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Come insegnare ai bambini a perdere? I consigli della pedagogista

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Come insegnare ai bambini a perdere? La pedagogista ci consiglia giochi e attività per far capire che vincere o perdere non significa essere migliori degli altri

Come insegnare ai bambini a perdere 

Una mamma ci ha chiesto se è giusto far giocare i bambini nella scuola dell'infanzia, ex scuola materna, a scopa o a briscola per insegnare loro a saper perdere. Partiamo subito col dire che attività del genere non sono adatte per questa fascia di età, si parla, infatti, di tre/cinque anni e i motivi sono diversi.

Questo tipo di giochi richiedono molta concentrazione, attenzione per le figure e operazioni di calcolo difficili per un bambino così piccolo. Altro motivo è anche la quantità di carte che vengono utilizzate. Quaranta sono veramente tante e anche se vostro figlio ha una buona memoria, non è semplice riconoscere i semi, associare la figura al valore numerico e, successivamente, compiere il calcolo, insomma, una vera impresa! Questo non significa che in un ordine di scuola con un'utenza così piccola non si possano utilizzare le carte per far capire ai bambini il significato del vincere e del perdere. Quindi come insegnare ai bambini a perdere?

Giochi quindi come la scopa o la briscola sono da escludere, ma si possono comunque utilizzare queste carte per altri giochi, tutto sta nella creatività dell'insegnante.

Idee per giochi da fare quando piove

Corsa dei cavalli

Uno di questi potrebbe essere, per esempio, la classica “Corsa dei cavalli”. In ogni mazzo di carte sono presenti quattro cavalli per ogni seme, si potrebbe dividere la classe in quattro gruppi ad ognuno del quale viene affidato una carta raffigurante il cavaliere. Le squadre prendono il nome dei semi e si da il via alla corsa girando una alla volta le carte del mazzo. Chi riesce ad ottenere per prima tutte le carte del suo seme ha vinto.

Altra attività da fare, oltre alle carte da gioco, può essere partire da una storia in cui il protagonista non accetta una sconfitta e da lì chiedere ai bambini “al posto suo come reagiresti?”. Scambiarsi opinioni e informazioni in merito permette di confrontarsi e rendersi conto che ognuno di noi una volta può vincere e un' altra perdere.

Giochi di ruolo

Con bambini così piccoli si potrebbero sperimentare i cosiddetti giochi di ruolo o di drammatizzazione. È la tipica età del “far finta di” perciò mettiamo su una scena, semplice, facile da capire dove ognuno simula una sconfitta o una vittoria, l' importante è che tutti facciano i vincitori e i perdenti.

Con l'aiuto dell' insegnante si potrebbe fare, anche, un grande cartellone da attaccare in classe raffigurante, nel caso della scuola dell' infanzia, delle immagini che simulino regole di gioco, come aspettare il proprio turno, rispettare l'altro, non offendere i compagni mentre si gioca, essere contenti per chi vince e dispiaciuti per chi perde. Ogni tipo di attività comporta in bambini così piccoli, e non solo, lo spirito della competizione.

Anche in un semplice disegno, infatti, ci sarà sempre un bambino o una bambina che dirà che il suo è più bello o fatto meglio. Compito degli adulti, insegnanti o genitori che siano, è spiegare che vincere o perdere non significa essere migliori degli altri, che ognuno di noi nella vita ha sempre vinto o perso qualcosa, l'importante è sapersi rialzare sempre e accettare nel modo sereno possibile un momento negativo. Infine, ma non per ultimo, i bambini imparano soprattutto con l'esempio, perciò se la vostra squadra del cuore ha perso la partita fate un bel sorriso e gioite per l' avversario! 

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