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Scoraggiare e ridurre i comportamenti negativi dei bambini

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Come comportarsi di fronte ai comportamenti "problematici" dei bambini? La pedagogista ci spiega quali strategie adottare per ridurre o far scomparire gesti, atteggiamenti e abitudini fastidiose

Comportamenti problematici nei bambini

Quante volte di fronte al comportamento dei nostri bambini abbiamo detto: "Questa cosa proprio non la sopporto! Non ce la faccio più!!!!"? Capita spesso infatti, magari anche solo per un periodo, che i figli mettano in campo degli atteggiamenti, dei gesti e delle abitudini che noi non vorremmo mai che utilizzassero e che anzi ci urtano e ci infastidiscono: c'è chi utilizza parole o gesti aggressivi, chi si crogiola in continui capricci e lamenti, chi mette in atto alcune stereotipie motorie che sembrano quasi dei tic nervosi, chi non mangia in modo adeguato, chi fa sempre la pipì a letto...

Di fronte a questi comportamenti "problematici", i genitori si sentono spesso impotenti e non sanno com intervenire: a volte sembra che più cercano di risolverli, più la situazione peggiora e il comportamento si intensifica creando frustrazione in loro e nel bambino. In realtà esistono alcune strategie precise che si possono mettere in campo per agire efficacemente in moda da ridurre o in alcuni casi anche far scomparire tali comportamenti: senza diventare dei "tecnici" o degli esperti, avre in mente queste piccole modalità di intervento potrà probabilmente agevolare i genitori che si trovano un po' "spiazzati" e non sanno più che cosa inventarsi per scoraggiare quel determinato comportamento.

Favorire il comportamento positivo nei bambini

Tali strategie derivano dall'approccio pedagogico "comportamentista" che si basa cioè sull'analisi srutturata del comportamento finalizzata alla sua modificazione. Ovviamente sono i genitori che conoscendo il bambino e la loro realtà domestica, possono scegliere se e quale strategia adottare (una o più contemporaneamente) e per quanto tempo.

Comportamenti negativi dei bambini, cosa fare?

Il primo step che precede l'intervento sul comportamento consiste in un'osservazione strutturata del comportamento stesso che vada a valutare:

  • La qualità del comportamento: il comportamento problema viene analizzato tenendo conto delle varie piccole azioni che lo compongono, cioè nel dettaglio, dall'inizio alla fine, e suddiviso in "fasi"; è fondamentale in particolare capire che ogni comporamento è causato da qualcosa e porta con sè conseguenze, che è cioè sempre inserito in un dinamica di causa-effetto: capire cosa "scatena" il comportamento e che cosa il bambino "ottiene" mettendolo in campo può fornirci risposte preziose per intervenire al meglio.
  • La quantità del comportamento: in particolare andando ad osservare in maniera più precisa e sistematica la frequenza (quante volte al giorno?), la durata (per quanto tempo?) e l'intensità (quanto coinvolge la vita familiare?): spesse volte questa osservazione aiuta a relativizzare un problema che agli occhi dei genitori sembrava enorme ma che poi, con uno sguardo un po' più "oggettivo", appare di piccole dimensioni e non così tanto"significativo". Una volta completato questo primo step di valutazione si passa all'attuazione delle strategie finalizzate al decrescere dei comportamenti problematici.

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Esistono sostanzialmente due tipi di intervento possibile: STRATEGIE NON AVERSIVE e STRATEGIE AVERSIVE.

Strategie non aversive

  • Rinforzamento differenziale: consiste sostanzialmente nello "spostare l'attenzione" dal comportamento problema e premiare invece altri comportamenti positivi e adeguati che sono indirettamente in contrasto e incompatibili rispetto al comportamento problema stesso; in questo modo gratificando e ricompensando il bambino quando mette in atto questi comportamenti avremmo in conseguenza una riduzione proprio del comportamento "negativo" ( per es. Il bambino a tavola continua a buttare per terra il cibo; noi al posto di dirgli continuamente: "non si fa, è sbagliato" commentiamo solo le volte in cui lui mangia bene portando il cibo alla bocca facendogli complimenti e magari dandogli un premio a fine pasto per le volte in cui ha mangato in maniera adeguata)
  • Estinzione: legato al rinforzamento differenziale c'è quest'altra tecnica che si basa sull'idea che se noi non diamo importanza al comportamento problema e quindi non lo commentiamo, non ci attiviamo emotivamente di fronte ad esso, non lo sottolineiamo con gesti o con la mimica facciale, esso tenderà a scomparire perchè non otterrà da parte nostra nessuna risposta e quindi nessuna conseguenza nell'ambiente: si tratta sostanzialmente di provare ad ignorare quel determinato comportamento mantenendo un atteggiamento calmo e impassibile, e provando piuttosto con il rinforzamento diferenziale a "notare" e sottolineare solo quello positivo.

Strategie aversive

  • Time out: non può costiture un metodo abituale di approccio con il bambino, ma se usato in piccole dosi può talvolta risultare decisivo; con questo metodo il bambino viene lasciato solo (per un tempo limitato indicativamente un minuto) ogni qual volta che manifesta quel determinato comportamento problematico: questa tecnica si basa sull'idea che il bambino talvolta mette in atto un determinato comportamento problematico per ottenere l'attenzione degli adulti; se noi invece al contrario gli facciamo capire che quando si comporta in questo modo ottiene l'effetto opposto, ovvero che nessuno lo sta a guardare mentre si comporta così, probabilmente cercherà di riavere la nostra attenzione mettendo in atto altri comportamenti, positivi e adeguati.
  • Token economy (o economia simbolica): è basata sull'idea che il bambino può ottenere punti/gettoni/fiches nel momento in cui mette in atto comportamenti positivi e che tali "rinforzi" gli possano venire tolti nel momento in cui invece agisce comportamenti problematici. Può essere interessante mettere in atto questa strategia su un determinato comportamento per un certo periodo di tempo, magari coinvolgendo tutti i figli, in una sorta di gioco-familiare in cui possono raccogliere uniti e meritarsi quindi dei premi.
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