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Usare l’immaginazione per imparare ad ascoltare le emozioni ‘negative’

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Tutte le emozioni sono necessarie, ma come gestire le emozioni negative nei bambini ?

Emozioni negative nei bambini

Sin da piccoli ci insegnano ad allontanare i pensieri negativi, a non piangere, a non esprimere le emozioni considerate ‘negative’. Attraverso l’uso dell’immaginazione si può, invece, imparare a ascoltarle. Le frasi classiche ‘I bambini grandi non piangono’, ‘gli altri bimbi non si disperano come te’, ‘se sorridi alla vita, la vita ti sorride’ rappresentano proprio questo meccanismo di negazione dei sentimenti sinceri nei confronti di una situazione. Ma non è sempre utile.

Tutte le emozioni sono necessarie e esprimere liberamente ciò che si prova in una circostanza e viverle significa proprio essere più spontanei e liberi dalle ‘trappole emotive’. Trasformarle, denegarle attraverso una visione differente, spinge i bambini a provare disagio poiché non si sentono ‘autorizzati’ a manifestarle. La rabbia, la tristezza, la gelosia, l’invidia sono parte dell’espressione umana e pertanto andrebbero vissute così come emergono.

Le emozioni che i bambini non tollerano

E come educarli a tollerare e gestire anche le emozioni più difficili?

I modi possono essere tanti. La comunicazione diretta, l’uso del gioco, la condivisione ma anche l’immaginazione. La visualizzazione guidata è una tecnica che consiste nell’immaginare un oggetto o una situazione e può essere molto utile con i bambini per imparare a governare i momenti di disagio e gestire le emozioni:

  • Immaginate le emozioni come se fossero dei vagoni di un treno trainati da una locomotiva. Ad ogni fermata sale un passeggero identificato con un pensiero negativo, una paura, una difficoltà. Una volta chiusi i portelloni, il treno riparte e segue, prima piano piano e poi sempre più veloce, la via dell’infinito fino a salire in cielo tra le nuvole dove si disperde…
  • Pensate ad una bilancia: su un piatto posizionate l’emozione negativa e sull’altro una positiva. Facciamo pendere prima uno e poi l’altro. Cosa sentite quando il peso porta giù il piatto dove c’è la tristezza (o la rabbia, o la paura)? E cosa quando scende quello della gioia (sorpresa, allegria, amore)? Adesso si può scegliere liberamente quale peso dona maggiore piacere e fa sentire più sereni.
  • Le emozioni negative producono disagio, sofferenza, e fastidio ma si possono tollerare osservandole. Immaginiamo ogni emozione come se fosse una stella e impariamo a descriverla in tutte le sue caratteristiche e angolazioni (di che colore è, se brilla, di che materiale è composta) e accanto a quale pianeta la mettereste...
  • Per i bambini più introversi si può suggerire di scrivere il ‘diario delle emozioni’ cercando di delineare ogni singolo sentimento che emerge
  • Imparare ad attribuire un colore o un suono alle emozioni. Magari utilizzando dei pastelli o della musica.
  • Le emozioni narrate. Cosa dicono? Che voce hanno? Che personaggi sono? Cosa fanno?

È quindi indicato non reprimere le loro espressioni, i loro pianti, la loro tristezza ma indurli a parlare di sé, a descrivere ciò che stanno vivendo e come, insegnare loro a comunicare i propri disagi e la propria sofferenza vivendoli anche se questo può produrre malessere.

Alfabetizzare emotivamente i bimbi significa insegnar loro a vivere le proprie emozioni, a riconoscerle negli altri e a gestirsi autonomamente sul piano relazionale. L’essere se stessi è significativo poiché forma la personalità in maniera spontanea. È giusto, quindi, che ogni bambino impari ad ascoltarsi e a canalizzare in maniera costruttiva le proprie ‘emozioni’.

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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