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Capricci disperati a 2 anni: che fare? I consigli della pedagogista

La lettera affranta di una nostra utente alla nostra pedagogista online sui capricci del figlio di due anni, tantopiù che adesso lei si trova di nuovo al settimo mese di gravidanza. Parliamo ancora di terrible two

Bambini capricciosi

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    bambini capricciosi 07
    Emanuela Cerri 26 giugno 2012
    Salve gentilissima Elena,
    Le scrivo perchè adesso mi trovo davvero affranta per il mio piccolo di due anni (appena compiuti) (LEGGI). E' da poco, passati circa i 20 mesi, che mio figlio Andrea fa capricci esasperanti, non lo riconosco nemmeno, tanto era un bimbo dolce e sereno. So più che bene che è normale in tale fase dello sviluppo (sono una laureanda in psicologia) ma anche se razionalmente sono consapevole del periodo del no, della difficoltà dei bambini intorno ai due anni (LEGGI) di conciliare la ricerca di autonomia con la loro ancora limitatezza di piccoli, il desiderio di fare tutto e non riuscire in molto (anche se i genitori sono li ad sorreggerli e insegnarli), la fissazione dell'identità e predominanza dell'io ecc ma poi emotivamente inizio a soffrirne molto e mi rendo conto che l'escaletion del mio bimbo Andrea mi sta facendo mancare quella sicurezza e pacata pazienza necessarie in tal momento. Non so che fare.


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    Sono in attesa per lopiù della sorellina, mi trovo al settimo mese di gravidanza e il mio consueto spirito energico e tuttofare naturalmente viene sempre meno. Ho solo mio marito che mi aiuta ma lui ha il lavoro e i suoi obblighi, anche se è molto presente faccio tanto io, sono sempre di corsa e tengo mio figlio in braccio molto anche per queste sue crisi e ciò è faticoso col pancione ma darei tutto per il mio piccolo e non faccio che sperare che questa fase passi presto. Se solo potessi aiutarlo in qualche modo sarebbe molto importante. Per questo confido nella sua indubbia e preziosissima esperienza. Mi basterebbe esser certa che passerà, che è davvero solo un breve periodo (soprattutto quanto breve?) dato che le ansie di mio marito e la sua insofferenza iniziano ad aggiungersi e gravare.
    Andrea è un bimbo molto sensibile ne ha passate tante ma non manca mai di sorridere ed essere solare, noi cerchiamo di trasmettergli sicurezza e calma, ma a volte mi spazientisco e mi sento una pessima madre, a volte mi lascio sfuggire uno scapaccione e questo mi fa sentire tantissimo in colpa (non lo faccio con violenza, mai potrei sono contro alle punizioni fisiche ma perchè mi porta al limite...e soffro tanto perchè so che quel gesto è umiliante per il piccolo e aggrava solo il suo pianto anche se capita molto molto di rado (e quasi sempre sul pannolone) mi sento un mostro.
    I capricci prima erano blandi, piangeva un po ed era un brontolio dato che non aveva lacrime ne singhiozzi e con serenità e spiegandogli la situazione, standogli vicino amorosamente, smetteva subito, ora invece i pianti si sono fatti disperati, si siede in terra inarca la schiena, gli manca il respiro, i singhiozzi sono profondi, sembra torturato ma magari se lo accontento tutto cessa come se niente fosse ma io ne comunque soffro perchè so che non gli fa bene agitarsi così.
    Ho capito che tali capricci (LEGGI) aumentano quando è stanco, il fatto è che ultimamente è sempre stanco dopo poco che ha mangiato massimo un ora è già assonnato ma vuole giocare con la sua vivacità e tenerezza di sempre (è molto esuberante) però tende a stancarsi sempre più e così poi emergono i capricci che fa soprattutto quando usciamo, lui adora uscire e quando è fuori è felicissimo ma appena arriva il momento di tornare a casa, che sia presto o tardi, inizia lo strazio dei capricci..ora quasi ogni volta che usciamo..a volte riesco a distrarlo a volte è impossibile.

    Le ho provate tutte, a non dar peso alla cosa,ad ignorare i pianti e distoglierlo, a farmi vedere contrariata, a spiegargli che non c'è nulla di cui disperarsi che è il momento di rincasare ma poi riusciremo ancora, che andiamo a riposare ecc proprio tutte le ho provate, prima si calmava con qualcosa da mangiare ma non può essere una regola (non posso premiarlo se fa qualcosa di sbagliato e poi non credo funzionerebbe nemmeno più) si calma quasi sempre se lo consolo e abbraccio ma non posso tornare a casa con lui in braccio per tutto il tragitto è diseducativo e poi non ce la faccio fisicamente (anche se vorrei pur di non sentirlo così).
    Non mi faccio vedere affranta perchè temo poi lo veda come un incoraggiamento però dentro di me mi spiaccio perchè non è il solito Andrea, e vedo che questo crea disagio anche a lui, lo strema.


