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Dal dottore: Lo spazio per il dialogo, lo spazio per tutti

Molte mamme vorrebbero più tempo per parlare con il pediatra ed esprimere tutti i loro dubbi e problemi: ecco come dovrebbero svolgersi le visite mediche

a cura di Jessica (Parlare con i bambini)

To get the most from your medical care, you need to take control of it” (LEGGI)

Alcune mamme raccontano alle consulenti del latte che spesso hanno difficoltà a parlare di allattamento con il pediatra e che, di conseguenza, tendono a non dirgli tutte le difficoltà o le scelte che fanno per timore di essere dirottate verso il latte artificiale o altre opzioni che non condividono. Questo, come ogni altro giudizio che non si metta alla prova dei fatti, è un pre-giudizio, una paura, una convinzione abbastanza diffusa, forse perché sull'allattamento ci sono scuole di pensiero diverse le quali, però, se non le mettiamo in contatto quando ne abbiamo l'occasione, possono trovare sempre più difficoltà ad incontrarsi.



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Tuttavia, questo 'vuoto' nella comunicazione, questo dialogo mancato è quello che succede spesso: c'è molto timore nel comunicare con i medici, la relazione viene percepita un po' come quella scolastica, in cui c'è una parte che ha diritto di parlare e fare domande e l'altra che deve parlare solo su richiesta.

Le cose però potrebbero andare diversamente, con maggiore beneficio per tutti.

Un paziente su quattro tra quelli che si rivolgono al tribunale del Malato di Pavia, ad esempio, lo fa per denunciare problemi legati alla comunicazione (LEGGI). Sembra un paradosso, eppure, come in questo percorso insieme stiamo appunto cercando di approfondire, il fatto che spesso trascuriamo è proprio quanto sia importante la comunicazione nella relazione medico-paziente e, quasi a maggior ragione, nella relazione con il pediatra, in cui per lo più la relazione è mediata da un genitore o familiare.







Per questo, la partecipazione attiva del paziente, o del familiare, si rivela di grandissimo aiuto.

Partecipazione attiva significa che, a differenza di quanto accade ancora spesso, il paziente non dovrebbe essere sottoposto ad una serie di domande come in un'interrogazione (o interrogatorio), ma ha il diritto di fare a sua volta domande al medico, il diritto di conoscere quale percorso diagnostico o terapeutico sta ipotizzando il medico, il diritto di essere informato sulle alternative possibile, per essere aiutato dal medico a scegliere in modo consapevole, senza però che sia il medico a sostituirsi al paziente.

Perché questo tipo di lavoro sia possibile, è importante che il paziente si ricerchi uno spazio di dialogo, che manifesti i suoi dubbi, che chieda chiarimenti. Che sia disponibile a cercare il dialogo, anche quando questa opzione sembra un po' rivoluzionaria.



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Proviamo a parlarne insieme? Riuscite sempre a comunicare con i vostri medici, e in particolare i pediatri dei vostri bambini? Quali sono gli ostacoli che incontrate più spesso e quali invece gli aiuti? Come immaginate il colloquio medico ideale tra voi, il pediatra e i vostri bambini?

Intanto, se siete interessati, vi consiglio su questo tema un documentario molto intenso, appena uscito in Italia The Face of birth (VAI AL SITO), che discute i diritti legati alla nascita.



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