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Crescere con la musica

Un progetto per far crescere i bimbi immersi in una delle più belle arti dell’uomo, aiutati anche nello sviluppo di capacità cognitive e sociali

nati-per-la-musica-1Un interrogativo frequente tra i genitori riguarda naturalmente il futuro dei piccoli, le loro capacità, le loro attitudini: sarà intelligente? Sarà creativo? Sarà un ingegnere o un artista?
Il segreto sta nel non cercare una risposta, a tutti i costi. Il segreto è offrire spunti e stimoli, è immergere il piccolo in realtà sempre nuove e piene di idee.
Se poi lo stimolo che gli diamo lo aiuta psicologicamente a crescere sereno e a sviluppare capacità intrinseche, risolviamo tante questioni in un colpo solo.
E’ un po’ questo lo spirito del progetto “Nati per la musica”, promosso dall’Associazione Culturale Pediatri, in collaborazione con il Centro per la Salute del Bambino e la Società Italiana per l’Educazione Musicale.

Gli ingredienti di questa iniziativa sono note, accordi, tonalità: la musica è quello strato di atmosfera in cui immergere i piccoli fin dal periodo prenatale, perché la musica ha in sé la forza atavica che fa muovere il cuore con la melodia e i piedi con il ritmo; chi  promuove il progetto crede fermamente nella forza di questa arte, nella potenza dello stato sensoriale in cui la musica è capace di gettare gli esseri umani.
I benefici di terapie ed educazione a base di musica sono provati scientificamente: la musica infatti interferirebbe in modo molto positivo nello sviluppo cognitivo del bambino, aiutandolo a stimolare la sua parte creativa  ed espressiva.
In particolare, l’ascolto della musica aiuterebbe il bambino a sviluppare capacità di ascolto e di osservazione a livello uditivo, a esprimere emozioni e idee, a imparare ad ascoltare se stesso e gli altri, a percepire come comunicare col mondo esterno, a esercitare la memoria e infine a favorire attenzione e concentrazione.
In ultima analisi, l’ascolto precoce della musica aiuterebbe il bambino a sviluppare tutte quelle caratteristiche utili allo studio, all’apprendimento, all’organizzazione nel lavoro, nonché all’intelligenza sociale per le relazioni con gli altri.

nati-per-la-musica-2Ma come ottenere tutti questi favolosi risultati? Con esperienze musicali significative, ascolti mirati frequenti ma non forzati, tendenti al gioco e al divertimento, con indicazioni e consigli da parte di tutte le professionalità che intervengono nella crescita del bambino: dottori, ostetriche, pediatri, personale dei consultori, maestre.
Senza limitazioni sul genere di musica da proporre alle giovanissime menti dei più piccoli, l’ascolto si può favorire fin dalla gravidanza: già nella pancia della mamma infatti, al 5°/6° mese, il feto comincia a rispondere ai suoni che provengono dall’esterno.
Nel suo primo anno di vita il bambino è particolarmente sensibile a tutto quello che è l’universo sonoro e comincia le sue prime prove di imitazione: riconosce le voci dei genitori e cerca di riprodurre i suoni con la lallazione (la prima vocalizzazione) e con i primi tentativi dedicati al canto.

Fino a sei anni, il bambino svilupperà una sempre più intenzionale riproduzione sonora e canora: cartoni animati e tv aiutano molto il piccolo in questa fase e i suoi giochi sono intrisi di musicalità e canto.
“Nati per la musica” mira a far diventare tutto questo una realtà fruibile serenamente e pro positivamente da genitori e bambini, coinvolgendo tutte le figure che partecipano alla loro crescita e intraprendendo progetti e iniziative in collaborazione con diverse associazioni.
Una di queste è “Arte sonora per i bambini”, nata nel 1996, come progetto interattivo e itinerante dedicato all’educazione sonora e all’allestimento di spazi per vivere con tutti i sensi esperienze musicali molto coinvolgenti per i bambini, anche attraverso laboratori e narrazione di favole. Per informazioni su come partecipare a qualche iniziativa, il sito è www.artesonoraperibambini.com

Olivia Calò
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