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I capricci. Impariamo a gestirli

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I capricci dei bambini sono un momento delicato per i genitori. Ecco le cause e qualche consiglio su come affrontarli

Capricci

Affrontare i capricci dei propri figli è un momento delicato per i genitori. I bambini al di sopra di 2 anni, possono iniziare a manifestare comportamenti complessi da gestire.

Il capriccio, a volte può nascondere un disagio, un bisogno che il bambino sente ed esprime in questo modo. A volte è un modo per esprimere i propri confini nella relazione con i genitori e quindi “esercitare il loro potere”. Gestire scoppi d’ira, rabbie dei bambini, comporta una capacità da parte del genitore di fronteggiare le proprie reazioni. E' importante aiutarlo a calmarsi, coccolarlo, perché il cervello a volte entra in tilt. La parte emozionale del bambino è in via di sviluppo e quindi i genitori devono essere coscienti di questi cambiamenti di comportamento.

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A volte i bambini attraverso il capriccio entrano in un circolo vizioso. Occorre aiutiarli ad uscirne, calmandoli e non cedendo alle loro richieste “esagerate” che alimentano le bizze. Inoltre può succedere che i bambini entrino in un capriccio sterile. In questo caso cerchiamo di ascoltare le sue richieste, affrontandolo con serenità. Il capriccio è una tappa evolutiva del percorso del bambino, è un modo per esprimere la sua indipendenza, il suo desiderio di controllare lo spazio all’interno dell’ambiente famigliare.

Capricci nei bambini, significato

Le cause che scatenano un capriccio possono essere diverse: disagio in famiglia o fuori, parte emotiva del cervello non ancora sviluppata, genitori stressanti. A volte anche un’alimentazione troppo ricca di zuccheri può scatenare questi comportamenti. Il capriccio è pertanto un elemento nella crescita del bambino; è necessario essere attrezzati emotivamente ad affrontare la situazione. Se un bambino non facesse mai capricci, sarebbe subordinato all’ambiente e privo della capacità di esprimere la sua personalità. Il capriccio entro i due anni è un passaggio, gli inglesi lo chiamano “temper tantums”, ovvero bizze, scatti d’ira che il bambino affronta a quest’età, in modalità diverse, ma con cui i genitori si ritrovano a dover fare i conti.

Dare senso a questi momenti, valutarli e gestirli, è una fase importante che i genitori devono impegnarsi a superare. Bigona evitare che il bambino cadi in un circolo vizioso, vittima del suo stesso capriccio, in “trappola della sua stessa rabbia”. Non ci sono regole, ricette per questa situazione, tuttavia l’ascolto e mantenere la calma sono fondamentali. L’osservazione dello scatenarsi di queste  “emozioni” è importante per i genitori, perché permette di valutare lo sviluppo emotivo del bambino. Affrontare i capricci, aiutarli a costruire insieme i confini delle relazioni, tollerare le frustrazioni, ascoltare e capire il bambino e i messaggi che ci lancia.

A cura della Dott.ssa Cristina Savatteri

Psicologa e Psicoterapeuta, Milano

  • Per informazioni contattare: cristisava@libero.it
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