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Come proteggere i bambini dalle "cattive compagnie"

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Non possiamo scegliere le amicizie dei nostri bambini, ma possiamo proteggerli dalle cattive compagnie. Ecco come...

Proteggere i bambini da cattive compagnie

Si dice “bambini piccoli, problemi piccoli” e in effetti man mano che crescono si pongono nuove questioni che talvolta ci colgono del tutto impreparate. Una di queste è appunto il problema delle cosiddette cattive compagnie e al famoso “Mio figlio non è così, lo diventa solo quando sta con quel bambino...”

Ovviamente, il nostro obiettivo di mamme è quello di proteggere i bambini, ma il loro è stare con persone che li amano e soprattutto appartenere ad un gruppo e essere accettati. Man mano che ci si avvicina all’adolescenza, questo secondo aspetto diventa sempre più importante e di conseguenza per i genitori remare contro è quasi impossibile. E forse, la prima cosa da metterci in testa è che non possiamo scegliere le amicizie dei nostri bambini. E se le critichiamo otterremo sempre più spesso reazioni forti: durante l’adolescenza, gli amici diventeranno più importanti che qualsiasi altra cosa. Allora attaccando direttamente gli amici non faremo che cementare il suo legame con loro. Ecco qualche idea per affrontare il problema.

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  • Evitare le critiche

Criticare i suoi amici è come criticare lui, o almeno una parte molto importante di lui. E anche se ciò che diciamo è oggettivamente vero, incontreremo sempre più resistenza e ostilità man mano che il nostro bambino diventa grande. E non vogliamo creare ulteriori distanze tra di noi, no?

  • Fare affermazioni chiare

Invece che fare critiche generiche “il tale non mi piace” o "è un bambino cattivo", ogni tanto si può provare a buttare lì qualche osservazione chiara e precisa. “Non mi piace il fatto che lui si metta sempre nei guai, perché poi ci finisci anche tu.” Se il martellamento è da evitare, una volta ogni tanto si può riportare la pura e semplice osservazione dei fatti. Non stai giudicando il suo amichetto: stai solo ripetendo quello che è successo, in modo asettico e diretto.

  • Avere una struttura

Se vi accorgete che il vostro bambino sta frequentando amici che non vi piacciono, un altro dei consigli migliori è strutturare il più possibile il suo tempo, cercando di avere controllo su dove va e ciò che fa. Non possiamo certo lamentarci del gruppetto di ragazzini aggressivi del campo giochi sotto casa se ce lo portiamo ogni pomeriggio perché è più comodo per tutti.

  • Comunicare

Finché sono ancora abbastanza piccoli da non chiudersi nelle loro stanze ogni giorno appena tornati da scuola, c’è tempo e modo di costruire un rapporto di comunicazione. Prima regola; non dare consigli in ogni singola conversazione. Ma porre delle domande, come : “Cosa potrebbe dire o fare Tizio per farti smettere di essere suo amico?” “Dimmi qualcosa che ti piace di lui.” L’empatia e la connessione sono i migliori strumenti per aiutare i bambini a prendere le giuste decisioni.

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