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Bilinguismo in famiglia e corsi di inglese per bambini piccoli (Milano)

Bilinguismo: quali i vantaggi e come introdurlo sui bambini piccoli? Giocando, imparando insieme ad una persona cara e leggendo libri imparare una lingua straniera è più facile

Per molti anni, il pregiudizio per cui la esposizione di un bambino piccolo a due o più lingue contemporaneamente fosse dannosa è stata molto diffusa. Oggi, fortunatamente, non solo ci si è ricreduti sui presunti danni del bilinguismo, ma addirittura se ne riscontrano benefici a livello neuronale.
Del resto, oggi, anche la società italiana ci mostra svariati esempi di perfetto bilinguismo nei bambini appartenenti alle famiglie immigrate, esattamente come molti anni fa alcuni tra i nostri nonni erano perfetti esempi di bilinguismo italiano-dialetto.


La società monolingue è in effetti un esempio quasi minoritario nel mondo e nella storia, che documenta moltissimi
esempi di società che usano una lingua per la comunicazione familiare e una per quella ufficiale, una per il commercio e una per la cultura....
 
Il bilinguismo infantile, ovvero l’esposizione sistematica e costante sin dall’infanzia, è per tanti versi auspicabile non solo per l’efficacia (fortunatamente si può acquisire una competenza quasi bilingue anche imparando le lingue da grandi), ma anche per la facilità con cui i bambini imparano le lingue, data soprattutto dalla plasticità del cervello infantile e dalla libertà dell’apparato fonico, ancora non legato ai suoni della madrelingua ma “aperto” alla ben più ampia gamma di suoni che si ritrovano nella lingua nel mondo ma non nell’italiano (noi siamo sfortunati da questo punto di vista, perché l’italiano è una lingua povera di suoni: per questo comprendere e parlare correttamente altre lingue è per noi una sfida ben più difficile rispetto, ad esempio, ai polacchi o i russi, che hanno un sistema fonologico assai più articolato nella propria lingua madre). I bambini che, per famiglia o situazione ambientale, sono naturalmente esposti a più lingue, le impareranno senza alcuna fatica o confusione, anche se non viene seguito alcun metodo per insegnare loro il secondo o terzo idioma.
 
Tuttavia, se l’obiettivo è in qualche modo non “naturale” (ad esempio, insegnare l’inglese ad un bimbo piccolo in seno ad una famiglia italiana in  un contesto sociale italofono), lo sforzo dovrà essere notevole. E’ indispensabile che il bambino percepisca l’utilità della lingua nel contesto della sua vita quotidiana, altrimenti il cervello (che tende naturalmente all’economia di sforzo) non la imparerà. L’unico modo per fargli percepire questa utilità e fare in modo che lui parli questa lingua con qualcuno per lui affettivamente importante, come i genitori, i nonni, una tata veramente affezionata. Mamma e papà, o i nonni, specie nella prima infanzia, sono i migliori interlocutori del bambino.
 

In compagnia di una persona cara, il bimbo impara meglio perché con lei è abbassato il filtro affettivo ovvero quella barriera fatta di stress e timore di essere giudicati che rende meno efficace l’apprendimento, ed è invece alta la motivazione al gioco e alla complicità, i migliori alleati dell’imparare. Inoltre,  è necessaria la costanza: l’impegno dell’insegnamento di una lingua si prolunga per anni, e deve essere portato avanti tutti i giorni, per un numero congruo di ore settimanali.


La stimolazione attiva (il canto battendo le mani, la lettura insieme, la conversazione se il vostro livello di inglese è alto) deve completare l’esposizione passiva (l’ascolto di musica e tv), in modo da attivare e memorizzare il vocabolario acquisito.

Consiglio alle mamme alcuni materiali di facile reperimento, che normalmente sono graditi ai bambini piccoli:
 
Ladybird: svariati libri di questi libri sono facilmente reperibili nelle librerie italiane e sono bellissimi,
in particolare le serie dedicati alle nursery rhymes and bedtime rhymes (canzoni dei bambini e canzoni della buona notte). Alcuni libri della collana ladybird sono reperibili anche su Amazon
 
Assimil: le prime canzoni in inglese allegro e divertente, adatto per bambini dagli zero fino ai 6 anni
 
Oltre ai libri e ai cd, c’è poi su internet tutto un mondo di podcast, filmati you tube e siti che mettono a disposizione molte risorse gratuite. Nel prossimo articolo, proviamo ad esplorarne alcuni insieme.
 
Autore: Claudia Adamo, direttore della scuola di inglese per bambini Open Minds
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