gpt skin_web-bambino-0
gpt strip1_generica-bambino
gpt strip1_gpt-bambino-0
1 5

Se io mangio, mangi anche tu...

/pictures/20150317/se-io-mangio-mangi-anche-tu-1538213556[4418]x[1840]780x325.jpeg
gpt native-top-foglia-bambino

La presenza di un pregresso o attuale disturbo del comportamento alimentare nella mamma può avere conseguenze sul proprio figlio?

Disturbi alimentari della mamma

Recenti studi hanno preso in considerazione la relazione tra madre e bambino in soggetti con disturbi di natura psichica valutando sostanzialmente quale tipo di effetti hanno questi ultimi sui propri pargoli.

Soffermandoci essenzialmente sui disagi di tipo alimentare, si è constatato che la nutrizione dei bambini e degli adolescenti diviene difficoltosa poiché fortemente condizionata, sul piano comportamentale, dal vissuto materno: la codifica reciproca dei segnali trasmessi, in termini di bisogni ed emozioni, viene filtrata attraverso la patologia.

Non diventare una mamma "ressica"

Durante la gravidanza il corpo della donna cambia, si trasforma, spesso si deforma ed è difficile, qualche volta, accettare questa nuova immagine di sé, soprattutto se, di fondo, sussiste un‘alterazione del comportamento nutrizionale specifico: sul piano fisiologico la produzione di particolari neurotrasmettitori, come ad esempio i livelli di dopamina, producono nel nuovo nascituro delle esigenze similari a quelle materne. Il corpo è il primo “strumento” di comunicazione nelle relazioni primarie e diviene fondamentale, in seguito, in quelle interpersonali.

Alla nascita assume un significato prioritario nella diade madre- bambino poiché permette il contatto tra i due soprattutto durante l’allattamento. Quando il piccolo piange, infatti, viene istintivamente preso in braccio e ciò lo rassicura poiché si sente “accudito”. Il calore generato dalla vicinanza fisica trasmette calma e lo tranquillizza. Impara, così, a riconoscere l’odore della pelle di chi si prende cura di lui.

Il corpo è un elemento di forte risonanza anche sul piano dell’alimentazione: una donna con tendenza a controllare il proprio peso condizionerà fortemente il vissuto del bambino durante la crescita. La dispercezione corporea porterà ad una attenzione eccessiva nei confronti dei chili di troppo o a seguire una dieta priva di alimenti importanti per lo sviluppo. È proprio durante le fasi di stress che i “sintomi residui” di un disturbo pregresso riemergeranno andando a ricadere nei comportamenti di restrizione e di compensazione tipico di tale patologia.

Anche l’allattamento diviene difficoltoso data la tendenza a ridurre il numero di poppate o al contrario ad aumentarle poiché la donna non interpreta adeguatamente i bisogni e le necessità del piccolo: il pianto può essere interpretato come “fame” o come bisogno di accudimento. In tal caso, la conferma rispetto alla propria manchevolezza è evidente. Alla nascita, e nei primi mesi di vita, i figli di donne anoressiche o bulimiche hanno un peso ed un’altezza ridotti rispetto alla media (Conti et al., 1998): queste mamme hanno una minor tendenza ad allattare al seno il figlio, a nutrirlo regolarmente o a consumare assieme i pasti (Waugh & Bulik, 1999); risultano più intrusive e usano il cibo per scopi non specificamente alimentari esprimendo commenti decisamente negativi su di loro.

Come affrontare i disturbi alimentari dei bambini. Il video

Accudire i bambini, in questo frangente, diviene difficile sia a livello cognitivo che emotivo poiché interpretare i loro messaggi sotto forma di pianti o capricci è una fonte di notevole stress per la mamma, la quale tenderà ad esasperare il controllo aumentando il cibo o, al contrario, negandolo del tutto o delegherà a qualcun altro il proprio ruolo. Il continuum di emozioni contrastanti e contraddittorie saranno di difficile interpretazione per il bambino poiché non imparerà adeguatamente a riconoscere i propri bisogni e a soddisfarli. Una mamma che ha affrontato una problematica relativa al disturbo dell’alimentazione, non ha difficoltà a riconoscerla nel caso in cui dovesse riemergere, per questo, sarebbe indicato farsi sostenere da figure professionali specifiche in modo da poter agevolare il suo compito e favorire un giusto processo di sviluppo nel bambino.

gpt native-bottom-foglia-bambino
gpt inread-bambino-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-bambino-0