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Uno smartphone per i nostri figli? Sì, ma con le istruzioni per l’uso

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Sempre più bambini e adolescenti chiedono in regalo uno smartphone, è giusto accontentarli? Pepita Onlus ci dà alcune regole semplici ed efficaci per un utilizzo consapevole dei cellulari e del web

Come far utilizzare lo smartphone ai bambini

Questo Natale vostro figlio come regalo vi ha chiesto uno smartphone? Non temete, è normale, anzi un vero classico. Basta guardarsi intorno e soffermarsi ad osservare le abitudini dei nostri ragazzi "nativi digitali": recuperano i compiti via chat, si scambiano impressioni, tessono relazioni attraverso WhatsApp e sono sempre connessi.

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È di qualche giorno fa la notizia che l’Unione Europea ha innalzato l’età per registrare un profilo FaceBook, Snapchat o Instagram, o attivare un account Gmail, da 13 a 16 anni, lasciando tuttavia alle singole nazioni la possibilità di decidere se lasciare il limite attualmente in vigore.

Pepita Onlus, che si occupa di sensibilizzare ad un corretto uso dei social network, nel corso di alcuni laboratori ha rilevato che, su un campione di 4000 ragazzi tra i 12 e i 14 anni intervistato dagli operatori, ben il 95% ha un profilo social (Instagram, Snapchat, Facebook), l’85% ha mentito circa la propria identità su internet, il 98% ha un cellulare che si collega a internet, il 70% naviga senza il controllo dei genitori, il 99 % usa WhatsApp, vi accede più volte al giorno e talvolta resta online oltre le 22:00.

Bambini e smatphone: le regole per un uso sano

È evidente come ci sia un gap culturale tra adulti e ragazzi "web native", ma a sorprendere è soprattutto il fatto che la punizione più diffusa tra i genitori sia il divieto assoluto - per giorni, settimane o addirittura mesi - di utilizzare lo smartphone che loro stessi hanno regalato. Una punizione inutile, dato che i nostri figli già convivono con smartphone, iPad e altri strumenti digitali ed è impossibile offrire loro un contenimento. L'unica soluzione possibile è condividere con loro alcune regole fondamentali, basate sulla fiducia reciproca e sull’attivazione del senso di responsabilità:

  1. Connessione sì, ma a tempo, un tempo stabilito dai genitori in famiglia, per tutti, adulti e ragazzi
  2. #parlachetipassa, ascoltiamo i nostri figli, diamo loro tempi e spazi per raccontarsi e raccontarci anche ciò che li ha feriti o resi tristi
  3. #suinternetèpersempre, ricordate loro che tutto ciò che viene pubblicato sul web resta, per questo devono essere consapevoli di ciò che postano o condividono per capire le conseguenze

Anche Giancarlo Barbàra, papà, e comico di Colorado, il popolare show televisivo, ha voluto gettare la maschera per un minuto e contribuire con un video che potete vedere qui sotto a sensibilizzare famiglie e ragazzi sull’importanza di percorrere fianco a fianco un cammino per capire insieme i pregi e le insidie della rete. Internet è una grande opportunità per reperire informazioni, fare ricerche, studiare e divertirsi, ma resta un universo infinito, dove convergono amici e parenti, ma anche sconosciuti.

Per sostenere questo processo di apprendimento, Pepita Onlus ha dato vita a numerosi progetti mettendo a disposizione di tutti #iocliccopositivo, una sezione del sito, dove trovare un sostegno reale e concreto, in un linguaggio semplice e diretto, che permette di leggere, guardare e scaricare materiale utile per orientarsi nella rete senza finire come pesci fuor d’acqua.

Pepita, La Bottega dell'Educare opera su tutto il territorio nazionale con interventi specifici in centri di aggregazione, oratori e società sportive, per sostenere i giovani nella crescita e prevenire manifestazioni di bullismo e cyberbullismo. Ha stretto partnership importanti con "agenti educativi" autorevoli, come Fondazione ATM, AC Milan e Google, fino a incontrare oltre 10.000 ragazzi in meno di un anno.

 

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