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Cosa dovrebbe sapere un bambino di 4 anni?

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Uno dei temi più dibattuti sui social network riguarda le capacità dei bambini. Ma su cosa dovremmo focalizzarci?

Cosa deve sapere un bambino di 4 anni

Questo post di Alicia Bayer è stato pubblicato sul suo blog parecchi anni fa. Lei stessa lo ha rilanciato sul suo blog e poi è stato tradotto in italiano qui.
Si tratta di un post accorato, affettuoso, appassionato e ricco di cose estremamente condivisibili.

La giornalista fa una profonda riflessione su cosa ci si aspetta dai bambini al giorno d'oggi e su cosa sarebbe giusto aspettarsi.

Cosa sanno fare i bambini a 4 anni

Tutto parte dalla costatazione che quando una mamma chiede consiglio e informazioni sui social network su "cosa sanno fare i bambini" a questa o a quella età, il lungo elenco di commenti è caratterizzato per la stragrande maggioranza non da rassicurazioni o consigli dettati dal buon senso, ma dalla competitività.

"Cosa dovrebbe saper fare mio figlio a quattro anni?" e giù una lunga lista di mamme che fanno un elenco di tutto ciò che i loro pargoli quattrenni sono in grado di fare: contare, descrivere, leggere, parlare, abilità nel movimento. E chi più ne ha più ne metta.

Lettera a tutti gli estranei che giudicano il comportamento di mio figlio

Naturalmente il risultato non è affatto quello di aver rassicurato la mamma che aveva aperto il post, ma di aver affermato ancora una volta, in un contesto pubblico, la propria superiorità, la propria soddisfazione personale che si esplica attraverso le competenze dei propri figli (di soli quattro anni!) e il proprio personale desiderio di essere sempre e comunque competitivi.

Alicia vive negli Stati Uniti, in una società che ha fatto della competitività e dell'affermazione del migliore un motore portante dell'intero assetto sociale ed economico. Proprio negli Stati Uniti qualche tempo fa è stato lanciato un allarme dai pedagogisti, preoccupati perché i bambini trascorrono in media 54 ore alla settimana tra compiti, scuola, sport, attività extrascolastiche, senza che ci sia uno spazio per il gioco libero, la fantasia, la creatività, l'ozio.

In Italia ancora non siamo a questi livelli, ma le cose rischiano di andare nella stessa direzione. Più ci guardiamo intorno e più ci accorgiamo di essere circondati da genitori troppo ansiosi, troppo impegnati ad coinvolgere i propri bambini in attività extrascolastiche, laboratori, momenti di apprendimento.
Tutto con la nobile ambizione di dare loro il meglio che si può. Magari ciò che noi non abbiamo avuto.

Eppure, questa idea che così facendo ci si concentra sui figli rischia di farci perdere di vista il vero nocciolo della questione. Invece che impegnarli il più possibile, offrendo loro ogni tipo di stimolo intellettuale o sociale, magari anche perchè così facendo ci liberiamo un po' di spazio per dedicarci a noi stessi, potremmo lasciarli più liberi di crescere in modo spontaneo e seguendo i propri tempi. Giocare all'aperto, stimolare la creatività, offrendo loro momenti unici, a contatto con la natura, con i libri, con i giochi creativi, con noi genitori.

In un'epoca in cui l'educazione e l’accudimento dei bambini vengono sempre più spesso delegati a nonni, asili, babysitter ci sentiamo ripetere sempre più spesso quanto sia importante dedicare ai bambini almeno mezz'ora del nostro tempo ogni giorno.
Mezz'ora! Tempo di qualità! Anche se è poco, basterebbe poco per spenderlo in modo intelligente.

In effetti, se ci fermiamo un attimo a riflettere ci rendiamo conto di quanto assurdo sia doversi ritagliare trenta minuti della giornata per stare con i bambini.

E Alicia ne è sicura, se fossimo meno competitivi e più concentrati sulla libertà e sulla condivisione sapremmo perfettamente cosa è importante che un bambino di quattro anni sappia:

  • dovrebbe sapere che il mondo è magico e può essere dei colori che lui più preferisce
  • dovrebbe saper usare la fantasia e saper ridere
  • dovrebbe saper quali sono i suoi interessi ed essere incoraggiato a coltivarli
  • dovrebbe sapere di essere amato incondizionatamente indipendentemente dalle aspettative dei suoi genitori
  • dovrebbe imparare a fidarsi del suo istinto e a saper stare a suo agio nelle situazioni, coltivando la propria personale capacità di giudicare persone e cose

Ma, cosa più importante, sapremmo che: ogni bambino ha i suoi tempi e prima o poi imparerà tutto ciò che è importante imparare; che se gli dedicassimo più tempo, leggendogli storie meravigliose, circondandolo di pochi giochi ma preziosi e di tanti bellissimi libri lo aiuteremmo ad apprendere e a diventare una persona curiosa.

 

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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