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Il carbone nella calza della Befana. Sì o no?

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Carbone per la Befana ai bambini? La psicologa ci parla della storia della Befana e ci spiega perché non è sempre educativo mettere il carbone nella calza

Carbone per la Befana

La nascita della Befana ha probabilmente origini pagane. L’usanza di festeggiarla parte dal meridione si diffonde in tutta Italia. Legata a riti propiziatori pagani ereditati dagli antichi romani e a figure della mitologia germanica in seguito fu bandita da Roma poiché si identificò il rituale pagano con derivazioni sataniche. Queste credenze che influenzarono la sua “storia” diedero origine alla famosa nonnina che nonostante avesse un aspetto benevolo era comunque una strega. La sua figura vecchia, incarnata da una donna anziana, indica l’anno che è appena terminato e, per questo, porta i doni come simbolo di buon auspicio.

La leggenda narra che i Re magi si fermarono a chiedere la strada per arrivare fino a Gesù bambino e la signora anziana si rifiutò di seguirli per far visita al piccolo. Pentendosi prese dei dolciumi e cominciò a girovagare nella speranza di trovarli ma così non fu. Così calandosi dai camini di tutte le case portò i doni ai bambini che, con l’andare del tempo, cominciarono ad abituarsi all’usanza di lasciare una calza nel caso in cui ne avesse avuto bisogno per il ricambio. I bambini sono quindi attratti dalla figura della befana e, nonostante non sia di bell’aspetto, sanno che riceveranno da lei doni e dolciumi. È quindi un’amica come Babbo Natale per questo è preferibile non esagerare con i regali. È importante difatti che i piccoli apprezzino la relazione, il pensiero, focalizzando invece la loro attenzione sul tempo che trascorreranno con i loro genitori, dato che nell’arco di tutto l’anno è più difficile giocare con loro.

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È possibile raccontare delle storie, fantasticare, divertirsi assieme senza deludere le loro aspettative. È consuetudine lasciare il carbone nelle calze segno che i piccoli non si sono comportati benissimo ma tale “dono”, anche se dolce, può demoralizzarli e minare la loro autostima. Infatti, se un bimbo manifesta dei comportamenti aggressivi, oppositivi o deficitari sta comunicando qualcosa. Non sta bene e il suo stato d’animo come la sua autostima vengono insidiati da regali poco apprezzati dal punto di vista psicologico. È invece plausibile donare qualcosa che li renda felici o far loro delle sorprese in modo tale da incentivare un possibile recupero della relazione affettiva con gli adulti per poi curare la loro autostima rendendo piacevole il momento.

Essere felici significa sentirsi apprezzati, desiderati, seguiti e amati e allora perché non dimostrarlo anche con la fantasia e la creatività? Lasciarli liberi di esprimersi e di consolarsi con i dolci (cacao e cioccolata fanno anche bene), i giochi e gli amichetti. La stabilità familiare, come lo sono anche le tradizioni natalizie, strutturano la forma mentis del bambino fino a dargli dei punti fermi nella crescita, molto importanti per la definizione della sua personalità. Situazioni di incertezza, di cambiamento repentino, di punizione non costruttiva e di mancanza di approvazione sono deleteri per il futuro del bambino che avrà molta più difficoltà a relazionarsi in maniera diretta e sana con i coetanei e con le esperienze di vita.

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