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Come rimproverare ed educare i bambini

Come rimproverare ed educare un figlio facendolo sentire amato. Lo stile genitoriale è funzionale per uno sviluppo equilibrato del bambino e della sua autostima

COME RIMPROVERARE UN BAMBINO - Sgridare un bambino ha le sue difficoltà e controversie, ma è indispensabile per poter disciplinare alcuni suoi comportamenti, spesso difficili da gestire o da tollerare. Secondo Gerard E. Nelson, uno psichiatra infantile americano, il metodo The one minute scolding (La sgridata di un minuto) si rivela valido in diversi contesti per migliorare il rapporto tra il bambino e l’adulto.

Per rimproverare un bambino non è necessario tanto tempo, ma è sufficiente un minuto al momento del fatto e riferito unicamente a quella situazione.

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L’attenzione è, infatti, limitata nel tempo: il bambino non ha una chiara definizione spazio-temporale ed è quindi difficile per lui risalire ad eventi precedenti. Lo stile genitoriale è, comunque, funzionale allo sviluppo equilibrato del bambino e della sua autostima. Un comportamento autorevole con caratteristiche di fiducia, rassicurazione e cooperazione permette di sviluppare nel bambino l’attività, la creatività, un buon adattamento sociale, una aggressività moderata e funzionale alla autorealizzazione, una buona autostima e senza alcune costrizione alle regole (Maccobin et al. 1983).

È quindi fondamentale:

- non biasimare un bambino in presenza di altri, ma farlo in intimità poiché umiliarlo in pubblico comporterebbe mortificare la sua autostima ed il suo senso di competenza. Di contro, un bambino avvilito diviene trasgressivo e prepotente.
- motivare il rimprovero sulle possibili conseguenze delle sue azioni e spiegando che il richiamo è rivolto al suo comportamento e non alla persona.
In questo modo continuerà a sentirsi amato.

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Elementi indispensabili per educare un bambino:

1. La coerenza. È necessario esercitare regole coerenti tra loro ed avere aspettative realistiche come genitore non solo in privato ma anche in pubblico. (La singola eccezione potrà divenire una possibilità anche per altre situazioni: per es. comprargli un gelato prima di cena o un giocattolo nonostante ne abbia già avuto un altro).

2. I genitori dovranno mostrarsi uniti nella comunicazione e nella attuazione delle regole. Diversamente, il bambino preferirà un genitore all’altro per soddisfare i suoi capricci e potrà generare disguidi all’interno della coppia.

3. Essere rispettosi nei confronti del proprio figlio. Anche lui ha dei bisogni e dei desideri come essere umano e pertanto non è perfetto. Prendere sul serio le sue richieste, anche se non soddisfatte, è un buon modo per rispettarlo. Le offese (“ti sembra una cosa intelligente da fare”, “sei stupido”) tendono a infierire sulla sua autostima e ciò comporterebbe una mancanza di considerazione nei suoi confronti.

4. Insegnare metodi di disciplina positivi. Aiutarlo a comprendere i suoi comportamenti inappropriati e ad evitarli in futuro. Sedersi accanto a lui e discutere sul perché è successo. In questo modo si potrà cercare insieme una soluzione.

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5. Ricompensare il bambino quando si è comportato bene rinforza l’atteggiamento positivo ed il rispetto delle regole educative.

La comunicazione è quindi di gran lunga preferita alla sculacciata o al castigo considerati ormai dei metodi storici di educazione infantile


“Un bambino quando viene al mondo,
non ha né un passato né esperienze
da cui trarre indicazioni per gestire se stesso,
nessuna scala grazie a cui giudicare le sue capacità.
Deve basarsi sulle esperienze che ha con le persone che gli stanno intorno
e sui messaggi che esse gli inviano riguardo al suo valore come persona” (Satir, 1972).


 


EDUCAZIONE FIGLI, COSA NON FARE


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