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Creatività nei bambini: lasciateli liberi di giocare

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Preoccupante calo della creatività dei bambini: di chi è la responsabilità? Il punto di vista di uno psicologo americano

Creatività dei bambini

Genitori, lasciate che i bambini sfuggano alla vostra sorveglianza, facciano sport non organizzato, corrano qualche pericolo, inventino il gioco, incontrino bambini sconosciuti.

E’ l’invito contenuto nel libro dal titolo “Lasciateli giocare” uscito per Einaudi e firmato dallo psicologo e biologo Peter Gray.

Lo studioso ha fatto dell’analisi della capacità creativa dei bambini e ragazzini il focus del suo lavoro e ha rilevato dati sconfortanti. Dati che in fondo non sorprendono qualsiasi genitore di bambini alle prese con nuove tecnologie e vita super organizzata. Rispetto a quelli delle passate generazioni i bambini di oggi non hanno più occasioni per stimolare la creatività, questo perché mancano coraggio, autonomia, senso dell’avventura, forse anche spazi per la noia, che si trasformano in momenti preziosi di ozio creativo.

Come spiega Repubblica negli Stati Uniti hanno provato a misurare la perdita di creatività dei ragazzini:  tra il 1985 e il 2008 le risposte fornite al test di Torrence (proposto nelle scuole) mostrano un calo dell’85% rispetto alla media ottenuta dai ragazzini delle passate generazioni.
In realtà basta guardare in casa propria.

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Chiunque abbia dei bambini si è facilmente reso conto di quanto le nuove tecnologie, tablet, videogiochi e smartphone, abbiano ormai monopolizzato l’attenzione dei nostri figli. Spesso siamo noi genitori a consentire l’uso di questi strumenti, ma quanto è difficile poi convincerli a spegnere e fare altro.

Privarli del tutto di questi che sono strumenti per i quali i bambini di oggi sembrano avere una naturale inclinazione non sembra essere la strada giusta, meglio disciplinarne l’utilizzo, stando loro vicino, magari aiutandoli anche a capire quali siano le opportunità di apprendimento reali offerte dai tablet, ma al contempo è facile fare il paragone con quello che è accaduto a noi, nella nostra infanzia.

Spazi aperti per giocareogni pomeriggio a perdifiato finche la mamma non ci chiamava per la cena, tanti coetanei con cui inventare storie e giochi. Una libertà di movimento e di pensiero che sembra essere oggi preclusa ai bambini e che noi rimpiangiamo amaramente.

Proteggere la creatività dei bambini

E qui forse è bene tirare in ballo anche un’altra responsabilità Semplicistico dare tutta la colpa ai tablet o ai videogiochi. Ma in realtà quante volte permettiamo ai nostri figli di sporcarsi, giocare nella natura, vivere piccole grandi avventure in spazi aperti, quante volte diciamo “non fa niente” se si sbuccia un ginocchio, cade mentre corre, si strappa il pantalone mentre cerca di salire su un albero o si bagna i calzini perché si è avvicinato troppo al mare ed è ancora marzo?

E quanto spazio lasciamo ai nostri bambini per annoiarsi e trasformare la pura noia in momenti in cui dare libero sfogo alla creatività?
Gray non ce le manda a dire:

Dobbiamo smetterla di privare i bambini del diritto al gioco perché  è sbagliato. E proteggerli all’inverosimile si impedisce loro di imitare gli adulti, di cantare una canzone e di inventarne una nuova, di gestire la dose di paura che possono sopportare e di essere quindi incapaci di accogliere quelle che arriveranno dopo, a scuola o nello sport

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