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Alla conquista della fiducia reciproca

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Come poter riuscire a stabilire un rapporto di stima tra genitori e figli? I consigli della psicologa per la conquista della fiducia reciproca

Fiducia tra genitori e figli

Alla base di ogni relazione esiste una componente fondamentale che è il rispetto reciproco. Lo stesso avviene per quanto riguarda i bambini: crescendo, infatti, sviluppano una propria personalità hanno, quindi, delle specifiche esigenze, dei bisogni e delle necessità non solo materiali o nutritive, ma anche emotive.

Per arrivare a comprendere più nello specifico questi elementi cito Maslow (1954) che ha realizzato una gerarchia di bisogni distinguendoli in “primari” e “superiori”.

Tra i primi rientrano i bisogni fisiologici come la fame e la sete (indispensabili alla sopravvivenza ed è raro non soddisfarli), i bisogni di salvezza, di protezione e di sicurezza e sono fondamentali soprattutto durante la fase delle crescita poiché un bambino trascurato diviene un adulto insicuro, ha quindi necessità di essere protetto e accudito così da potersi “affidare”: è in tale contesto che nasce, appunto, la fiducia.

Tra i bisogni di tipo secondario ritroviamo il bisogno di appartenenza che permette all’individuo di percepire l’affetto familiare e di identificarsi nel ruolo acquisito a livello sociale e nel contesto in cui vive; il bisogno di stima, di successo e di prestigio che non riguardano necessariamente progetti ambiziosi ma anche piccole realtà quali la famiglia e il gruppo di amicizie: percepire l’apprezzamento e il riguardo da parte delle persone più care fa crescere l’individuo più sicuro di sé;

Come crescere bambini educati e sicuri di sè

Il bisogno di autorealizzazione definito come il più sofisticato tra tutti ha una qualità specifica legata all’espressione di una propria identità che si manifesta in tutti i contesti della vita. Con lo sviluppo, i bambini acquisiscono una conoscenza dei genitori più specifica rendendoli sicuri rispetto al rapporto che diviene certo e prevedibile soprattutto se i singoli bisogni sono stati effettivamente soddisfatti. Sanno quindi cosa aspettarsi in termini di reazioni quando mettono in atto un comportamento.

Ma cosa fare per poter soddisfare tali esigenze?

Gli elementi indispensabili nella relazione sono:

  • La fiducia, soddisfatta attraverso il riconoscimento delle esigenze dell’altro e della sua personalità, viene rinforzata se il bambino sa a chi rivolgersi nei momenti “critici”.

Con la figura di riferimento si struttura un legame che dura tutta la vita, è quindi fondamentale essere sempre presente quando i figli lo richiedono. Un’assenza sul piano affettivo genera un senso di vuoto e di abbandono che l’individuo ha continuamente necessità di colmare.

  • La coerenza: definire bene le regole e rispettarle.

È forte la connessione tra parola e azione, ed il bambino ha chiaro il messaggio che gli arriva. Al contrario, una promessa fatta e non mantenuta genera confusione e sfiducia: il bambino percepirà tale atto come una “punizione”.

  • La comunicazione e il dialogo sono importanti poiché aprirsi dal punto di vista emotivo con i propri figli manifestando il proprio stato d’animo permette di percepirsi su un livello più profondo.

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Un’arrabbiatura o un litigio possono divenire il modo per riuscire a comprendersi attraverso il linguaggio delle emozioni e conoscersi meglio.

  • L’autorevolezza nell’educazione determina sicurezza, dà certezze

Per cui l’interlocutore capisce che la regola deve essere rispettata poiché è il genitore a stabilirla. Quindi anche un’eventuale punizione diviene un modo per insegnare il rispetto reciproco.

  • L’empatia ha componenti prettamente emotive ed affettive

Tutti i genitori posseggono la capacità di porsi nei panni dei propri figli se decidono di farlo. Alla base di questa vi è la comprensione dello stato emotivo dell’altro e, tramite essa, si stabilisce una possibile risoluzione dei conflitti, un riconoscimento dello stato psicologico e del fabbisogno legato al momento o alla situazione. Un’evidente contrasto rispetto alle richieste produce frustrazione che poi degenera in un rapporto conflittuale e in disistima (Non posso provare amore per una persona che non riconosce le mie esigenze o Potrò dipendere dai giudizi dei miei genitori poiché ho fame di riconoscimento).

Un argomento così significativo non può far altro che arricchirsi e concludersi con una frase tratta da “Libri con le figure”:

Se chiudo gli occhi, sento ancora la voce di mia madre che quand’ero piccola, ogni sera mi leggeva qualcosa prima di addormentarmi. Ben diversa dalla voce sbrigativa di tutti i giorni, questa aveva la capacità di trasportarmi in tempi e spazi lontanissimi, mi mandava brividi giù per la schiena, evocava nella mia mente immagini esotiche… Ma soprattutto mi avvolgeva un’atmosfera sonora fatta di intimità e calore. In quei momenti noi due ci espandevamo e crescevamo insieme (Spitz, 2001).

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