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Aumentano i bambini che vanno dallo psicologo

Sono sempre di più i bambini che soffrono di ansia o di depressione e che vengono portati dalle loro famiglie dallo psicologo per cercare di risolvere i problemi che li affliggono

Nel corso dell'ultimo anno a Torino sono aumentati del 20% i bambini che hanno avuto bisogno dello psicologo. Ansia, depressione, iperattività: patologie che spesso erano associate soltanto agli adulti adesso sono diagnosticate sempre più spesso anche ai bambini. E secondo l'Azienda Sanitaria Locale si tratta di una situazione in continua crescita. Solo nel 2012 sono stati più di 10.000 i bambini in cura presso uno psicologo.



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Si tratta quasi del "10% della popolazione di quell’età, in linea con la media europea, superiore a quella regionale che si attesta attorno al 6%", come spiega il professor Roberto Rigardetto, ordinario di Neuropsichiatria Infantile all’Università di Torino. E come sottolinea anche Giancarlo Marenco, segretario dell’Ordine regionale degli Psicologi: "Gli studi dei colleghi specializzati in cure psicologiche a pazienti dell’età infantile sono pieni, a differenza di quelli per adulti, in cui c’è stato un calo di richieste. Si tratta di un «raddoppio nell’arco degli ultimi cinque anni dei casi. In particolare, bambini anche molto piccoli e in età prescolare, dai 2 anni, con disturbi anche invalidanti di alimentazione. E ancora, bimbi con fobie scolari, difficoltà legate al distacco dalla famiglia, disturbi vari del comportamento".

Insomma, i problemi a livello psichico iniziano già in tenera età. E sono sempre di più i bambini arrabbiati e tristi, che faticano a rispettare le regole e mostrano insofferenza verso ciò che li circonda. Per questo le famiglie decidono di rivolgersi ad uno specialista, prima che la situazione diventi ingestibile. E spesso questi disturbi vengono ricondotti proprio ad "una situazione familiare di disagio e mancanza di cure".







Molto spesso, infatti, è proprio il Tribunale dei Minori che richiede un consulto con uno specialista, come sottolinea il dottor Orazio Pirro, direttore della Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’Asl To1: "Sono stati 5117 i pazienti seguiti da gennaio a novembre nella mia Asl, di cui 1400 casi nuovi. Di questi, circa 1000 sono richieste del Tribunale per i Minori".

Spesso viene richiesta anche la disponibilità della famiglia a seguire una terapia insieme al bambino, per aiutarlo a superare la situazione di stress che ha causato i problemi. Ed in alcuni casi vengono inseriti all'interno di questa terapia anche gli educatori e la scuola che frequenta il bambino, in modo che l'aiuto possa arrivare da parte di tutte le persone con cui il bambino ha rapporti.



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Gli specialisti denunciano comunque il "preoccupante aumento dei disagi nei minori": "La sensazione è che ci sia senz’altro una maggiore attenzione ai figli da parte dei genitori, ma soprattutto un complicarsi della situazione socio-familiare-ambientale che porta a vivere in contesti stressanti". E si cerca di fare di tutto per aiutare questi bambini a risolvere tutti i problemi: "Combattiamo ogni giorno, per non abbandonare i ragazzi, cercando strade personalizzate per ciascun caso. Tentando di usare il meno possibile i farmaci, attivando soprattutto le risposte, a volte straordinarie, che i piccoli anche se con disagio sono in grado di dare".
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