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Comunicazione asimmetrica con i bambini: cos'è e come si gestisce

Spesso i bambini si trovano costretti a dover comunicare in situazioni asimmetriche: quando si verifica e come possiamo aiutarli?

di Jessica Cancila


Da adulti siamo abituati a vivere molte situazioni simmetriche in cui le relazioni sono tra persone che hanno le stesse abilita linguistiche e comunicative e lo stesso potere di negoziare.  Abbiamo tutti però anche esperienze non simmetriche: con i docenti a scuola ad esempio, ci abituiamo al fatto che è l'insegnante a decidere chi può parlare, in quale ordine e di cosa. In questo caso, come in molti altri sul posto di lavoro e nella vita quotidiana, i ruoli sono piuttosto definiti e asimmetrici: c'è qualcuno che ha un potere maggiore nella gestione dei turni comunicatvi o degli argomenti di discussione e c'è qualcuno da cui ci si aspetta che rispetti questo potere.
Nel caso dei bambini, la nozione di asimmetria e importante almeno in tre sensi diversi.


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Per prima cosa,  i bambini nella fase di sviluppo del linguaggio (LEGGI)e della comunicazione si trovano in una relazione asimmetrica rispetto agli adulti o a bambini più grandi perché non hanno tutti gli strumenti per esprimersi adeguatamente. Può succedere ad esempio che un bambino reagisca aggressivamente perché non riesce a difendersi verbalmente, può scoppiare a piangere perché sente di aver subito un torto, può esplodere in una 'bizza' di fronte al genitore che decide che "adesso è il momento giusto per fare il bagno", mentre il bambino vorrebbe poter giocare ancora un po' con la sua bambola, ma non riesce a dirlo se non con un pianto di rabbia e frustrazione. In questo caso, sono gli adulti che devono impegnarsi non a sfruttare il loro punto di forza ma ad adeguarsi ai piccoli, cercando di capirli anche nelle loro espressioni non verbali e fornendo loro alternative. Ad esempio, nel caso citato, si può avvertire il bambino che presto si andrà a fare il bagnetto iniziando una routine condivisa, con la preparazione della vasca. Le 'bizze' la fase del 'no' dei bambini è il loro modo di mettere in discussione il nostro potere assoluto, il loro sforzo di far valere la loro identità e il loro punto di vista: un segnale importante, quindi, da apprezzare e contenere con rispetto, mediando in modo costruttivo tra le diverse esigenze.



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In secondo luogo, è importante guidare i bambini alla comprensione della complessità dell'organizzazione del linguaggio e della società. Per questo è utile capire  che l’asimmetria farà parte in futuro della loro esperienza e competenza comunicativa ed è utile guidarli a comprendere questi meccanismi spesso impliciti della relazione sociale. Quello che si deve imparare in sintesi è cosa dire, come dirlo, quando, a chi. Può accadere che, sentendo di non avere gli strumenti adeguati (LEGGI), i bambini subiscano passivamente un'ingiustizia oppure si ribellino con azioni aggressive: è fondamentale aiutarli a capire che hanno sempre il diritto di parlare e di esprimersi e che possono imparare a farlo in un modo rispettoso di sè e degli altri.

Infine, la nozione di asimmetria è importante anche dal punto di vista dei genitori e degli insegnanti. La relazione tra adulti e bambini anche quando improntata a rispetto reciproco e' amicizia' non è mai una relazione tra pari. La relazione asimmetrica prevede che gli adulti si assumano la responsabilità dell’educazione dei figli e che si comportino nei loro confronti con amore e protezione mettendoli in grado di fare le proprie scelte con consapevolezza e crescente autonomia. Come diceva  Marco Fabio Quintiliano (35-95), pedagogo latino, "I giovani non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere."

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