gpt skin_web-bambino-0
gpt strip1_generica-bambino
gpt strip1_gpt-bambino-0
1 5

Risolvere i conflitti con i bambini

Anche questa settimana vi proponiamo la storia di una mamma e delle sue difficoltà a risolvere i conflitti con suo figlio. Ecco quali strategie adottare

Capricci dei bambini

Francesca ha visto Giulio svicolare in cucina e lo segue. Appena ha imparato ad aprire il frigorifero, Giulio ha scoperto un nuovo mondo e ancora non ha capito che non può mangiare quello che vuole quando vuole. Francesca lo blocca con il cartone di succo in mano: “Giulio! Hai già fatto merenda! Cosa vuoi fare ora?” Giulio risponde perentorio, esprimendo il suo desiderio: “Succo!” “Non si può”, risponde la mamma. “E' quasi ora di cena, e poi il succo ha troppi zuccheri...”

Aiuto! Francesca dentro di sé, ad ogni parola, sente di aver preso una strada senza uscita, ma non sa come fermarsi né come tornare indietro: non vede alternative e continua con la sua filippica piena di saggezza anche se ne prevede chiaramente l'esito.

Infatti, non fa in tempo ad arrivare alla parte del discorso in cui pensava di perorare la causa della sana alimentazione e degli effetti nocivi degli zuccheri semplici, che Giulio è una maschera di rabbia e ribellione: affera il cartone, urla, pesta i piedi in terra. Il conflitto è diventato uno scenario di guerra.

Francesca a questo punto non sa che fare: rivede scene della sua infanzia in cui a questo punto arrivavano sberle, minacce, castighi e azioni di forza, come allontanarla di peso. E le rifiuta, “Eh no, non ho fatto figli per diventare come mia madre!” , e nel pensarlo le viene da ridere,  perché al momento, invece, le somiglia parecchio. Eppure, no, non farà così.

Ascolto attivo per superare le prime difficoltà con i bambini

Come in un fermo immagine di durata infinita, si vede davanti altre soluzioni, incarnate da amici e parenti: “Posso fare come dice Chiara, ignorarlo?” E a questo punto, Francesca guarda Giulio, rosso paonazzo, un guerriero combattivo e tenace, un martire della volontà e si dice che no, non lo ignorerà perché sente che c'è altro e soprattutto che deve esserci un'altra via, per lei, per lui. “Ma come faranno le tate, al nido?” Immagina la tata con il dito alzato enunciare le regole della civile convivenza, ma questa ipotesi le appare ormai bruciata: avrebbe dovuto prevenire, non lasciare il succo aperto nel frigorifero, parlarne con lui al momento dell'acquisto... a questo punto, è decisamente troppo tardi per parlare di regole logiche- le confermano le manine che tentano di afferrarla e farla desistere dal suo proposito e che si fanno sempre più aggressive.

Francesca chiude gli occhi un attimo, mentre sente arrivare un urlo dal figlio steso in terra sul pavimento. Pensa alla frustrazione di un divieto che deve apparire al bambino come un atto di forza e di autorità volto a contrastare ogni libera iniziativa e ogni desiderio più gustoso.

Agli occhi di suo figlio, lei, a questo punto, è l'insieme amplificato di tutte le streghe e le matrigne e i mostri delle fiabe... Proprio perché ormai la scena è degenerata, è tardi anche per conciliare un qualche compromesso, perché se ci provasse, il bicchiere di succo della pacificazione finirebbe senza dubbio per aria, per vendetta, forse, ma soprattutto perché la questione è diventata di principio, è di rispetto che si deve parlare, adesso, e non di quel maledetto succo giallo pieno di zucchero che lei si visualizza a pioggia, scagliato in volo sopra la cucina.

Allora si avvicina a Giulio, il suo tono si è calmato: in un minuto ha fatto il giro fino alla sua infanzia e ritorno, ma un pezzo del suo cuore è rimasto sintonizzato lì e questo le rende più facile parlare con vera empatia a quel cucciolo che sembra ormai irraggiungibile, chiuso nella sua tempesta di emozioni nere.

Comunicare per crescere e farsi capire

“Giulio, come sei arrabbiato. Non ti avevo detto che il succo non si può bere sempre, che non se ne può bere troppo. Mi devi scusare se mi sono dimenticata di dirtelo. Ti andava tanto eh?” Dal pavimento si alzano un sibilo e uno sguardo storto, sospettosi. “Lo so, il succo è buonissimo. Adesso però per cena ti preparo un'altra cosa buona, anzi, la facciamo insieme, tu mi aiuti. Che ne pensi?” Giulio intanto si è alzato e sembra più calmo.

La battaglia non vede nessun vincitore, anzi, potremmo dire, che ci sono due sconfitti. Questi due sconfitti però hanno trovato una strategia che, se non metterà fine ai conflitti possibili, permette però loro di mettersi a fare la pizza insieme guardandosi negli occhi con fiducia, senso di pace. E di rispetto

gpt native-bottom-foglia-bambino
gpt inread-bambino-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-bambino-0