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Quando i bambini crescono: 5 cose che nessuno ti dice!

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Quando i bambini diventano grandi le mamme non sono sempre pronte ai cambiamenti che ci saranno. Ecco le 5 cose che nessuno ti dice sulla transizione da bambini a ragazzi che spesso coglie impreparate le mamme

Quando i bambini diventano grandi

Dopo 5, 6 anni o anche prima dall’ultima gravidanza, inizi a godere di una sorta di stato di grazia: certo, ci sono comunque i capricci immotivati, le lamentele gratuite, le testardaggini che ti fanno, talvolta, ricorrere a poco montessoriane urla e minacce, ma in generale, senti di aver “svoltato”.

Ora sai come funziona. Conosci i tuoi figli, le loro aspettative, i loro specifici bisogni. Nella stragrande maggioranza dei casi riesci a prevenire il disastro prima che accada, e non avere più alle spalle notti in bianco e pannolini da cambiare aiuta. Sai quando essere severa e quando lasciar correre, hai messo i paletti giusti ma hai capito quando e come si può essere flessibili. Insomma, ti senti come quella che fa lo stesso lavoro da 10 anni nella stessa azienda e al netto di problemi e imprevisti, potrebbe farlo ad occhi chiusi. 

E quando non hanno più bisogno di noi?

Finché non arriva un nuovo capo che cambia completamente le carte in tavola. Bene, la stessa cosa succede coi figli. La transizione da bambini a ragazzini ti coglie impreparata: non sono ancora adolescenti, ma sono passati in un minuto dal farsi allacciare le scarpe a mandare sms agli amici. Amici che noi conosciamo solo di nome (forse).

  • Capire che non sono più bambini è… difficilissimo

I primi anni della genitorialità… beh, li conosciamo. Gioia estrema e stanchezza infinita; lacrime di gioia e dolore, sensi di colpa e di inadeguatezza, orgoglio e commozione. Non riusciamo ad immaginarci davvero il giorno in cui il nostro bambino riuscirà ad essere autonomo nelle sue cose. E quando il giorno arriva, è un brivido, ma è anche una botta di nostalgia non da poco. La sua prima infanzia non tornerà mai più.

  • Il contatto fisico è quasi azzerato

Il giorno prima ti chiedono “mamma, posso venire un po’ nel tuo letto”? Un contatto fisico quotidiano che diminuisce col tempo, ma si mantiene comunque molto frequente per tantissimi anni. Finché non arriva il giorno in cui iniziano a cambiarsi con le porte chiuse e a venire nel lettone non ci pensano nemmeno. Certo, c’erano volte in cui pregavi che questo giorno arrivasse. Ma ora quello stesso letto ti sembra così grande e vuoto.

Anche qui: ci sono stati giorni in cui li avresti sedati col cloroformio pur di evitare l’ennesimo "perché". Perché non posso mangiare il gelato ora. Perché devo mettere la maglietta brutta. Perché mi hai fatto proprio questa pasta. Perché mi hai fatto proprio questa sorellina (!) Ma forse è peggio quando le domande, semplicemente, cessano. Quello che ti fa impazzire è la certezza che ne hanno milioni in sospeso nelle loro piccole menti, ma non le rivolgono a te, che muori dalla voglia di lanciarti in modalità conferenza su qualsiasi tema stia loro passando per la testa.

  • Non siamo più divinità ai loro occhi

E la ragione per cui non ci rivolgono più milioni di domande è evidente: per anni siamo state il loro intero universo. Eravamo noi a decidere quando dovevano andare a letto e cosa dovevano mangiare, come dovevano comportarsi in pubblico o vestirsi; solo noi quelle capaci di dare loro conforto e protezione. Ora ci vedono sempre come persone speciali, ma umane. Come tutte.

  • Le persone che sono… ci stupiranno

Di fatto prima avevamo il totale controllo su di loro; sapevamo tutto ciò che facevano, cosa mangiavano, con chi parlavano, quali erano i loro personaggi preferiti e cosa li rendeva felici o arrabbiati. E mentre ci stupivano per come imparavano a crescere, oggi ci stupiscono perché esprimono lati caratteriali, passioni e interessi di cui non sempre siamo al corrente. Sono persone indipendenti da noi, esseri a se’ stanti, e se ci pensate ne è passato di tempo da quando erano nella pancia, ma è comunque uno shock, a cui dobbiamo fare fronte dando loro la maggiore libertà possibile pur mantenendo confini sicuri.

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