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Che fare se ha la mammite?

Sono molti i bambini che sviluppano un attaccamento esasperante ed esasperato nei confronti della figura materna

Bambini con le mamme

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    Mamma parla con il figlio
    Redazione PianetaMamma 24 luglio 2013

    di Isabella Ricci

     

    Sono molti i bambini che sviluppano un attaccamento esasperante ed esasperato nei confronti della figura materna. Non si deve dimenticare però il fatto che questo particolare stile comportamentale nasce all’interno di una relazione, che vede coinvolti la mamma e il bambino, ed è quindi una condizione attribuibile alle abitudini che la diade ha instaurato nel corso del primo anno di vita.


    LEGGI ANCHE: Ansia da separazione

     

    Non ci si può aspettare cioè che un bambino che sia sempre stato tenuto sotto lo stretto controllo della madre, che sia stato allattato al seno (LEGGI) oltre il primo anno di vita, che si sia abituato a prendere sonno (LEGGI) nel letto dei genitori, diventi improvvisamente un bambino autonomo.
    Una volta che si sono instaurate determinate abitudini si può anche temere le conseguenze del tornare indietro: se per esempio un bambino è stato allattato oltre il periodo normativo, non tanto per la funzione nutritiva, ma perché per esempio la madre è abituata ad attaccare il bambino al seno per calmare il pianto del figlio, anche in momenti in cui la nutrizione non è necessaria, potrà sviluppare il timore che l’interruzione di questo comportamento possa far sentire il bambino rifiutato.

    Lo stesso si può dire in relazione all’abitudine di far addormentare il figlio nel lettone per trasportarlo solo successivamente nel suo letto. Certe indulgenze, che generalmente vengono accordate per lecita preoccupazione di soddisfare nella migliore delle maniere possibili i bisogni del bambino, rivelano la loro natura di arma a doppio taglio nel tempo.

    Se nel presente infatti consentono di ottenere rapidamente la tranquillità del bambino e di trasformare il suo stato dall’agitazione alla calma, nell’immediato futuro possono generare dei problemi ancor più difficili da risolvere: disturbi dell’addormentamento, paura del buio, ansia di separazione (LEGGI), e persino alcune forme precoci di disturbi dell’alimentazione sono alcuni tra i quadri sintomatologici che possono derivare da uno stile relazionale iperaccudente, che accorda poca o nessuna autonomia al bambino. 

     

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    Il primo anno di vita è invece il periodo più importante per lo sviluppo del piccolo: anche la tradizione psicoanalitica attribuisce intorno a questo momento il compimento del processo di emancipazione psicologica del bambino dalla relazione simbiotica con la madre. E’ il momento in cui si conquistano le prime autonomie: in primo luogo l’alimentazione attraverso il compimento dello svezzamento (LEGGI) passa dal solo latte materno all’alimentazione solida. Il bambino impara gradualmente ad utilizzare le stoviglie e da che è imboccato tenterà di mangiare da solo. E’ importante non ostacolare questi momenti di emancipazione. 

     

    LEGGI ANCHE: Il bambino non vuole andare all'asilo, che fare?

     

    Inoltre nel primo anno di vita si assiste alla manifestazione di due nuove competenze: la deambulazione autonoma e lo sviluppo del linguaggio (LEGGI). I primi passi e le prime parole fanno la loro comparsa proprio in questo periodo. Parallelamente allo sviluppo della deambulazione si assiste ad un intensificazione del comportamento esplorativo: l’esplorazione dell’ambiente e di tutti gli oggetti che vi si incontrano è tipico di questa fase di sviluppo in cui in maniera sempre più consapevole il bambino incontra il mondo. Anche questi tentativi devono essere incoraggiati, sempre sotto lo sguardo vigile dell’adulto, che dovrebbe porsi nei confronti del piccolo come una “base sicura”, per citare una famosa espressione di Bowlby, a cui fare ritorno in caso di bisogno.
    Un altro metodo per incoraggiare il bambino verso una minore dipendenza assoluta dalla figura materna è quello di incoraggiare un care-givering multiplo, ovvero di ricorrere spesso all’affidamento del bambino ad altre figure che fanno parte del nucleo familiare, come il padre, i nonni, i fratelli e le sorelle maggiori. Consentire l’inserimento nella scuola materna o all’asilo, occasioni eccezionali di scambi socio-affettivi con i pari e con altri adulti significativi, vivendo questo momento come un’opportunità di arricchimento per il proprio bambino e non come defraudante sottrazione di tempo da trascorrere con quest’ultimo



