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Le feci dei bambini. Quando preoccuparsi

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La pediatra ci spiega perché il colore e la consistenza della cacca sono degli indicatori preziosi della salute del bambino. Cinque regole importanti da seguire per non allarmarsi senza motivo

Colore della cacca dei bambini

Tra i vari compiti di neogenitore c’è quello di controllare i vari colori della cacca del proprio bambino. Infatti, una volta che il neonato si libera del meconio, tutte le sfumature di giallo, marrone e persino verde devono essere considerate normali: dal giallo oro, il colore della cacca di un bimbo che viene allattato al seno, fino al giallo canarino con un po’ di verdino del bimbo allattato con formula, per poi si arricchirsi di altre sfumature, quando si introducono i cibi solidi o quando raffreddore e catarro fan produrre quantità industriali di muco colorato.

Le feci sono gli scarti di quello che mangiamo e dalla loro osservazione e analisi possiamo riconoscere molti dei problemi dell’intestino e degli organi che hanno il compito di assorbire i nutrienti. Ne consegue dunque che la cacca è un indicatore prezioso della salute del piccolo e anche dell’adulto. Le feci possono avere caratteristiche molto differenti a seconda del tipo di alimentazione del bambino, a seconda del tipo di alimentazione della madre, a seconda della flora batterica intestinale.

Perchè il bambino si rifiuta di fare la cacca?

Le feci dei bambini vanno sempre osservate durante il cambio, in modo discreto e senza la fobia di voler ad ogni costo vedere qualche cosa di anomalo. Non si deve fare una malattia per la cacca che oggi è diversa da quella di ieri. Guardarla, osservarla ci consente di capire immediatamente se c’è qualcosa che non va e specie quei disturbi che compromettono l’efficacia del nutrimento e quindi la crescita del piccolo.

  • Regola numero 1: Non fatevi ossessionare dalla cacca

Non è peggiore di altre ossessioni, come il sonno, la pappa, il pianto, ma semplicemente ricordatevi che per un bambino piccolo è normale fare la cacca ogni tre giorni e ci sono bambini che non fanno la cacca anche per più giorni, questo può accadere , ma non deve essere vissuto come dramma.

  • Regola numero 2 : Controllate, ma senza esagerare

Controllate lo stato della cacca, la consistenza, il colore, il peso specifico ogni volta che la fa, ma senza esagerare. Le feci possono cambiare da evacuazione a evacuazione, quindi prima di allarmarvi perché ha la diarrea o perché fa la cacca troppo dura, aspettate che la rifaccia e poi confrontatevi con il Pediatra.

Ci sono alcuni consigli pratici che possono risolvere la situazione senza nessun ulteriore intervento: il primo è cercare di fargli bere molta acqua, specie nella stagione estiva, e poi dargli da mangiare alimenti restringenti o lassativi a seconda del suo problema.

Colore delle feci

Uno degli indicatori principali è il loro colore. Il colore delle feci dei bambini ci dà molte informazioni, ma va tenuto conto che le differenze sono conseguenti a seconda che il piccolo sia allattato al seno: le feci sono solitamente molli e di colore variabile tra il giallo e il verde; artificialmente le feci sono di colore marroncino; in fase di svezzamento o più grandicello, esse appaiono più abbondanti, compatte e più scure.

Feci che tendono al colore verde

Se consistenza e numero di scariche è la solita allora è tutto nella norma. Nel lattante, se questo colore fecale è associato a diarrea, può trattarsi di gastroenterite acuta. Nei bambini già svezzati è possibile che questa colorazione sia dovuto alla sua alimentazione come per gli spinaci, piselli, zucchine…

Le cause patologiche possono essere:

  • Intolleranza o allergia
  • Infezione intestinale

Le cause non patologiche:

  • Svezzamento
  • Dieta materna ricca di latticini
  • Dieta materna ricca di clorofilla
  • La madre assume integratori di ferro in eccesso
  • Dentizione in atto

Se le feci presentano residui di cibo non è un problema, non si interviene, è tutto fisiologico, e succede molto spesso se mangiano pomodori crudi, piselli, carote e la consistenza può essere molle e con del muco. Questo perché i bambini, a differenza dell’adulto, hanno un transito intestinale accelerato e i batteri che dovrebbero digerire le fibre non hanno il tempo di svolgere il proprio lavoro e quindi vengono emessi con le feci a pezzi.

