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Bambini maleducati a scuola ma angeli in casa, perché?

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La psicologa risponde ad una lettera di una mamma e ci spiega perchè alcuni bambini sono maleducati a scuola, ma angeli in casa

Differenze comportamentali nei bambini

Può capitare che un bambino che si comporta in modo irreprensibile tra le mura domestiche, diventi una peste in altri contesti. Ma perchè? La psicologa risponde ad una lettera di una mamma e ci spiega perchè alcuni bambini sono maleducati a scuola, ma angeli in casa.

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"Gentile dottoressa, ho due figli, un maschietto di 4 anni e mezzo ed una femminuccia di 3. Entrambi vanno all' asilo e devo dire in tutta onestà che non mi hanno mai dato troppi grattacapi! Il problema di fondo è il mio, comunque, ultimamente a scuola hanno atteggiamenti insoliti, lanciano il cibo, muovono le mani, si alzano in mensa ed altre stupidaggini che però a casa non si permetterebbero mai di fare, ma soprattutto sono immuni ai richiami delle maestre. Oggi una di loro mi ha fermato dicendomi che non sa più come fare e chiedendomi di intervenire in qualche modo! Li ho sgridati e messi in castigo (niente cartoni delle nanne né pranzo né cena)...non nego di aver tenuto anche un po’ il muso...so che non va bene ma proprio ero delusa e anche sorpresa. Tanti si complimentano dicendomi che i miei figli sono davvero ubbidienti...io penso che in realtà siano rassegnati!! Può essere che io sia troppo rigida e che quindi fuori di casa si sfoghino?

Educazione, dare regole e divieti fa bene al bambino

Può essere che non abbiano avuto problemi di inserimento né mai una storia per andare a scuola perché in realtà non mi sopportavano più? Ho paura di giustificare l’ educazione rigida con i risultati che ottengo, che a me servono e mi consentono di fare minor fatica nelle abitudini quotidiane ma a loro servono? Non ho problemi per le nanne, si addormentano da soli nel loro letto dopo fiaba e ninna. Mangiano, quello che c’è anche se non è il loro piatto preferito, a tavola insieme a noi. Entrambi hanno tolto il pannolino senza strascichi o particolari traumi. Si vestono, si lavano e mettono giacca e scarpe senza problemi quando è ora di uscire Camminano per strada vicino a me e non scappano troppo lontano nei supermercati. Salutano, non toccano gli scaffali. Insomma sono bravi, a parte capricci e problemi dell’ entità di quelli di oggi. Ma è giusto che lo siano? E’ giusto che imparino a fare qualcosa o per un premio o per una minaccia? Ma per LORO, va bene così?? Perché per me di certo si però.. "

Ogni famiglia ha un proprio stile educativo ma, tendenzialmente, ogni regola trasmessa ha la funzione di limitare il caos e creare ordine, fornisce sicurezza e permette l’adattamento alla vita sociale e alle relazioni. Nella crescita, la coerenza tra ciò che viene richiesto dal genitore e il suo comportamento è importante per stabilire dei confini specifici nel contesto in cui si vive. La costanza, inoltre, diviene fondamentale per dare un riferimento chiaro sul tipo di atteggiamento che va assunto in particolari circostanze.

È così che i bambini comprendono i vari ruoli e imparano a rispettare l’autorità, definita anche attraverso la differenza generazionale con i propri educatori. Spesso i genitori riescono nel loro intento, ma le difficoltà nascono quando non ci sono..

Come è possibile che i bambini possano assumere un comportamento diverso tra casa e scuola?

Può capitare che un bambino che si comporta in modo irreprensibile tra le mura domestiche, diventi una peste in altri contesti. A scuola, le maestre sono spesso in difficoltà poiché le condotte problematiche di alcuni bambini, soprattutto in merito agli altri compagni o al rispetto delle regole di comune convivenza, diventano seriemente difficili da gestire.

I genitori rimangono basiti su quanto emerge in questi contesti proprio perché conoscono la capacità del proprio figlio di essere educato e integerrimo. Ma perché? Un bambino tendenzialmente immaturo ha difficoltà a relazionarsi ai suoi coetanei poiché non è stato educato a farlo. Gli sarà più semplice ripercorrere le direttive genitoriali per imitazione, ma non saprà cosa fare quando il papà o la mamma non sono presenti. In questo caso, per esempio, può essere che le regole domestiche siano troppo rigide e non permettano al bambino di poter scegliere liberamente come comportarsi.

Come trasmettere il rispetto ai figli

Fornire un’educazione, infatti, non significa soltanto imporre un modo di fare, ma dare delle spiegazioni sulla sua funzione così da evidenziare il “giusto” e favorire la sua interiorizzazione “trasferendo – cioè - un’esperienza all’interno della propria coscienza”. Questo permette di acquisire maggiore consapevolezza sulle possibili conseguenze di un particolare atteggiamento e fare in modo che il piccolo, crescendo, assuma un modo di agire più responsabile.

Un altro caso riguarda l’assenza di direttive specifiche nel contesto scolastico nel quale il bambino non riconosce la figura autorevole e per questo non la rispetta. E qui, è importante spiegare e far comprendere che, al di fuori del contesto casa, esistono altre figure di riferimento che hanno cura della loro educazione: le maestre. Queste ultime possono avere difficoltà a contenere il comportamento intollerabile di alcuni alunni poiché non hanno chiaramente definito il proprio ruolo e la mansione specifica, pertanto, non vengono riconosciute nella loro persona tutte queste caratteristiche.

Altre situazioni sono legate ai disturbi dell’apprendimento chiaramente evidenti a scuola piuttosto che a casa. Questo malessere può essere associato all’ipercinesia e, la possibilità di riconoscere queste problematiche, emerge soltanto quando il bambino si accosta per la prima volta alla scrittura e alla lettura, quindi intorno ai 5-6 anni d’età.

E’ bene quindi richiedere l’intervento di un professionista o di un ente specifico che possa fare delle valutazioni accurate.

Qualche consiglio..

Il modo più diretto per riuscire a comprendere cosa succede in questi frangenti è proprio quello di parlare con i propri figli del loro stato emotivo in modo tale da comunicare e condividere apertamente una possibile situazione di disagio. L’osservazione e il confronto con le maestre o eventualmente con altri genitori è un altro elemento che permette di acquisire elementi per definire la fonte del disagio e intervenire attraverso uno specifico contenimento.

Allorquando un bambino comincia a trasferire all’esterno le regole e l’educazione interiorizzate, cogliendo l’aspetto fondamentale che le stesse hanno un eguale utilizzo in qualsivoglia contesto sociale e relazionale, il suo comportamento tenderà ad essere più coerente e organizzato.

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