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Come insegnargli a non prendere in giro i compagni

Nostro figlio prende in giro i compagni? Se la situazione si ripete, è necessario intervenire. Come si insegna a un bambino a non prendere in giro i suoi amici?

COME INSEGNARE AI BAMBINI IL RISPETTO DEI COMPAGNI - I bambini amano stare con i loro coetanei e sembrano sempre molto bravi a fare amicizia. Soprattutto quando sono piccoli riescono a instaurare rapporti socievoli con tutti: sorridono agli estranei, giocano con gli adulti come con i bambini, non fanno distinzione di genere o di età. Il quadro si incrina quando scopriamo che nostro figlio prende in giro i compagni. All’inizio può sembrare una spiacevole circostanza, una parola sbagliata ma quando la situazione si ripete è necessario prendere in seria considerazione il problema. Come si insegna a un bambino a non prendere in giro i compagni?

Insegnare le prime, buone maniere ai bambini

Sapere che il proprio figlio deride gli altri bambini, è una sorpresa difficile da accettare per un genitore che sicuramente non ha insegnato questo comportamento come regola di convivenza. Riconoscere la colpa del figlio e non sottovalutarla o sminuirla è il primo traguardo di merito per un genitore che si trova in questa situazione. Spesso l’immagine del bambino perfetto confonde il giudizio quando si devono valutare eventi in cui è il proprio figlio a essersi comportato male, se invece si riconosce che l’atteggiamento del bambino non è corretto sicuramente è un ottimo inizio per affrontare il problema.

Diversamente da quanto si sente dire spesso, i bambini non imparano sempre a regolarsi da soli con i compagni. Un atteggiamento sbagliato non sparisce solo perché il responsabile capisce dalla reazione dei compagni di aver commesso un errore. Considerando che nessun bullo avrà mai ricevuto sorrisi e ringraziamenti per le sue malefatte, se bastasse registrare le reazioni ai gesti sbagliati per imparare a regolarsi non avremmo alcun caso di bullismo. In molte situazioni si impara dall’esperienza, ma non è una costante su cui impostare un progetto educativo.

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Gli atteggiamenti antisociali non si aggiustano da soli, vanno fatti notare a chi li compie precisando chiaramente che non sono un comportamento corretto. Perché questo non si limiti a un semplice rimprovero, è opportuno parlare con i bambini che hanno l’abitudine di deridere i compagni per capire il motivo di questo comportamento e trovare il modo di non ripeterlo. Si può parlare con i bambini a qualunque età, purché si utilizzino i giusti modi e si abbia ben chiaro quale programma educativo si vuole seguire. Per spiegare a un bambino che prendere in giro gli altri è sbagliato, possiamo individuare tre passaggi.

Come trasmettere il rispetto ai figli

- Identificare il comportamento sbagliato. Di quali eventi stiamo parlando? Quando sono accaduti? In quali situazioni il bambino ha preso in giro un compagno?

- Sviluppare l’empatia necessaria per arrivare a capire che deridere è un atteggiamento che ferisce gli altri. Chiediamo al bambino come si sentirebbe se qualcuno prendesse in giro lui. Cerchiamo di immaginare come si sarà sentito chi è stato deriso e cosa avrà raccontato a casa.

- Cercare di individuare come evitare che il comportamento si ripeta. E’ stata un reazione? Si verifica solo in alcune situazioni? Chiediamo direttamente al bambino, dopo che ha capito che prendere in giro è sbagliato, cosa pensa di fare per evitare che la situazione si ripeta. E’ sempre meglio tenere l’atteggiamento di consiglieri che non impongono un modello da seguire, ma che aiutano a trovarlo: se è il bambino a individuare la sua strada, sarà più facile seguirla perché è frutto di un ragionamento e non di una imposizione. Se dovesse formulare una ipotesi sbagliata, basterà chiedergli cosa crede che succeda di conseguenza se attua quel piano.

Come educare alla gentilezza

Sia che si affronti il problema delle prese in giro come genitori del piccolo colpevole o della vittima momentanea, è sempre meglio non schierarsi apertamente contro chi prende in giro: nessun bambino è “buono” o “cattivo” in assoluto. Ogni atteggiamento ha un motivo e richiede comprensione. Mostrarsi come un sostegno in queste difficoltà sarà un insegnamento importante per i bambini perché imparano che un errore viene ascoltato e se dovessero sbagliare ancora sapranno da chi andare trovando un aiuto e non solo un rimprovero

a cura di Daniela Poggi

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