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Fanboy & Chum Chum: la serie animata per i bambini che sognano di essere supereroi

In occasione dell'uscita in dvd del cartone Fanboy & Chum Chum – Caos Comico, la dottoressa Veronica Arlati ci spiega come mai i bambini si creano delle realtà parallele

I cartoni animati che divertono e fanno sognare i più piccoli sono sempre di più al giorno d’oggi. Non solo il cinema regala grandi momenti di svago, ma anche la televisione offre, nella sua moltitudine di canali disponibili, una serie di titoli educativi ed assolutamente divertenti. Tra questi, figura Fanboy & Chum Chum, serie televisiva statunitense in onda sul canale Nickelodeon.



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Dal 20 febbraio sarà disponibile in Dvd Fanboy & Chum Chum – Caos Comico che non solo intratterrà i piccoli spettatori, ma li farà anche sognare e fantasticare sulla vita da eroe. Fanboy e Chum Chum sono due fan accaniti dei fumetti, dell'animazione e dei film di fantascienza e questa serie animata racconta le loro strane disavventure condite dalla loro strana visione del mondo; amano, infatti, vestirsi da supereroi e pur non avendo poteri particolari, cercano di combattere come possono il loro acerrimo nemico, un bullo chiamato Boog.

Credere di avere dei poteri particolari è una prerogativa dei più piccoli; c’è chi sogna di avere poteri specifici, chi di poter volare… la fervida immaginazione dei bambini non ha veramente limiti. Abbiamo chiesto alla Dottoressa Veronica Arlati, psicoterapeuta specializzata in età evolutiva, autrice del libro “Emozioni in Fiaba”, di spiegarci come mai i bambini si creano delle realtà parallele, cosa desiderano maggiormente e cosa può significare l’ideazione di un mondo privato da parte del minore.







Secondo la sua esperienza, quando un bambino tende a costruirsi un mondo tutto suo in cui rifugiarsi, ciò è sintomatico di un problema, di un disagio del minore?
Per i bambini giocare con la fantasia e l’immaginazione è una prerogativa fondamentale per il loro sviluppo. Tramite il gioco riescono ad esprimere simbolicamente il loro mondo interno, mondo che ancora non può essere espresso tramite l’ausilio del linguaggio verbale. Tanto è che la psicoterapia con i bambini si svolge proprio attraverso l’ausilio del gioco e del disegno perché questi strumenti permettono di entrare in contatto con il loro mondo e ciò ci permette di aiutarli a superare anche momenti di difficoltà e di stallo evolutivo. Può diventare un problema quando il bambino si isola dal mondo reale e vive solo nel suo mondo parallelo fatto di fantasia perché questo può essere indice di un disagio che il bambino non riesce ad affrontare nella realtà e per questa ragione si rifugia in un mondo fantastico.

Quando un genitore deve iniziare a preoccuparsi se il suo bambino sembra far viaggiare troppo la sua fantasia?
Un genitore deve iniziare a preoccuparsi nel momento in cui si accorge che il proprio bambino tende ad evitare la realtà e soprattutto le relazioni con i coetanei. Se il mondo di fantasia diventa totalizzante per il bambino e lo porta ad isolarsi questo può essere indice di un problema.



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Se invece è normale che un bambino creda di avere dei poteri fuori dal comune, il genitore in che modo deve assecondarlo senza fargli perdere il contatto con la realtà?
Se nel gioco il bambino fantastica di avere super poteri, ma si rende conto che è un “come se”, appunto pura fantasia, allora il genitore può stare al gioco costruendo storie fantastiche di super eroi. Bisogna però che il bambino sia sempre consapevole che si sta trattando di un gioco e non della realtà, perché è anche importante che il bambino con l’aiuto dei genitori si scontri e accetti i propri limiti reali e impari a gestire le frustrazioni.

Quali sono i “superpoteri” più comuni che i bambini pensano di avere? Sono ricollegabili a particolari aspetti della personalità, necessità del bambino o no?
Non è facile rispondere a questa domanda perché quando si tratta di bambini e di psicologia non si può mai generalizzare. Ogni bambino è a se stante e ogni situazione può determinare un significato simbolico diverso a seconda nel contesto in cui si sviluppa. Generalizzando molto può accadere di entrare in contatto con bambini che vorrebbero essere invisibili oppure all’opposto invincibili. Il bambino che vorrebbe essere invisibile può essere che tenda ad internalizzare molto le proprie emozioni e faccia più fatica a mostrarsi agli altri perché si sente insicuro delle sue capacità. Mentre il bambino invincibile potrebbe tendere più verso l’onnipotenza, il bisogno di prevalere sempre ed essere il migliore per avere successo ed essere riconosciuto dagli altri. Esprime un bisogno continuo di essere riconosciuto per le sue capacità e non può mai accettare di perdere perché questo sarebbe vissuto come un fallimento.
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