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    Ho pensato che se uscissi subito dopo colazione quando ancora non è stanchissimo le cose andrebbero meglio ma devo essere flash per fare tutto da sola e poi non so se funzionerebbe, prima per evitare i capricci se lo vedevo già un po stanchino limitavo il tempo di uscita magari si faceva un giretto più spesso ma più breve, a volte non facendolo correre troppo e tenendolo di più sul passeggino, ora tutto questo non serve, fa i capricci lo stesso e il passeggino è un optional, non ama starci e vuole camminare da solo caricandosi ancor più di stanchezza. Ci sono dei giorni (magari dopo che è stato male per un influenza e quindi è più fragile) in cui fa i capricci per tutto, se gli cade un gioco, se non può uscire, se gli si vieta qualcosa..un disastro. Pensare che era un bimbo che non piangeva mai. E anche adesso quando è nelle sue dimensioni serene e noi genitori col lui a relazionare e giocare è il tenerissimo di sempre, estremamente affettuoso (non fa che darmi baci), ride tanto tanto, apprende tutto in fretta (a parte parlare che in quello è assai indietro), è scherzoso e proprio non diresti che è un bimbo capriccioso.

    Può incidere il fatto che non sta molto con i suoi coetanei? All'asilo ancora non va e non ha molti amici, quando esce andiamo al parco e di bimbi ce ne sono ma non sempre ha occasione di passare molto tempo con loro, sta quasi sempre solo con noi (mamma e papà), forse gli manca questo stimolo identificativo?....è che finchè non va all'asilo non è facile incontrarsi con le altre mamme ognuna presa dalle proprie faccende (con l'inverno poi) e ai parchi giochi quando va si becca spesso qualche virus e quindi è costretto a stare in casa con me. Dice che può influire questo suo stare troppo con i grandi? Cosa posso fare per i capricci?
    La ringrazio infinitamente e mi scuso di cuore per il mio prolisso scrivere.
    Isabella


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    Cara Isabella,
    quando si è madri, spesso e volentieri ci si sente delle pessime madri.
    Sapesse quante volte capita a me!!!
    La pedagogia, così come la psicologia, sono utili per seguire una strada e arrivare lontano...ma con i figli è tutto diverso!!! perchè quella strada va percorsa giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto e le decisoni devono essere prese qui e ora e non si può stare a ponderare come sto facendo io con lei adesso...
    ordunque, io penso che il suo piccolo andrea faccia i capricci perchè è un bambino di due anni che attraversa la fase dei terrible two's, i terribili due anni, penso che abbia una sorta di regressione per il pancione ma, soprattutto, penso che sia così intelligente da aver capito come far breccia nel cuore della sua mamma per ottenere ciò che vuole!!!
    E dunque, lo so che è difficile mettere in pratica ciò che le suggerisco, ma almeno provi. Siccome, per 95 volte su 100, i capricci sono una richiesta d'attenzione, quando piange disperato e si contorce come se avesse visto il film dell'esorcista, lei cambi stanza e lo chiami dicendo "guarda che bella questa cosa che ha mamma!!!!(un biscottino, una caramella, un succo di frutta)" ora: se lui smette immediatamente e viene, il suo capriccio è evidente, se lui non smette e continua, non accorra ma perseveri. Che motivo ha un bambino di fare una scena simile se nessuno lo guarda???!!!



    Lo stesso sistema può adottare nelle uscite. Mettete una caramella sul tavolo (o un cioccolatino o, comunque, "una cosa bella") e se il bimbo fa storie nel rientrare a casa, lei gli ricordi che sul tavolo c'è qualcosa che lo attende.
    Non pensi che la stanchezza sia l'unica causa, sicuramente accentua il capriccio ma non è sempre stanchezza.
    Vedrà che se lei rimane ferma nelle sue posizioni, ignorando il capriccio (ma non il bambino perchè lei cambia stanza ma lo chiama) molto presto le cose miglioreranno.
    Mi faccia sapere presto
    un abbraccio fortissimo

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    1
    Commenti

    elef domenica, 31 ottobre 2010

    Che fare?

    capisco benissimo!!!! Anche io ho un piccolo terremoto che ha appena compiuto due "terrible" anni ed è in piena fase NO.Si oppone ad ogni regola e, anche semplici routine quotidiane come lavarsi i dentini, diventano faticose e a volte impossibili. Sono un'insegnante di scuola primaria e, francamente, quando finisco di lavorare avrei bisogno di quel riposo, seppur breve, che non ricordo proprio più.

    n° 1
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