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Quando il padre è assente

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Cosa significa per un bambino crescere senza padre? Le riflessioni e i consigli della psicologa

Crescere senza padre

Sono molte le coppie che si separano e altrettante le famiglie mononucleari. In esse un singolo genitore si trova spesso a svolgere il ruolo di entrambi, ossia a fungere da madre e da padre. Le donne, tendenzialmente, assumono tale funzione poiché è facile che ne abbiano l’affidamento. Si trovano così da sole a dover gestire situazioni di diverso tipo.

Ma cosa significa per un bimbo crescere senza padre? Naturalmente ciò può essere determinato da diversi fattori, per esempio quando il padre si allontana poiché non è ‘motivato’ a far parte della vita dei propri figli o in conseguenza di situazioni conflittuali, altre volte, invece, è presente fisicamente ma assente sul piano affettivo, altre ancora per cause contingenti quali la vedovanza e per la quale il bimbo non conosce e non ha mai visto il padre biologico. La sua presenza, al pari di quella materna, aiuta il piccolo a crescere sereno contribuendo a costruire una propria identità, una buona autostima e a sviluppare fiducia in se stesso certo di poter contare su di un ‘rifugio sicuro’.

Il padre è quindi una figura rilevante nella crescita dei bambini e degli adolescenti sia che viva con la sua famiglia che al di fuori. I figli ricercano sempre i genitori e la sensibilità che esprimono nei confronti di un rifiuto o un messaggio ambiguo dal punto di vista emotivo porta questi a crescere smarriti e inquieti restando, soprattutto all’inizio, in attesa di un cenno, di una comunicazione, di uno scambio affettivo e di un riconoscimento che se mai corrisposto assume comunque un senso. Dinanzi a un vuoto in loro si sviluppa ansia: di fronte ad un comportamento incoerente con la figura che il ‘ruolo’ dovrebbe ricoprire scoprono che le loro aspettative non vengono appagate e restano delusi, amareggiati, manifestando il loro disagio in modalità differenti.

Tra i vari sintomi di disagio psichico è facile che i bambini possano sviluppare difficoltà scolastiche nell’inserimento o nel rendimento con una probabilità alta di abbandono degli studi. I sintomi dell’ansia, della depressione o essere vittime di maltrattamenti e abusi sono altre problematiche nelle quali possono incorrere. In età adolescenziale il soggetto è portato a mettere in atto comportamenti sessuali promiscui proprio per un’incapacità a gestire le relazioni affettive e la propria emotività o atteggiamenti aggressivi che suppliscono ad una profonda insicurezza o comportamenti delinquenziali con uso o abuso di droghe e alcool.

In età adulta invece l’assenza del genitore comporta inevitabilmente un distacco affettivo e diffidenza nelle relazioni affettive poiché il timore di essere rifiutati o ‘abbandonati’ è sempre presente. È difficile a tal proposito superare il ‘trauma’ ammettendo le difficoltà che un adulto, in termini di ruolo educativo, può avere poiché la rabbia prende il sopravvento. Ma quando ci si accorge che lo stesso non è in possesso di competenze relazionali, ed è quindi soggetto a commettere errori, la situazione può cambiare soprattutto nei confronti di se stessi. E se il padre biologico non vive più? Diversa è la situazione dinanzi ad una vera e propria ‘mancanza’ nella quale il genitore non si conosce ed il piccolo ne coglie la sua assenza attraverso i compagni, ascoltando il racconto di scene di quotidianità, attraverso la maestra oppure all’uscita da scuola quando è evidente che l’unica che incontra fuori è proprio la mamma. È l’altro genitore quindi a compensare tale ‘assenza’ e diventa un punto di riferimento fondamentale e spesso indispensabile.

Ma come fare ad aiutare il piccolo a crescere senza padre?

In realtà, anche se il padre non è presente può comunque essere ‘sostituito’ da una figura maschile. Talvolta il nonno, uno zio o un nuovo compagno della mamma possono fungere da figure di riferimento. È quindi importante spiegare al piccolo le ‘differenze’ rispetto ai suoi compagni ma ‘supportarlo’ nella crescita significa anche avere qualcun altro, oltre la mamma, che si prenda cura di lui, che gli parli, ci giochi e si assuma delle ‘responsabilità genitoriali’ anche se non vive con il bambino. Lo stesso discorso vale per gli adolescenti che possono vivere momenti di confusione e disorientamento tali da necessitare di una guida maschile che possa agevolarli nel processo di emancipazione dalla figura materna. Crescere senza padre non è semplice ma le risorse dell’individuo sono tante e tali che gli possono permette di crescere in maniera sana grazie all’aiuto di un singolo genitore e di familiari con buone competenze emotive.

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