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Come crescere bambini educati e sicuri di sè

Avere bambini che conoscano le buone maniere è il sogno di ogni genitore. Ecco qualche trucchetto per crescere bambini educati, sicuri di sè e farne degli adulti maturi



Avere bambini bene educati è il sogno di ogni genitore, anche se la percezione di "buona condotta" è molto soggettiva e discutibile. Poi ci sono volte in cui i bambini si comportano oggettivamente male, e questo cagiona in noi vari livelli di irritazione che delle volte sfociano in un attacco isterico. Come in tutte le cose "prevenire è meglio che curare": ecco qualche trucchetto che funziona.



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Spiegare il perché

Il bambino che crede di poter fare o ottenere qualunque cosa è più incline al capriccio; è concettualmente sbagliato dire sempre di sì e concedere ogni cosa, anche quelle sconsigliabili. Oltre a questo, è bene far capire loro perché ci aspettiamo il tal comportamento, usando delle argomentazioni comprensibili per la loro età.

La lode
Iniziamo a lodarlo per tutto ciò che fa di buono, o meglio: introduciamo nuovi, piccoli doveri, come sparecchiare il suo piatto, ponendoglieli come gioco o come aiuto da dare alla mamma, e poi complimentiamoci sempre con lui, facendogli percepire che il suo apporto è prezioso.


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L'esempio
Se siamo le prime a lasciare tutto in giro, non possiamo aspettarci che il nostro bambino di due o tre anni rimetta a posto la sua camera ogni sera. Coerenza e esempio sono parole chiave per i bambini bene educati.

Se è il primo a soffrire del pasticcio che ha appena combinato...
…. Non accorriamo subito per consolarlo, rassicurandolo del fatto che non è successo niente di male. Lasciamolo crogiolarsi nel suo pentimento almeno per qualche minuto.



Come si aiuta un figlio maschio ad avere autostima?

Lasciamo che prenda delle decisioni…
… come scegliere la maglietta o il pigiama da indossare, quali giochi portare con se' al parco, quale piatto mangiare di quelli messi in tavola. Non diamogli la sensazione di essere sempre vittima di ordini imposti dall'alto.

Incoraggiamolo
Se qualcosa non gli riesce bene, o affatto, incoraggiamolo a provare di nuovo. La tentazione, soprattutto quando andiamo di fretta, è di fare sempre tutto al posto loro. Ma è meglio limitare questo atteggiamento e cercare di renderli autonomi su più cose possibili.

Insegnamogli a pensare
Se ci chiede come fare qualcosa, stimoliamolo a pensarci autonomamente, invece di dargli subito la nostra versione o, ancor peggio, compiere quell'incombenza al posto suo.

Non dargli tutto e subito
Non facciamogli ottenere subito tutto ciò che vogliono, o inevitabilmente questa diventerà la regola, e ci ritroveremo con il classico bambino capriccioso che al supermercato sbraita come un pazzo se commettiamo l'errore di passare di fronte al reparto dolciumi. Magari possiamo dirgli "se fai il bravo durante la spesa, alla fine ti faccio scegliere una caramella". Manteniamo sempre le promesse!



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Facciamoli riflettere
Non limitiamoci a sgridare e imporre. Se non vogliono far giocare un bambino con la loro palla, chiediamo come si sentirebbero nell'essere trattati allo stesso modo. Cerchiamo di farli ragionare e arrivare alle cose in autonomia.

Giochi di pazienza
Coinvolgiamoli spesso in attività che richiedono pazienza, concentrazione: un puzzle o ancora piantare dei semini in un vaso e aspettare che cresca la pianta. Impareranno che non sempre i risultati sono immediati e che la pazienza è un atteggiamento che paga


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