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Comunicare con i bambini per farsi ubbidire

Spesso i bambini ignorano le richieste dei genitori o delle maestre: come riuscire a rendere più efficace la comunicazione?

di Jessica Cancila

Un'amica sta facendo la tesi per diventare maestra di scuola elementare. Ha scelto di fare una tesi sperimentale e quindi ogni mattina entra in classe con un piccolo registratore e si siede tra i banchi, in mezzo ai bambini e alle bambine di una prima elementare. La sua prima trascrizione inizia così:

Maestra: Bambini, volete fare silenzio?


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A questa richiesta della maestra, i bambini e le bambine non rispondono nemmeno e continuano a parlare tra loro. La maestra ci prova ancora:

Maestra: Facciamo silenzio?

Ma in classe, continua il chiacchiericcio. Un bambino si avvicina alla cattedra per chiedere qualcosa alla maestra, una bambina va da una compagna in fondo all'aula, un'altra si alza per prendere qualcosa nello zaino. La maestra sta perdendo la pazienza, si sente dal tono:
Maestra: Bambini, adesso basta! Al mio tre, stiamo tutti zitti, d'accordo!?
Tutta la classe: Siiiiiii

E' molto complessa la dinamica di questo evento (LEGGI), se vogliamo esaminarla dal punto di vista delle azioni che la maestra compie con le sue frasi: sta facendo delle domande o sta dando degli ordini? I bambini e le bambine sono piuttosto confusi. A quest'età, infatti, non è per tutti facile capire che un'ordine può essere espresso sotto forma di domanda.


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Guardiamo la cosa dal punto di vista della maestra: perchè si affanna tanto e non usa semplicemente una forma chiara, un ordine esplicito? I suoi tentativi ci dicono che preferisce riuscire a coinvolgere la classe e farsi ascoltare senza usare forme autoritarie: un ordine, infatti, sarebbe stato sicuramente più efficace, un ordine chiaro avrebbe probabilmente raggiunto prima lo scopo, ma avrebbe anche implicitamente detto agli alunni: “Qui c'è qualcuno che comanda e quel qualcuno sono io.” Un messaggio che questa maestra non vuole mandare- e per fortuna, aggiungo!

La maestra prova quindi con delle frasi meno dirette (LEGGI): sono sempre ordini, certo, però non ne hanno l'aspetto, sono meno dirette e mandano un messaggio più collaborativo, come lo è una domanda appunto. Però c'è un problema: gli studi dicono che serve molto tempo per imparare gli usi indiretti della lingua e infatti, nel nostro esempio, gli alunni reagiscono senza preoccuparsi troppo della domanda dell'insegnante, la ignorano perfino e non rispondono. Qualcuno suggerisce di evitare gli usi di questo tipo, ma senza uno stimolo, potremmo impedirne l'apprendimento. Come si può fare allora? La maestra ci suggerisce un bellissimo modo per stabilire le regole con autorevolezza, ma senza essere autoritari: quello del gioco. Si può stabile con i bambini una breve conta: Al mio tre....

Oppure si possono invenare dei giochi magici, come fanno le tate che ci leggono i libri in biblioteca: “Ecco le campanelle che portano il silenzio... al loro suono, staremo tutti zitti, le luci si abbasseranno e cominceremo una nuova avventura.”

E voi, come fate per 'dare ordini' in casa o a scuola? Avete dei 'trucchi' da consigliarci?

Appuntamento a giovedì prossimo con un nuovo articolo

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