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Come risolvere i conflitti con i figli

Come risolvere i conflitti con i figli? Un tema trattato nel film "Weekend in Famiglia". Cosa ne pensa la psicologa Veronica Arlati? L’esperta ci spiega come non farsi “sequestrare” dai propri figli

COME AFFRONTARE I CONFLITTI CON I FIGLI- Spesso il rapporto tra genitori e figli è burrascoso, soprattutto quando i figli iniziano a raggiungere l’adolescenza e iniziano a cercare la loro indipendenza, riuscire a mantenere la quiete in casa non è un gioco da ragazzi. 


A pagarne le conseguenze nella commedia Weekend in Famiglia, distribuita da Universal Pictures e disponibile in DVD dal 21 Maggio, sono stati Samantha e Duncan, sfortunati genitori di Emily, sedicenne motivata ed ambiziosa alla ricerca del sostegno della madre e del padre. Stufa di venire dopo affari, lavoro e passione dei genitori, Emily elabora un piano e decide di sequestrarli per tutto il weekend.  



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In questo caso è la mancanza di attenzione a scatenare l’ira funesta della giovane Emily ma, a seconda del carattere e dell’età dei figli, le cause di litigi e discussioni possono essere svariate. Ci siamo chiesti allora quali sono le più frequenti motivazioni a scaturire contrasti familiari e, per rispondere alle nostre domande, abbiamo deciso di chiedere aiuto alla psicologa Veronica Arlati, esperta in rapporti familiari e già autrice del libro “Emozioni in Fiaba”

Andiamo quindi a scoprire quali sono i punti di conflitto più comuni tra genitori e figli. Iniziamo differenziando le motivazioni in base all’età:

- Età Prescolare. In questa fase di vita del bambino, questo ha serie difficoltà nel rispettare e nell’accettare le regole. Il bambino non riconosce l’autorità del genitore e non segue le sue indicazioni. Esempi lampanti sono il mancato rispetto degli orari per andare a dormire o il farsi male tra fratelli.


- Età Scolare. Nell’età scolare lo studio e la vita scolastica sono le problematiche maggiori. I conrasti maggiori tra genitore e figlio si hanno quando il bambino non ha voglia di studiare e, invece di compiere il suo dovere facendo i compiti, preferisce andare a giocare.

- Adolescenza. L’ adolescenza è forse il periodo più problematico nel rapporto genitore figlio. Il ragazzo sente ormai il bisogno di indipendenza e libertà e tende quindi a non rispettare le regole ed a mentire. In questa fase di vita sono scuola, rispetto degli orari e richiesta di libertà da parte del giovane a generare i maggiori conflitti all’interno della famiglia.

Queste sono le cause che maggiormente creano contrasti tra genitori e figli quando questi sono ancora giovani. Ma come fare a risolvere questi conflitti? Ecco le risposte dell’esperta:

Nell’età prescolare il bambino tende a non rispettare le regole. Per far si che ciò non avvenga il genitore deve imporre poche ma ferree e perentorie norme e spiegarle al bambino per la loro utilità. 


Quindi, rifacendoci all’esempio del rispetto dell’orario per andare a dormire, il genitore deve spiegare al figlio che se quella regola non verrà rispettata il bambino potrebbe avere problemi nello svegliarsi alla mattina ed avere dei problemi di salute andando avanti così nel tempo.


Nell’età scolare il genitore deve essere in grado di capire il motivo del capriccio o della ricerca dell’attenzione del bambino. Bisogna quindi agire in base alla motivazione del bambino cercando sempre di evitare drammi e forti conflitti e rispondendo al bisogno che si cela dietro quel comportamento.

Quando il figlio si trova nell’età adolescenziale, è giusto che il genitore comprende le esigenze del giovane. Il genitore deve sempre cercare di mantenere una certa autirità ma deve anche essere in grado di coinvolgere maggiormente l’adolescente nelle scelte e nella vita familiare quotidiana. In questo modo il figlio si sente di essere trattato con rispetto e fiducia e gli viene riconosciuto il suo sviluppo  e la sua nuova fase di crescita. 


Ovviamente deve essere chiaro da entrambe le parti che la fiducia deve anche essere guadagnata dal figlio per poter ottenere maggiore libertà.

La modalità più opportuna è quindi sempre quella di cercare di comunicare e mantenere aperta la comunicazione a qualsiasi età, anche quando i genitori pongono delle regole e prendono delle decisioni che coinvolgono in qualche modo i figli. Con questa accortezza non si eliminano i conflitti, ma li si rendono più gestibili in modo tale che non diventino snervanti sia per i figli che per i genitori.
 
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