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È nato! Da chi ha preso? I biotipi costituzionali di Sheldon

Geneticamente il bambino eredita il 50% del corredo cromosomico materno e il 50% di quello paterno, ma vediamo come inquadrare le caratteristiche del nascituro partendo dagli studi di William Herbert Sheldon

BIOTIPI COSTITUZIONALI - Già dalla nascita amici e parenti cercano di scoprire per primi le somiglianze del piccolo rispetto all’intero albero genealogico familiare. Man mano che cresce e spuntano i primi lati del carattere questo gioco di associazioni continua, soprattutto nella coppia di genitori, che finiscono per associare i difetti del loro figlio al partner (e a tutti i suoi antenati) e i pregi a loro stessi! Ma cosa accade veramente?!

Geneticamente il nostro bambino eredita il 50% del corredo cromosomico materno e il 50% di quello paterno, ma oggi proponiamo un modo diverso per inquadrare le caratteristiche del nascituro partendo dagli studi di William Herbert Sheldon.

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Medico e psicologo statunitense intuì che in ogni individuo vi siano stati in epoca prenatale percentuali differenti di sviluppo dei tre foglietti embrionali (endoderma, mesoderma ed ectoderma). Alla fine della gastrulazione, intorno alla terza settimana di gravidanza, questi tre foglietti sono pronti per formare gli organi, difatti dall’endoderma derivano l’apparato respiratorio, il tubo digerente, il fegato e le vie biliari, il pancreas e parte dell’apparato urinario; dal mesoderma originano l’apparato muscolo scheletrico, il sistema cardiocircolatorio e il derma, mentre dall’ectoderma nascono l’epidermide e gli annessi cutanei, i rivestimenti epiteliali della bocca, delle fosse nasali,delle vie lacrimali, della cornea, della congiuntiva, del retto, la midollare surrenale, lo smalto dentale e il sistema nervoso.

In base alla preponderanza di un foglietto sugli altri, Sheldon definì tre biotipi costituzionali: l’endomorfo, il mesomorfo e l’ectomorfo.
Contestualizzando queste caratteristiche nella vita quotidiana possiamo così ottenere una chiave di lettura diversa per comprendere i nostri figli.

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Il bambino endomorfo è un bambino con un bell’appetito, una buona capacità digestiva ma un metabolismo lento, tendente a coliti e stitichezza. Caratterialmente è allegro, bontempone, socievole, comunicativo ed estroverso. È molto tollerante e con una bassa soglia di aggressività, tendenzialmente pigro e poco assertivo. In esso prevale l’emotività sulla razionalità. Fisicamente ha una statura medio bassa, è prevalentemente tondeggiante con un ossatura robusta. Da adulto il viso conserverà un aspetto infantile con la testa tonda e larga con predisposizione alla calvizie, l’addome pronunciato in quanto è predisposto all’accumulo di lipidi, con conseguente obesità ginoide e flaccida. Sotto il profilo patogenetico ha una reattività immunitaria torpida e si ammala con frequenza. È maggiormente predisposto alle malattie cardiovascolari e al diabete di tipo II, ma non risulta incline all’osteoporosi.

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Il bambino mesomorfo si caratterizza per l’impulsività, l’energia, il movimento, il gusto per l’avventura e la sfida. È coraggioso, diretto, sportivo, poco sensibile al dolore, aggressivo, competitivo con tendenza alla dominanza, al controllo e alla possessività. Sarà un adulto dalla corporatura massiccia, con uno scheletro sviluppato, muscoli ben definiti e una pelle compatta, la postura dritta con spalle più ampie rispetto alla vita, testa ovale con capelli grossi e folti e pelle spessa con una pronunciata distribuzione di peli.
Ha un metabolismo veloce e quindi bruciando molte calorie non accumula adipe.
È maggiormente predisposto all’insufficienza tiroidea, alle allergie e alle malattie cardiovascolari.

Nel bambino ectomorfo predomina l’introversione, la timidezza, la concentrazione e la riflessione. Ha la tendenza a chiudersi in se stesso, è ipersensibile e diventerà una persona riservata. È molto intelligente con tendenza alla razionalità piuttosto che all’emotività. Sarà un adulto di corporatura longilinea con arti lunghi e sottili, torace schiacciato, dentatura molto sviluppata e capigliatura folta. Rispetto agli altri biotipi l’ectomorfo è meno predisposto alle patologie cardiovascolari, ma in compenso è più predisposto all’osteoporosi, all’Alzheimer e alle patologie delle vie biliari.

È utile sottolineare che in natura non esistono individui “puri” ma ricchi di sfumature. Ad esempio si può essere razionalmente ectomorfo con un intestino endomorfo e una corporatura mesomorfa…
Insomma… avete riscontrato nei vostri figli, amici, parenti o in voi qualche somiglianza ai biotipi descritti? 

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Riconoscere nel proprio figlio queste caratteristiche può tornare utile al fine dell’educazione e dello sviluppo del bambino. Ad esempio se si riscontrano caratteristiche mesomorfe nel proprio figlio, quindi un bell’appetito, sedentarietà, si può intervenire sapendo che la tendenza del proprio figlio è quella di ingrassare. Oppure se nostro figlio preferisce tirare calci ad un pallone piuttosto che stare seduto a studiare possiamo comprendere che è “geneticamente” predisposto per le attività fisiche e che sarebbe frustrante per lui imporgli di essere diverso, quindi un atteggiamento positivo potrebbe essere quello di riconoscere le sue qualità ed incoraggiarle. Infine se nostro figlio è timido, introverso, che fatica a socializzare e preferisce leggere o disegnare piuttosto che correre in giardino, prima di entrare in paranoia pensando di avere un figlio “problematico”, possiamo ipotizzare che abbia una predominanza ectomorfa e che semplicemente preferisca queste attività ad altre più movimentate

a cura di

Rita Ciaravola, Fisioterapista

Contatti: ritaciaravola@libero.it


COME CREARE ALBERO GENEALOGICO (FOTO)


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