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Punizione sociale: "o ti comporti bene o non vieni al campo estivo!"

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La figlia è viziata e non rispetta le regole, quindi non può partecipare al campo estivo. La rivolta dei genitori contro la decisione del parroco e degli animatori

Bambina esclusa dal campo estivo

Questa è una vicenda molto singolare, che apre lo scenario pedagogico di un dibattito che si scatena ogni volta che si parla di educazione, genitorialità e socialità. La storia è questa: due genitori fanno richiesta per mandare la figlia dodicenne al campo estivo della parrocchia e si vedono negare la possibilità di far frequentare la bambina. Il motivo è che la figlia è viziata e non rispetta le regole. 

Ora accadrà che ci saranno persone a favore del diritto della famiglia di educare la figlia come meglio crede e quelli che daranno ragione alla parrocchia. Ma vorrei però riportare l'attenzione su dei punti fondamentali che dovrebbero indurre a riflettere. La famiglia, non contenta della risposta, invece di cercare una mediazione, ha scritto al vescovo, alla diocesi non accettando la decisione del parroco e degli animatori.

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Gli animatori, dal canto loro, dicono che la bambina ha frequentato il campo nei due anni precedenti e che avevano fatto presente alla famiglia dei problemi riscontrati ma senza successo quindi loro non vogliono prendersi la responsabilità di avere nel campo estivo una bambina che «Se la sfiori urla che ti denuncia e trascina anche gli altri bambini»

I genitori rimpallano dicendo che se gli animatori non sono in grado di tenere a bada la figlia il problema è loro. Trovo questa storia molto dolorosa. Per l'atteggiamento della famiglia che, convinta dalle sue ragioni non cerca una soluzione e non accetta i consigli degli animatori. Per il modo di porsi della famiglia che non ammette torti ed errori da parte sua rimpallando colpe al parroco e agli animatori. Per l'atteggiamento del parroco che dichiara: “i nostri animatori, dopo due anni di sforzi e di fatiche, non vedendo miglioramenti nella situazione, hanno ritenuto di non essere in grado di gestire bene il caso e pertanto hanno ritenuto che la decisione di sospendere l’iscrizione al campo fosse la più conveniente per dare un aiuto alla ragazza a migliorare il suo comportamento”. Che aiuto puoi dare ad una ragazzina di dodici anni escludendola da un campo estivo?

Ora, secondo me, la soluzione migliore potrebbe essere quella di sedersi tutti intorno ad un tavolo e parlare. E' ovvio che ci sono regole da rispettare nella vita sociale. Anche se a casa queste regole non esistono, fuori ci sono e vanno rispettate. Questo sarebbe davvero di buon esempio: parlare, capirsi, accettarsi e mediare. Per il bene della ragazzina.

Per approfondire

Il Secolo XIX

 

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