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Come insegnare al bambino a piacere a se stesso e non agli altri

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Come insegnare al bambino a piacere a se stesso e non agli altri. I consigli della psicologa su come gratificare un bambino, amarlo e aiutarlo a sviluppare l'autostima

Come insegnare al bambino a piacere a se stesso

È dalla reazione del genitore che si struttura l’autostima del bambino e non dal suo successo o insuccesso nel realizzare o meno un compito. In base alle risposte che ottiene imparerà a piacere a se stesso e non agli altri.

Ma come insegnare al bambino l’amor proprio?

L’autostima parte dal genitore stesso. Tanto più un adulto si sentirà capace di essere, di fare e di esistere, tanto maggiore sarà la percezione del bambino in merito alla sua possibilità di confrontarsi con l’ambiente e ottenere risposte significative sul piano relazionale e quindi imparare ad autogratificarsi. In effetti, ogni genitore porta con sé un insieme di esperienze e vissuti emotivi che vengono inevitabilmente trasmessi al piccolo e la sua visione delle cose tenderà ad essere filtrata attraverso tali dinamiche. La paura, l’ansia e il timore di fare saranno percepiti dal bambino che le farà sue. Diventeranno cioè il proprio modello di riferimento. Dal momento in cui si acquisisce tale consapevolezza allora si potrà provare a trasformare qualcosa e riuscire a crescere insieme.

Come infondere nelle nostre bambine l’autostima (se noi non ne abbiamo)?

Come gratificare un bambino 

  • esprimere a parole un elogio (‘sei stato bravo’, ‘sono fiera di te’, ‘son sicuro che riuscirai’)
  • fargli delle carezze (un abbraccio, un bacio, tenergli la mano per dimostrargli sostegno)
  • donargli qualcosa che lui desidera (selezionare un oggetto che sceglie e non qualcosa che si pensa possa piacergli)

Amare un bambino significa

  • accettarlo per come è con le sue difficoltà e fragilità; con le sue incertezze e lamentele; con la sua personalità e i suoi gusti. Quindi, non forzarlo ad essere diverso da come è o da come si vorrebbe che fosse!
  • Passare del tempo qualitativamente significativo con lui, cioè non essere distratti da altro ma rivolgere l’attenzione soltanto nei suoi confronti (se mentre si gioca, si risponde al telefono è facile che lui percepisca di non essere importante) per il tempo che avete deciso di trascorrere assieme.

Sostenere un bambino significa

  • spronarlo a fare qualcosa che gli risulta difficile come i primi passi, una prova a scuola, una gara di nuoto, una prima dichiarazione d’amore...
  • spiegargli che è possibile commettere degli errori e che tutti provano questa esperienza per cui è un’eventualità che non può essere trascurata
  • lasciarlo libero di decidere se e come svolgere un compito o altro che lo riguardi direttamente.

Aiutare un bambino significa

  • Permettergli di esprimere le sue emozioni senza deriderlo, beffeggiarlo o svalutarlo poiché ciò che prova e sente è per lui importante nonostante possa sembrare diverso per un adulto. Il vissuto di un bambino piccolo è completamente diverso da quello di un adolescente o di un giovane adulto.
  • Ascoltarlo attivamente, cioè rimandargli ciò che lui ha cercato di esporre e chiedergli se effettivamente è proprio quello che intendeva dire e se non risulta chiaro chiedere di rispiegarlo con parole diverse.
  • Evitare i paragoni con fratelli o altri coetanei poiché ognuno possiede delle peculiarità irripetibili ed è giusto che venga considerato per quello che è ossia nella sua unicità.
  • Consolarlo nei momenti più critici (un incubo, la pipì a letto, l’ingresso a scuola, una lite con un compagno, una delusione d’amore).
  • Insegnare il rispetto per gli altri, per l’ambiente, per la vita e per gli animali e correggerlo se il suo pensiero o la sua deduzione rispetto a qualcosa non è corretta. 
  • Essere presente sempre anche con una semplice telefonata significa per lui tanto.

L’autostima si costruisce e dinanzi ad una reazione di rifiuto, ambivalente o inefficace rispetto ad un eventuale insuccesso è sempre preferibile essere sinceri in modo tale da non inficiare l’amor proprio del bambino, ma rendere chiaro che nonostante la “delusione di mamma, lui farà meglio la prossima volta e che quindi bisogna impegnarsi di più.

In ogni caso, capire assieme come mai il bambino ha sbagliato o ha ottenuto un risultato diverso da quello atteso. Essere genitore non è cosa semplice ma anche per il bambino, che dipende unicamente dalle figure di riferimento, essere all’altezza delle loro aspettative è una grande sfida!

Quello che pensi tu di te stesso è molto più importante 
 
‘Impara a piacere a te stesso. 
 
di quello che gli altri pensano di te’. 
 
(Seneca)
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