Feci di colore chiaro

Se poi le feci sono chiare e hanno aspetto untuoso rivelano una presenza anomala di grassi non assorbiti, che conferiscono un carattere scivoloso e lucido, come se il materiale fecale fosse ricoperto da uno strato di cera. Si tratta di una situazione che, se si fa cronica, si associa a una ridotta crescita del bimbo e denota l’incapacità dell’intestino di assimilare le sostanze utili contenute nei cibi. Se le feci hanno filamenti biancastri questo è muco, sostanza gelatinosa prodotta dalle ghiandole mucosali del digerente e dell’apparato respiratorio, con funzione di difesa, in quanto serve a intrappolare ed eliminare possibili germi nocivi. La sua produzione aumenta in presenza di infezioni o condizioni irritative, come la tosse che da secca diventa poi catarrosa, una gastroenterite, una colica addominale, una irritazione o una infiammazione a livello intestinale.

Feci di colore rosso

Se presentano del sangue rosso vivo sotto forma di striature o piccoli coaguli, vuol dire presenza di un piccolo gemizio ematico nel tratto più basso dell’intestino, probabilmente conseguente, nel bambino stitico, alla presenza di una emorroide, cioè dell’aumento di volume di uno o più vasi venosi in prossimità dell’ano e per cui il passaggio delle feci, particolarmente dure, determina l’irritazione della mucosa con il rischio di sanguinamento. Molte volte si associa a una sensazione di bruciore che blocca le evacuazioni successive del bambino, innescando così un circolo vizioso che peggiora la stitichezza. Oppure il sanguinamento è indicatore della presenza di una ragade anale che sanguina durante la defecazione.

Se le feci sono di colore scuro, nere, catramose, a fondi di caffè, vuol dire che nell’intestino c’è una grande quantità di sangue, per esempio a seguito di un’abbondante epistassi. Se la causa è nota basta tenere sotto controllo le feci, che dovrebbero rapidamente cambiare di aspetto nelle successive evacuazioni; se non vi sono ragioni apparenti che spieghino il fenomeno oppure se al bambino erano già state diagnosticate anomalie o malattie a carico dell’apparato digerente, come per esempio un reflusso gastroesofageo, bisogna contattare il pediatra.

Regola numero 3 : il sondino per stimolare la cacca non è sempre la regola

Perché usarlo spesso per stimolare la cacca del piccolo può indurlo a diventare pigro e non fare più sforzi per fare la cacca. E anzi: il bimbo aspetterà che siate voi a stimolarlo. Molto meglio un massaggio con l’utilizzo di alcune gocce di Olio di ricino in ombelico, che viene assorbito, e con ciò che rimane procedere al massaggio in senso orario.

Regola numero 4 : Lo svezzamento modifica le feci

lo svezzamento modifica la produzione e la consistenza della cacca, l’odore diventa con i giorni più intenso e marcato.

Regola numero 5 : Non allarmatevi se il culetto è rosso

La cacca può arrossare il culetto e anche le parti intime davanti dei bimbi, vulva e pene. Se questo si manifesta una crema grassa che li rinfreschi, preferibilmente naturale come l’Aloe Vera, se è estate lasciateli senza pannolino e cambiateli spesso cercando di non lasciarli sporchi, sono la regola e il rimedio più adatto.

Anche i pannolini hanno la loro importanza, non sono tutti uguali, non si dovrebbe cambiare la marca del pannolino solo per il costo e allora vi suggerisco di ricercare quello più adatto al vostro bimbo. Non sottovalutate mai un arrossamento che potrebbe diventare una cosa seria con una candida. Per una mamma la cacca non è assolutamente un problema, anzi: la cacca del proprio bimbo è sempre fonte di orgoglio, enfatizzata in questa bella poesia:

Sento che qualcosa sta spingendo nella pancia

forse un ippopotamo o forse il re di Francia

o un gran bastimento che dall’argine si stacca

forse forse forse…

è la mia cacca…

La Cacca di Roberto Piumini

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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