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    Commenti

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    ld mercoledì, 20 agosto 2014

    e se fosse attaccato troppo al fratello ?

    Il mio fratellino ha solo 7 anni ed è troppo attaccato a me. Lo sto praticamente crescendo io, visto la particolare situazione famigliare ( i miei genitori separati in casa che pensano solo a loro, mia madre sempre fuori e mio padre costantemente al pc e sempre assente, ma lo è sempre stato). Gli voglio veramente un mondo di bene, è come se fosse mio figlio, cerco sempre di dargli una giusta educazione spiegandoli sempre il giusto e lo sbagliato ma la situazione è diventata insostenibile. Sta sempre attaccato a me, mi riempie di bacini e non mi lascia mai lo spazio per stare un pò da solo per i fatti miei. Vorrei solo un o due ore per stare per i cavoli miei o qualche giorno per fare un pò di vacanze ( me lo son dovuto portare a rosamarina e a rimini, senza che mi sia potuto divertire), ma non è possibile, piange e vuole stare sempre e solo con me. Mia madre poi non tollera neanche la situazione, prendendosela col bambino che non se la caga manco di striscio, ma dico, se stai sempre fuori e lo vedi solo la sera, come caspita fa un bambino a pensarti ? Ho solo 19 anni,ma vorrei semplicemente staccarlo un pò da me, non ce la faccio più.

    n° 77
    Elena mercoledì, 31 luglio 2013

    Ma le basi di queste affermazioni?

    Conosco tante mamme ad alto contatto. Lo sono stata io stessa (e lo sono ancora).
    Bimbi allattati oltre il tempo "normativo"? Che significa? Devo davvero ricordare che OMS E UNICEF consigliano l'allattamento fino a 2 anni e oltre? (anche nei paesi occidentali).
    Allattamento affettivo? E cosa c'è di male? Da quando l'affetto è troppo o fa male?
    Vi lamentate se vostro marito vi dimostra tanto amore? (non parlo di gelosia o simili ma di amore piccoli gesti versarvi l'acqua farvi una carezza darvi un bacio).

    L'amore non fa male in nessuna forma.
    Fa male bloccare i bambini certo.

    Il bambino è DIPENDENTE, lo è fisiologicamente. Deve esserlo.
    Staccare un bambino dalla mamma. Tenerlo lontano non significa renderlo indipendente ma aumentare la sua dipendenza. Perchè lo si rende dipendente dalle nostre scelte.

    Permette a un bambino di crescere autonomo è qualcosa di completamente diverso. Significa metterlo giù quando lo chiede e coccolarlo quando ne sente bisogno.
    Significa spronarlo verso il nuovo mostrando che siamo accanto a lui.
    Significa anche fidarci di lui e permettergli di sperimentare anche quando ci fa un po' paura (non facendolo buttare dalla finestra ma magari lasciandolo salire sul divano).

    Significa avere fiducia in lui in ogni sua richiesta.

    Significa anche a volte cedere a un no, se ci si rende conto che si è sbagliato che le sue motivazioni per voler far qualcosa sono giuste o comunque importanti.

    Questa l'autonomia, la possibilità di scegliere che passi fare e come.

    I miei figli ad altro contatto sono entrambi autonomi.
    La frase che sento di più è "faccio io" (la piccola) o "mamma posso aiutarti" (il grande).

    Vanno all'asilo serenamente.
    Il grande dorme volentieri (per sua scelta) dai nonni. E ora pretende di farlo anche la piccola.

