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E’ giusto parlare di amore e sessualità con i figli?

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Una mamma ci spiega come parlare di sessualità ai bambini. A chi spetta il compito di affrontare questo delicato argomento?

Parlare di sessualità ai figli

Sessualità e amore...sono argomenti che possono mettere a disagio un genitore, perché non è stato educato a parlarne apertamente o perché non sa come iniziare. Il risultato è che si delega il compito di educare i figli ad altri, a volte mascherandosi dietro falsi luoghi comuni. “Tanto i ragazzi di oggi sanno già tutto!” Questa frase è la motivazione più frequente che si può sentire tra i genitori che scelgono di non affrontare l’argomento della sessualità in casa.

Sono convinti che i loro figli abbiano già scoperto tutto. E’ sicuramente vero, ma come lo hanno scoperto? Se sono stati gli amici a fare i maestri, non stupiamoci se poi non andranno dai genitori a chiedere consiglio prima di prendere delle decisioni o in caso abbiano dei problemi. Se invece si sono informati cercando in internet, riflettiamo bene su chi abbiamo scelto come nostro sostituto educativo e cosa possono aver visto i nostri bambini.

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  • “Questi argomenti spettano alla scuola!”

Delegare il compito educativo interamente alla scuola è scelta controproducente perché ammette che il ruolo di genitore-educatore è stato abbandonato. La scuola fa già tanto, considerando i problemi di fondi, ma il compito di sostenere, consigliare, educare un bambino mentre diventa adulto è della sua famiglia, che sarà presente in tutti questi anni, quando ci saranno i primi dubbi o le grandi svolte.

Quale genitore vorrebbe essere informato del primo rapporto della figlia dopo gli insegnanti di scuola?

  • “Mio padre non me ne ha mai parlato e ho avuto due figli lo stesso.”

Parlare di sessualità con i propri figli può mettere a disagio un genitore, soprattutto se lui per primo non è stato educato a parlarne in casa. Non avere una esperienza alle spalle di comunicazione in famiglia, non esclude che si possa iniziare per primi. La confidenza è un bene prezioso e per goderne bisogna dimostrarsi disponibili fin dall’inizio.

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  • “Adesso sono piccoli, questi argomenti non gli servono per crescere”

Ogni volta che le statistiche ci spiegano quanto siano precoci gli adolescenti di oggi, ci rendiamo conto di quanto poco utili siano i tentativi di prolungare l’innocenza dell’infanzia nei nostri figli. Hanno bisogno di saper riconoscere un gioco che rischia di diventare pericoloso, o una persona che si sta prendendo troppe libertà. Hanno il diritto di avere delle risposte, perché i bambini le domande sulla nascita e sulla sessualità le fanno.

  • “Non saprei come dirglielo.”

Non è un argomento semplice se genera imbarazzo nel genitore. Si può iniziare spiegando il nome corretto di ogni parte dell’apparato riproduttore. Ci sono molti libri per bambini sull’educazione sessuale che utilizzano un linguaggio semplice e che possono suggerire ai genitori come affrontare l’argomento.

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  • “Non tocca a me parlarne, è una femmina: tocca a sua madre!”

Frase di cui esiste ovviamente anche la versione che assegnerebbe il compito al padre in caso di figlio maschio. Se l’imbarazzo rischia di creare confusione, passando messaggi nebulosi di api e fiori, forse è meglio che a occuparsi dell’argomento sia il genitore che si sente più a suo agio. L’altro può riprendere l’argomento dopo qualche giorno, o essere presente nella stanza, pur di far capire al figlio che in famiglia di questi argomenti si può parlare con tutti.

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