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Come si sviluppa il concetto di gentilezza nei bambini

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La gentilezza assume varie forme nelle diverse fasi di sviluppo del bambino. Scopriamo le varie tappe di questa crescita e come supportare i piccoli

Insegnare ad essere gentili

Quanto è importante la gentilezza al giorno d’oggi? Fa ancora parte del bagaglio educativo di ogni bambino? In molte situazioni ci troviamo quotidianamente a contatto con persone che sembrano aver dimenticato cosa sia la gentilezza. In molti casi il concetto di gentilezza nei rapporti sociali viaggia di pari passo con l’accettazione del diverso e il rispetto. Ecco che la gentilezza non è più solo una forma di cortesia, ma empatia e intelligenza nei rapporti con gli altri. Come possiamo insegnarla ai bambini?

Gentilezza come buona educazione

Quando i bambini sono molto piccoli sembrano gentili con tutti. Regalano sorrisi senza pretese in cambio. Accolgono i bambini nuovi con curiosità, purché non invadano troppo il loro spazio. Crescendo imparano presto che una forma gentile di porre una domanda ha più successo dello stesso concetto espresso con asprezza. Siamo noi genitori i primi a insegnare a chiedere le cose con un ‘per favore’, ignari che spesso i nostri bambini si trasformeranno rapidamente in piccoli filosofi molto abili a mostrarsi gentili pur di ottenere ciò che vogliono.

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Gentilezza come accettazione

Spesso è nell’età prescolare, periodo in cui i bambini iniziano a costruire i primi legami sociali con i coetanei, che nasce il bisogno di spiegare la gentilezza come forma di accettazione. L’appartenenza a una diversa etnia, abitudini di vita diverse o una caratteristica dell’aspetto di un compagno possono diventare il motivo per far crollare ogni forma di gentilezza nei bambini, lasciando spazio ad atteggiamenti di esclusione. E’ in questa età che possiamo rinforzare nei bambini quel concetto di fraternità e uguaglianza che sembravano avere spontaneamente quando erano più piccoli.

Insegnare la gentilezza ai bambini

Gentilezza come rispetto

Crescendo ai bambini viene chiesta una forma di gentilezza che diventa rispetto, soprattutto verso le persone anziane, le persone che lavorano  o le persone in difficoltà. Dopo gli otto anni, quando matura il concetto di astrazione che aiuta a valutare diversi punti di vista, possiamo sollecitare una risposta empatica nei bambini e aiutarli a chiedersi il significato che ha per gli altri ogni nostro gesto. Come si sentirà quel compagno escluso dalla festa? Come possiamo aiutare quella persona anziana? E’ giusto lasciare in disordine la stanza che la mamma ha appena riordinato? E’ gentile rovinare una panchina pubblica solo per gioco?

Gentilezza come intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva è quella dote caratteriale che ci permette di capire l’atteggiamento corretto da tenere in ogni situazione e con ogni persona diversa. Possiamo assimilarlo come concetto al ‘saper stare in mezzo agli altri’, anche se è una semplificazione. Verso gli anni della preadolescenza i bambini iniziano a capire il peso delle loro parole verso gli altri e quanto conti la gentilezza per aiutare qualcuno con parole di conforto o per farlo sentire meno solo.

Le parole gentili non costano nulla. Non irritano mai la lingua o le labbra. Rendono le altre persone di buon umore. Proiettano la loro stessa immagine sulle anime delle persone, ed è una bella immagine (Blaise Pascal)

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