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Come una mamma può combattere il pregiudizio contro la leadership femminile

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Lo psicologo di Harvard Richard Weissbourd ha indicato cinque modi per combattere i pregiudizi di genere nei bambini

Combattere i pregiudizi di genere

Basta guardarsi intorno per rendersi conto che i pregiudizi di genere sono ancora molto radicati nella nostra società; ma una nuova ricerca della Harvard Graduate School of Education mette in luce il dato preoccupante che tali preconcetti sono già presenti nella mente dei giovanissimi.

Lo psicologo di Harvard Richard Weissbourd, una delle menti del progetto Making Caring Common, si è detto molto sorpreso del sessismo che traspare dalle risposte di ragazzini e ragazzine. La ricerca ha rilevato, per esempio, che il 23 per cento delle ragazze e il 40 per cento dei ragazzi preferiscono leader politici di sesso maschile, mentre solo l'8 per cento delle ragazze e il 4 per cento dei ragazzi preferiscono donne in questo ruolo. Allo stesso modo, il 36 per cento dei ragazzi (senza alcuna differenza significativa tra la percentuale femminile e maschile) ha preferito imprenditori uomini. Il rapporto cita anche un precedente studio del 2013 dove veniva rilevato che il 35% degli intervistati adulti preferirebbe avere un capo di sesso maschile, mentre solo il 23% apprezzerebbe più avere un capo donna. La preferenza per i boss di sesso maschile era peraltro ancora più forte tra le donne intervistate. Il pregiudizio quindi, prevedibilmente, parte dalla mentalità degli adulti, dei genitori in particolare.

"Cose da maschi e cose da femmine"

C’è un’inconscia diffidenza nei confronti di dirigenti e leader di sesso femminile: le donne sono viste come meno affidabili o autorevoli di un uomo quando si tratta di mansioni di potere. Sembra la solita vecchia storia, ma secondo gli psicologi di Harvard c’è molto che possiamo fare per contrastare questa distorsione mentale: Weissbourd si è rivolto in particolare ai genitori e agli insegnanti, indicando cinque modi per prevenire i giudizi di genere nei bambini.

  • Controllare i nostri pregiudizi

Purtroppo tutte noi siamo imbevute di una cultura fortemente maschilista: è un retaggio che ci condiziona almeno a livello inconscio. La prima cosa da fare, sia che abbiamo figlie femmine sia (o ancor più!) se abbiamo dei maschi, è iniziare a prendere consapevolezza di alcuni nostri atteggiamenti, abitudini e modi di dire che possono esprimere pregiudizi. Pensiamo a quali conclusioni possano giungere i nostri figli di fronte a concetti che distinguono per sesso il modo di vestirsi, di comportarsi e di pensare. Se inizieremo ad essere consapevoli noi per prime dei nostri pregiudizi, saremo anche in grado di contrastarli. All’occorrenza, chiediamo aiuto a un familiare o un’amico intimo, che ci possa dare un feedback sul nostro comportamento.

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  • Liberare la nostra casa dagli stereotipi

Non possiamo certo cambiare il mondo, ma possiamo cambiare la nostra casa. Naturalmente i bambini vedranno fin da piccoli le differenze tra maschi e femmine, e per prima cosa è necessario instaurare un rapporto di fiducia di modo che non abbiano paura di fare domande. Cerchiamo di dividere le responsabilità nella gestione della casa in modo equo, non sulla base di stereotipi. Raccontiamo ai nostri bambini momenti in cui abbiamo vissuto pregiudizi ingiusti, e le occasioni in cui ci siamo opposte a questa mentalità. Espandiamo i loro orizzonti con libri, giochi e film che mostrino persone provenienti da ambienti diversi, con una divisione di ruoli non tradizionale. Permettiamo loro di scegliere lo sport preferito senza imporre il calcio ai bambini e la danza alle bambine. Favoriamo i playdate misti.

  • Aiutarli a fare a pezzi i loro pregiudizi

Secondo gli studiosi di Harvard, altro punto importante è essere pronte a spiegare ai bambini perché il preconcetto è dannoso, usando argomentazioni che possano comprendere anche se piccoli. Loro sono ovviamente inconsapevoli dei pregiudizi di genere e gli stereotipi che devono affrontare ogni giorno. Hanno bisogno di imparare dagli adulti come riconoscerli e come evitare di esserne influenzati. Facciamo degli esempi di comportamenti sleali: i bambini sono molto sensibili a queste cose. Aiutiamoli a sviluppare un linguaggio appropriato.

  • No al concetto della “ragazzata”

Bisogna intervenire quando i maschi fanno commenti umilianti sulle femmine: in base al tipo di bambino o di ragazzino ogni genitore saprà trovare il modo giusto. Un’idea può essere tirare in ballo il concetto di onore, di forza, tanto caro alle favole e ai cartoni animati. Facciamo notare che il vero coraggio è opporsi ai compagni quando svalutano le femmine in generale o, più avanti, quando le dividono in “brave” o “cattive” ragazze. Aboliamo gli appellativi denigratori, a partire dal classico “femminuccia” usato in senso dispregiativo. Viceversa, bisogna sempre incoraggiarli a mostrare empatia, soprattutto per l’altro sesso o per le persone in qualche modo diverse. Insegniamo ai maschietti ad apprezzare il genere femminile e a capire la loro responsabilità nel contrastare i pregiudizi di genere, non solo evitando di umiliare le bambine ma anche intervenendo quando qualcun altro lo fa.

  • Costruire la fiducia in se’ stesse delle femmine

Ultimo consiglio dei ricercatori di Harvard è dedicato alle bambine stesse e la responsabilità di genitori e insegnanti nel contrastare l’immagine negativa circa la propria capacità di leadership. Per fare questo è bene esporle ad esempi di leadership femminile e aiutarle a sviluppare le competenze e la fiducia necessarie a vedersi anche in quel ruolo… Perché molte di loro ci rinunciano solo per la paura di apparire "autoritarie" - aggettivo che suona quasi come un pregio se riferito a un uomo. Incoraggiamole già in famiglia, concedendo loro potere anche decisionale su alcuni aspetti; diamo loro la possibilità di parlare in pubblico o prendere parte a progetti di responsabilità, imparare a lavorare in team e fare squadra, sviluppando competenze chiave come il problem solving e la visione in prospettiva. Parliamo insieme delle loro paure, sviscerando le varie strategie per affrontare la disapprovazione e la critica. Perché forse è proprio questa una delle catene più pesanti che ci tengono imprigionate: la famosa immagine di angelo del focolare, il voler piacere a tutti e ad ogni costo, uno stereotipo quasi inconciliabile con l'essere leader.

Per approfondire:

Washington Post

 

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