    Cosa significa questo? Che i bimbi ad alto contatto saranno sicuramente autonomi presto?

    Certo che no. Lo saranno quando i loro tempi gli permetteranno di esserlo.

    n° 76
    goldie mercoledì, 31 luglio 2013

    R: Ma le basi di queste affermazioni?

    > Conosco tante mamme ad alto contatto. Lo sono stata io stessa (e lo sono ancora).
    >
    > Bimbi allattati oltre il tempo "normativo"? Che significa? Devo davvero ricordare che OMS E UNICEF consigliano l'allattamento fino a 2 anni e oltre? (anche nei paesi occidentali).
    >
    > Allattamento affettivo? E cosa c'è di male? Da quando l'affetto è troppo o fa male?
    >
    > Vi lamentate se vostro marito vi dimostra tanto amore? (non parlo di gelosia o simili ma di amore piccoli gesti versarvi l'acqua farvi una carezza darvi un bacio).
    >
    >
    >
    > L'amore non fa male in nessuna forma.
    >
    > Fa male bloccare i bambini certo.
    >
    >
    >
    > Il bambino è DIPENDENTE, lo è fisiologicamente. Deve esserlo.
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    > Staccare un bambino dalla mamma. Tenerlo lontano non significa renderlo indipendente ma aumentare la sua dipendenza. Perchè lo si rende dipendente dalle nostre scelte.
    >
    >
    >
    > Permette a un bambino di crescere autonomo è qualcosa di completamente diverso. Significa metterlo giù quando lo chiede e coccolarlo quando ne sente bisogno.
    >
    > Significa spronarlo verso il nuovo mostrando che siamo accanto a lui.
    >
    > Significa anche fidarci di lui e permettergli di sperimentare anche quando ci fa un po' paura (non facendolo buttare dalla finestra ma magari lasciandolo salire sul divano).
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    > Significa avere fiducia in lui in ogni sua richiesta.
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    > Significa anche a volte cedere a un no, se ci si rende conto che si è sbagliato che le sue motivazioni per voler far qualcosa sono giuste o comunque importanti.
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    > Questa l'autonomia, la possibilità di scegliere che passi fare e come.
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    > I miei figli ad altro contatto sono entrambi autonomi.
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    > La frase che sento di più è "faccio io" (la piccola) o "mamma posso aiutarti" (il grande).
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    > Vanno all'asilo serenamente.
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    > Il grande dorme volentieri (per sua scelta) dai nonni. E ora pretende di farlo anche la piccola.
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    > Cosa significa questo? Che i bimbi ad alto contatto saranno sicuramente autonomi presto?
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    > Certo che no. Lo saranno quando i loro tempi gli permetteranno di esserlo.

    Giuggiola1974 mercoledì, 31 luglio 2013

    Spaventoso

    Mi sono sentita presa in giro a leggere un articolo del genere. Ma vi rendete conto che si pretende indipendenza da un bimbo di pochi mesi, che si ritorna ai tempi in cui davano il biberon nella carrozzina..e poi che facciamo..gli diamo le chiavi dell'auto e gli diciamo "ora sei autonomo, vai"? Ho letto qualche tempo fa una frase di qualcuno di cui non ricordo il nome. E nemmeno la frase esatta ma il senso era questo. Si pretende indipendenza dalla figura genitoriale di bambini piccoli, li si vuole staccati dai genitori, che giochino da soli, che non disturbino cercando la nostra figura e la nostra attenzione per poi invece lamentarsi quando prendono la loro strada e vanno, volerli vicini nel momento in cui invece è tempo che spicchino il volo dalla famiglia. Non si è capito che l'attaccamento sicuro è la base per la futura indipendenza. Mio figlio ha 32 mesi, allattato ancora al seno (che è ben più del nutrimento alimentare, lo è affettivo, assieme alla vicinanza mia e di mio marito quando non lavoriamo), ha dormito per i primi mesi sul mio petto e ora nel suo lettino accanto al nostro, portato in braccio quando lo chiedeva per i primi 2 anni. Ora è un bimbo felice, sereno e intraprendente, ai giardini parla con gli altri bimbi, chiede loro come si chiamano, se possono giocare assieme. Non credo di aver creato un mostro e se tornassi indietro rifarei quello che abbiamo fatto

