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Bambini che maltrattano gli animali: perchè accade?

Quando la violenza sugli animali arriva dai più piccoli. Stupore e amicizia, affetto e violenza. Spesso il maltrattamento degli animali operato da bambini può derivare da disagi sociali e malesseri familiari

Stupore e amicizia, affetto e violenza. Su questo e su altri elementi si basa il rapporto dei bambini con il mondo animale.
Qualche giorno fa rimasi sorpresa e non indifferente davanti alla scena di un bambino che con un bastone infastidiva un cucciolo di cane tanto piccolo che non riusciva a reagire. Mi è sorta spontanea la domana: “Perché?”.
Per giorni ho avuto davanti quella scena, da molti ritenuta banale al mio racconto, tanto da volermi documentare per trovare una risposta a quella domanda….
Ho riscontrato in più di un parere che il maltrattamento degli animali operato da bambini sin dai primissimi anni di vita può derivare da disagi sociali e malesseri familiari. Capita che, in preda alla rabbia, alcuni bambini diventino crudeli con gli animali soprattutto se indifesi (tagliare la coda alla lucertola, strappare le ali alle farfalle, dare fuoco alle formiche).

Pare che questo aspetto non debba mai essere sottovalutato perché se è vero che non tutti coloro che nell’infanzia hanno maltrattato gli animali sono crudeli con gli esseri umani o continuano ad esserlo con gli animali, è però altrettanto vero che uno studio di T.M. Achenbach e F.R. Ascione pare abbia dimostrato che un numero significativo di adolescenti con problemi psicologici provavano piacere nell’infanzia a tormentare gli animali.
elfen10La violenza sugli animali può quindi essere conseguenza di una semplice competizione tra bambini oppure il desiderio di fare del male deriva dall’odio nei confronti di adulti violenti. Non potendosi riversare sull’adulto, l’odio e la frustrazione si orientano sugli esseri deboli e vulnerabili su cui il bambino può esercitare il proprio dominio.
E ancora.. la violenza sugli animali da parte di ragazzi in fase di preadolescenza è stata interpretata come una forte volontà da parte di questi ultimi di passare dalla “fase infantile” alla “fase adulta”.
E’ difficile che la violenza venga esercitata dal sesso femminile che ha una personalità nella quale prevale il senso di protezione; è molto più probabile che in queste pratiche si “cimenti” il sesso maschile per l’istinto di prevalenza.

I genitori come possono prevenire o correggere questi atteggiamenti che sono riconosciuti come “disturbi del comportamento”? Oliviero Ferraris Anna in base alla sua esperienza e agli studi effettuati distingue i seguenti modelli comportamentali:

- I bambini devono essere spesso in contatto con altri bambini. Se per vari motivi il piccolo frequenta prevalentemente ambienti adulti tenderà ad immedesimarsi negli stessi piuttosto che nei propri coetanei
- Insegnare loro, fin dai primi anni, il rispetto per gli animali, valorizzando le diversità, osservando le varietà delle specie, il loro sviluppo, la perfezione degli organismi i pregi
- Dar loro fiducia indirizzandoli verso hobby interessanti e piacevoli
- Evitare le manifestazioni di violenza in famiglia e le punizioni dure
- Esprimere fermo disappunto nel momento in cui viene operata violenza sugli animali

Pare inoltre che per il corretto sviluppo psicofisico dei bambini sia benefica la vicinanza con un animale domestico. Crescere e conoscere un altro essere vivente che, come loro, ha bisogno di cure e attenzioni sviluppa la loro sensibilità e la loro socievolezza.
Sta però ai genitori, in quanto adulti, educare e controllare i propri figli secondo le regole del buon senso e dell’igiene.
Molte mamme temono per la salute dei loro bambini nel momento in cui si valuta se “adottare” o meno una animale domestico.
Ricordiamoci che se i nostri animali sono seguiti regolarmente dal medico veterinario e sottoposti alle normali profilassi vaccinali ed antiparassitarie, non esistono pericoli. Per contro chi consiglia ai genitori di allontare da casa l’animale domestico o di relegarlo fuori di casa, se aveva sempre vissuto all’interno dell’abitazione, dimostra una scarsa conoscenza delle patologie animali e del loro potenziale e genera infondati timori di tipo sanitario, anche nei bambini stessi

A.Ferrando
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