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Il rilassamento fa bene ai bambini?

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Le tecniche di rilassamento possono essere utilizzate sia dagli adulti e sia dai bambini e i benefici che ne conseguono sono visibili sul piano prestazionale, emotivo e di relazione

Rilassamento per bambini

Le ricerche scientifiche hanno da anni valutato l’importanza delle tecniche di rilassamento per migliorare la qualità di vita. Gestire nel miglior modo possibile lo stress non significa soltanto adoperarsi in situazioni critiche, quanto piuttosto abbassare la soglia di reazione alle trazioni esterne. Le metodologie maggiormente utilizzate variano dalle discipline orientali a quelle di spiccata consistenza occidentale.

Tre le une e le altre, la differenza consta sicuramente nella possibilità, per alcune, e come per il Training Autogeno, di applicarle più facilmente e senza sforzo da parte del soggetto. Mente e corpo sono fortemente correlati tra loro per cui una condizione psicologica di benessere induce inevitabilmente una risposta omeostatica a livello neurovegetativo. Le tecniche possono essere utilizzate sia dagli adulti e sia dai bambini e i benefici che ne conseguono sono espressamente visibili sul piano prestazionale, emotivo e di relazione.

Il tuo bambino è stressato? Ecco i segnali

Il rilassamento favorisce il recupero di energie, regola le funzioni fisiologiche quali la circolazione sanguigna, la respirazione, il battito cardiaco e la digestione, migliora le funzioni corporee e psichiche quali la memoria, le intuizioni interiori e i ricordi. Aiuta a sentirsi più sicuri di sé e favorisce l’introspezione. Lo yoga, al pari del Training Autogeno, permette di raggiungere una condizione di benessere mentale e uno stato “senza pensieri” nel quale la mente si svuota e diventa tranquilla mentre la mindfulness a metà strada tra le discipline orientali (filosofia buddista) e la psicoterapia, favorisce una maggiore consapevolezza di sé e l’acquisizione di una diversa e cosciente percezione delle proprie emozioni.

Per i bambini, è quindi importante riuscire a gestire situazioni particolarmente impegnative quali lo studio, le relazioni e le tensioni quotidiane. Nei casi più specifici, i disagi emotivi come l’ansia, la timidezza, l’enuresi notturna (se riferita a una condizione di malessere psicologico), le crisi di pianto o i disturbi dell’apprendimento, del comportamento e della condotta per i quali il piccolo vive condizioni di assoluta difficoltà a relazionarsi in maniera sana e naturale con i compagni, le tecniche di rilassamento agevolano il percorso di maggiore percezione della propria corporeità ed emotività favorendo la concentrazione e l’attenzione carente.

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Proprio perché la soglia di eccitabilità fisiologica si riduce, quindi l’alterazione del battito cardiaco e respiratorio, l’aumento della pressione sanguigna e dell’attività cerebrale e degli organi interni si stabilizzano, il bambino avverte una diminuita ricettività agli stimoli esterni e diviene più sicuro di sé non solo nelle relazioni sociali, ma anche nelle attività cognitive. Inoltre, il miglioramento del sonno determina una tollerabilità più persistente allo stress col raggiungimento di una condizione di benessere generale.

Gli esercizi che il Training Autogeno di Schultz propone sono semplici da eseguire, ma necessitano del supporto di un operatore esperto (generalmente uno psicologo o un medico) e, se integrati a giochi o attività di fantasia, ottengono un buon riscontro in termini di energia, calma e concentrazione armoniosa. Il rilassamento dovrebbe diventare una buona abitudine di vita poiché oltre a prevenire la possibilità di una manifestazione psicosomatica allo stress e alle tensioni emotive, induce una maggiore sensibilizzazione alla dimensione corporea e percettiva tanto che le singole esperienze assumono un significato differente e meno superficiale rispetto a come si è abituati a fare.

L’importanza di cogliere questa dimensione più profonda di sé, vivendosi a 360 gradi sul piano di realtà, pone inevitabilmente i bambini, ma anche gli adulti, a prestare un’attenzione diversa alla propria salute e al proprio benessere psicofisico affrontando la quotidianità, e di conseguenza la vita, con più determinazione e riuscita assaporando ogni esperienza in maniera unica e singolare.

Ma come utilizzarlo?

Non per tutti i bambini è facile rilassarsi. Per alcuni è particolarmente problematico restare fermi per 15-20 minuti di seguito, per questo coinvolgerli utilizzando diverse strategie è un modo per farli partecipare attivamente all’esperienza. Le associazioni rappresentano una particolare modalità per “entrare” nel mondo dei piccoli e favorire un’attenzione diretta alle sensazioni corporee attraverso l’immaginazione. Si utilizzano prevalentemente i 6 esercizi base per favorire un allenamento a percepire le emozioni attraverso il corpo.

  1. Il primo “della calma”, propedeutico e riferito prevalentemente ad una condizione psicologica, è connesso alla fiducia ed è legato all’esperienza dell’esserci, del percepirsi nel qui ed ora. Pertanto può essere utilizzato un giocattolo preferito dal bambino che possa accompagnarlo (a livello immaginativo) nel percorso che si va ad intraprendere.
  2. Un’ulteriore integrazione, e che rappresenta il primo esercizio fondamentale della tecnica di Schultz, è quello della “pesantezza” per il quale, dato che il suo fine è la distensione muscolare, il bambino impara a lasciarsi andare poco alla volta. Per aiutarlo a vivere il rilassamento, può essere utile il gioco della fattoria o della jungla all’interno della quale c’è un animale che il piccolo sceglie e con cui si identifica percependone anche il suo peso.
  3. E così via..anche l’esercizio del “calore”, legato al contatto e alla relazione affettiva, può essere un’esperienza unica se l’immaginare di trovarsi al mare e sentire il calore del sole sulla pelle, la agevola.

Proseguendo con l’allenamento anche gli altri esercizi potranno essere inseriti gradualmente cosicché il feedback e gli scambi che derivano dal gruppo potranno facilitare i più timidi nelle relazioni, la gestione del tempo nell’ascolto e nel racconto di se stessi e arricchendo il proprio bagaglio esperienziale interiorizzando le esperienze altrui.

Perché è importante che ci sia una persona esperta ad eseguirlo?

Il training autogeno è una tecnica che nasce dagli studi sulla fisiologia e sulla psicosomatica. È considerata una psicoterapia breve, e nonostante gli esercizi siano di facile applicazione, può avere delle controindicazioni o far emergere durante lo svolgimento del materiale inconscio o esperienze traumatiche che hanno necessità di essere gestite al momento. In questo caso, le basi di una preparazione adeguata all’uso dello strumento sono indispensabili per fornire risposte equilibrate e contenere possibili reazioni emotive.

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