    n° 75
    goldie mercoledì, 31 luglio 2013

    R: Spaventoso

    > Mi sono sentita presa in giro a leggere un articolo del genere. Ma vi rendete conto che si pretende indipendenza da un bimbo di pochi mesi, che si ritorna ai tempi in cui davano il biberon nella carrozzina..e poi che facciamo..gli diamo le chiavi dell'auto e gli diciamo "ora sei autonomo, vai"? Ho letto qualche tempo fa una frase di qualcuno di cui non ricordo il nome. E nemmeno la frase esatta ma il senso era questo. Si pretende indipendenza dalla figura genitoriale di bambini piccoli, li si vuole staccati dai genitori, che giochino da soli, che non disturbino cercando la nostra figura e la nostra attenzione per poi invece lamentarsi quando prendono la loro strada e vanno, volerli vicini nel momento in cui invece è tempo che spicchino il volo dalla famiglia. Non si è capito che l'attaccamento sicuro è la base per la futura indipendenza. Mio figlio ha 32 mesi, allattato ancora al seno (che è ben più del nutrimento alimentare, lo è affettivo, assieme alla vicinanza mia e di mio marito quando non lavoriamo), ha dormito per i primi mesi sul mio petto e ora nel suo lettino accanto al nostro, portato in braccio quando lo chiedeva per i primi 2 anni. Ora è un bimbo felice, sereno e intraprendente, ai giardini parla con gli altri bimbi, chiede loro come si chiamano, se possono giocare assieme. Non credo di aver creato un mostro e se tornassi indietro rifarei quello che abbiamo fatto

    A proposito ..... mercoledì, 31 luglio 2013

    R: Spaventoso

    Non ho letto tutti i commenti, solo gli ultimi e quindi magari lo avete già citato. Per chi crede ancora in questo pregiudizio ovvero accudimento ad alto contatto= bimbi non autonomi da grandi consiglio il libro E se poi prende il vizio di Alessandra Bortolotti, edito dal Leone verde, collana Il bambino naturale e Besame mucho di Carlos Gonzales edito da Coleman. Sono libri illuminanti.

    Annalisa per tramite di Giulia mercoledì, 31 luglio 2013

    L'attaccamento sicuro

    penso sia molto pericoloso associare uno stile genitoriale affettivo e attento ai bisogni dei bambini a problematiche relative al sonno, ad ansie, paure o addirittura a disturbi alimentari. Un attaccamento sicuro é la base per una personalità equilibrata e armoniosa. Nel mio lavoro incontro spesso bimbi con vari disturbi e vi assicuro che la maggior parte delle volte sono da ricollegarsi ad uno stile accudente anafettivo oppure ad altri disagi vissuti o subiti (maltrattamenti o addirittura abusi). Mai ho visto bimbi con difficoltà a causa di madri attente e amorevoli, citando Bolby bisognerebbe conoscere a fondo il suo pensiero che non é certo in linea con quello dell' articolo, ultima cosa... la psicoanalisi, soprattutto il pensiero freudiano oramai é in buona parte superato perché figlio di un'epoca.

    n° 74
    Chicca Dó martedì, 30 luglio 2013

    Ma

    Chi ha scritto questo articolo deve avere avuto delle mancanze d'affetto forse. Sinceramente trovo che sia un ammasso di idiozie, mia mamma mi ha allattata fino all'anno a richiesta (dopo non l'ho più accettato io) mio fratello fino ai 3, sia io che lui abbiamo dormito nel lettone e tenuti parecchio in braccio. Eppure sia io che mio fratello siamo andati a vivere da soli a 18, abbiamo entrambi una famiglia sana e siamo mentalmente stabili. Dunque questa teoria non sussiste

    n° 73
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