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Come educare i bambini ai cambiamenti

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Come affrontare al meglio le nuove situazioni e come educare i bambini al cambiamento: dalla nuova scuola al trasloco ecco i consigli per evitare traumi ai più piccoli

Come educare i bambini al cambiamento

Ogni ciclo di vita prevede una trasformazione. Dopo un fidanzamento, il cambio di un lavoro, un matrimonio, un lutto, una nascita, un trasloco o l’ingresso a scuola vi è un periodo di metamorfosi che coinvolge i singoli individui e tutta la famiglia. I bambini non restano esclusi. Anzi, le trasformazioni li travolgono in pieno. E spesso non riescono a far fronte facilmente al periodo di stress che li interessa.“Tirare fuori ciò che sta dentro” (educare) cioè considerare implicitamente che ci siano le risorse necessarie per acquisire una nuova informazione. Ciò esprime ed evidenzia la possibilità di affrontare probabili mutamenti senza incorrere necessariamente in un “trauma”.

Come abituare i bimbi ai cambiamenti?

I bambini non amano particolarmente lo stress che può derivare da situazioni nuove e pertanto faranno di tutto per non imbattersi in tali occasioni, rifiutandole e manifestando il loro dissenso in merito a ciò che devono affrontare. Ma ogni vissuto dipende esclusivamente da come gli stessi genitori lo gestiscono.Ogni ambiente, come le persone, è un punto di riferimento da cui il bimbo attinge sicurezza, affetto e ordine. Per cui tali elementi non devono mai mancare in qualsiasi frangente che lo riguardi. Le circostanze possono essere tante e presentarsi anche inaspettatamente.

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Un trasferimento, un trasloco, un nuovo asilo nido, l’ingresso alle elementari, i nuovi amici e le maestre, l’inserimento in attività sportive o gruppi di gioco producono sempre nuove sensazioni ed i bambini devono essere aiutati in questo per evitare l’insorgenza di problematiche più complesse. Prima tra tutte l’ansia da separazione o eventuali traumi emozionali dovuti ad una spiccata sensibilità del piccolo. E’ possibile perciò anticipare eventuali condizioni che possano presentarsi per esempio con un trasloco che comporta inevitabilmente il cambio di città o di quartiere.

Spiegare la morte ai bambini, aiutandosi con un libro

In tal caso se non vi è necessità impellente di cambiare anche la struttura che ospita il bambino e sarebbe meglio attendere il passaggio da un anno scolastico all’altro oppure da una classe inferiore ad una superiore. In ogni caso è possibile “preparare” i figli a questo possibile evento immaginando assieme come sarà la nuova scuola, i nuovi compagni, le maestre, la cameretta e i tanti giochi che porterà con sé.

Dinanzi a possibili scelte è bene chiedere loro cosa pensano in merito ad una modifica che riguarda la loro vita, per capire come potrebbero reagire. È possibile anche coinvolgerli pian piano nella conoscenza del territorio, oppure andare a conoscere prima la maestra o la struttura sportiva. Portare con sé qualche amichetto che lo faccia sentire più sicuro di sé. Insomma fare in modo che qualsiasi stimolo che possa generare ansia o paura venga monitorato attraverso una aprioristica preparazione ed evitando di gran lunga l’ “effetto sorpresa”.

Come affrontare il cambio di scuola con serenità

Effettivamente dare troppo peso alle circostanze, manifestare apprensione, preoccupazione o angoscia li porta ad assimilare uno stato psichico ben lungi dal voler affrontare serenamente una nuova vita. Quindi è tramite il pensiero che la nuova condizione si colloca e prende forma con l’azione. Seguire cioè ogni singolo passaggio che si compie assieme a loro li rassicura e li rende forti. Questi passaggi aiutano anche i genitori più preoccupati e ansiosi dato che poter prendere una decisione assieme, mantenendo sempre il proprio ruolo di adulto, favorisce un’acquisizione di responsabilità condivisa e, in tale contesto, il bambino si sentirà meno “costretto” a subire un cambiamento anzi, al contrario, si considererà partecipe e importante. Essere coinvolti nella scelta, quando è possibile, conseguendo una lieta, anche se minima, padronanza della nuova situazione li rende altresì più autonomi.

L’educazione è il grande motore dello sviluppo personale.È grazie all’educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato da una famiglia povera il presidente di una grande nazione. Non ciò che viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall’altra. L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo
Nelson Mandela

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