le amicizie tra pari sono fondamentali. I bambini imparano a cooperare, a giocare, a litigare. Imparano ad imitare i più grandi e ad aiutare i più piccoli, sviluppando, su vari piani, competenze diverse da quelle sperimentate con gli adulti.

Affrontare le situazioni difficili: di fronte alle situazioni difficili, gli adulti dovrebbero resistere alla tentazione di intervenire direttamente. Aiutare i bambini e le bambine ad affrontare le difficoltà significa dare loro gli strumenti per farlo da soli, comunicando loro questa fiducia, suggerendo delle strategie o raccontando storie personali positive. Ad esempio, è efficace dire: “La prossima volta, se studi di più, andrà meglio”, “E' successo anche a me, anch'io ci sono rimasta male. Allora ho fatto così.”  Una situazione molto difficile da affrontare per gli adulti è quella in cui sono loro stessi a vivere un'esperienza difficile o dolorosa: in questi casi, è molto importante ricordarsi che l'esempio degli adulti può avere forti e durature ripercussioni sui bambini.
Conoscere e gestire le proprie emozioni: il ruolo degli adulti e dell'ambiente è fondamentale nel dare ai bambini gli strumenti per una buona salute interiore, che passa anche dal riconoscimento e dalla gestione delle emozioni proprie e altrui. I bambini, fin da piccolissimi, utilizzano le reazioni degli adulti come il sole sul quale regolare la propria bussola interiore, ed è per questo che si voltano verso la mamma se vedono un oggetto o una persona sconosciuta. Si parla in questi casi di riferimento sociale. Le reazioni degli adulti continuano ad essere importanti per i bambini anche quando crescono e quindi, se gli adulti riconoscono il sentimento dei piccoli, anche i piccoli lo fanno e danno valore al proprio sentire. Le reazioni di espressione e controllo delle emozioni sono apprese secondo l'esempio e i valori vissuti in famiglia e nel proprio ambiente culturale: sono gli adulti che danno il primo esempio ai bambini, esprimendo empatia e gestendo le proprie emozioni, magari proprio nei momenti in cui i bambini pongono una sfida ai genitori.

Letture:

Una guida per i genitori A Parent's Guide to Building Resilience in Children and Teens: Giving Your Child Roots and Wings
Dr. Kenneth R. Ginsburg, Martha M. Jablow
American Academy of Pediatrics, 2006