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Aiutare il bambino ad affrontare la morte di una persona cara

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Come aiutare i bambini ad accettare la morte? Dinanzi alla morte i bambini possono avere reazioni diverse: piangere, gridare, lamentarsi e tutto ciò consente di manifestare la sofferenza e di elaborarla

Come aiutare i bambini ad accettare la morte 

La morte è da sempre un argomento difficile da affrontare, lo è per noi adulti figuriamoci per i bambini! Non è semplice far capire che il nonno che li accompagnava tutti i pomeriggi al parco non ci sarà più o il loro amato cane non giocherà con loro. Sì, perché quando si parla di lutto non bisogna dimenticare di includere anche gli animali che per tanti anni hanno fatto compagnia ai nostri figli e che sono sempre stati considerati parte della famiglia.

Il lutto è un’esperienza traumatica, pensare di non poter parlare, sentire o abbracciare qualcuno per noi importante è qualcosa di devastante. All’inizio lo viviamo come una grande angoscia ed ingiustizia, con il passare dei giorni viviamo il vuoto fisico ed emotivo di chi ci ha lasciato per poi arrivare piano piano all’accettazione dell’evento. 

Come aiutare i bambini dopo un evento traumatico

Preparare i bambini alla morte

Nel caso dei bambini è importante che siano preparati ad affrontare la perdita di qualcuno. Come ho già avuto modo di dire diverse volte, parlare di argomenti delicati è sinonimo di condivisione familiare, i bambini sanno molto bene che non vivremo in eterno, ne parlano tra di loro, lo vedono in tv, pertanto è utile affrontare l’ argomento senza fare troppi giri di parole. Arrivare al punto dunque, utilizzando le parole appropriate.

Come spiegare la morte ai bambini

Quando e come affrontare l’argomento? Come aiutare i bambini ad accettare la morte? Spesso sono i genitori che comunicano la perdita di una persona cara o del loro animale domestico ai bambini. Il tono di voce è pacato, il viso è triste e si inizia raccontando quante cose belle si è fatto con la cara nonnina di turno per poi ricevere dal figlio una domanda diretta e scontata: “E’ morta?” Fin dalla più tenera età i bambini sono abituati all’idea di morte perché nei loro giochi sono presenti personaggi che potrebbero passare a miglior vita (diciamo così). La strega muore, il dinosauro viene sconfitto e muore, il cattivo di turno, insomma, muore! Ma quando si ha a che fare con qualcuno a noi familiare le cose cambiano.

Come parlare della morte ai bambini

I genitori molte volte fanno fatica ad iniziare l’ argomento, chiedono consiglio ad uno specialista infantile, all’insegnante, al medico di famiglia o ad amici che hanno già trattato la cosa. Si pongono mille domande del tipo: “cosa devo dire”, “a che età possiamo introdurre il discorso”. Il mio consiglio è quello di non aspettare che l’evento si presenti, ma appena il bambino è in grado di capire e ragionare sull’evento si può iniziare.

  • Prima di tutto i genitori se hanno deciso di spiegare la morte al proprio figlio non devono fare, nel frattempo, nient’altro.
  • È bene che la coppia decida insieme come introdurre il discorso, a cosa fare riferimento e il metodo più appropriato da seguire per il bambino. Insomma, per argomenti così delicati non bisogna arrivare impreparati e non bisogna improvvisare.
  • Ma piuttosto è importante mostrarsi sicuri, tranquilli e pronti a ricevere ogni tipo di domanda.

Fasi dell’elaborazione del lutto

La notizia è stata data e adesso? A cosa andrà incontro vostro figlio? Analizziamo brevemente le fasi più importanti dell’elaborazione di un lutto. Sicuramente siete stati bravi a dare la notizia e prima ancora a preparare il terreno, ma non vi aspettiate che l’annuncio passi inosservato.

  • Per prima cosa il bambino vivrà comunque uno shock, una sorta di trauma, insomma stiamo pur sempre parlando della morte eh.
  • Allo shock, appunto, iniziale seguirà la disperazione accompagnata dal pianto. La tristezza è la prima emozione infatti che sopraggiunge. Alcuni però la vivono in maniera diversa e provano rabbia e disperazione.
  • A volte sono arrabbiati con la persona che è venuta a mancare, fanno fatica infatti a vivere ed accettare l’abbandono e in alcuni casi cercano di mantenere le distanze con chi sta loro vicino proprio per paura di vivere un secondo abbandono.
  • Qualcuno può andare incontro a problemi legati all’ansia e al sonno, la mente registra un forte stato emotivo che accompagnerà il bambino per un lungo periodo. Non è solo la notizia o l’assenza che crea agitazione, ma tutto ciò che ruota attorno all’evento, soprattutto i primi giorni legati al funerale, al dolore dei familiari. Alcuni genitori fanno vivere ai propri figli ogni momento, non è possibile stabilire se sia giusto o sbagliato, ciò che conta però è come viene affrontata la situazione.
  • Il bambino potrebbe vivere con molta agitazione il dolore degli altri, la vista di una bara e questo aumenterebbe lo stato di ansia andando incontro alla paura, quando invece dev’essere compreso che si tratta di un passaggio naturale per l’uomo. Ma, si sa, la morte purtroppo non guarda in faccia nessuno.

Vari tipi di lutto

La morte di una persona anziana è quella che meglio viene accettata e elaborata. È difficile invece spiegare ai bambini e fargli accettare la morte di un genitore per malattia o incidente o peggio ancora di un coetaneo. Vivere accanto ad un malato significa accompagnarlo nel lento e faticoso cammino della malattia, vedere la sofferenza e il dolore che sta vivendo in quel momento la persona a noi cara e augurarsi che finisca di soffrire il prima possibile.

Diversa è invece la condizione di chi deve vivere un lutto dovuto ad un incidente stradale, per esempio, o ad una calamità naturale. La persona con cui parlavamo e scherzavamo fino al giorno prima improvvisamente non c’è più. È uno shock talmente grande che la ripresa dev’essere accompagnata da un forte supporto emotivo, non esclusivamente specialistico, ma l’importante che non si è lasciati soli, soprattutto i bambini.

Letture per comprendere la morte

Per concludere, riporto alcuni testi per bambini e ragazzi che affrontano questo tema così delicato.

  • Paola non è matta. Anna Lavatelli. Battello a vapore, a partire dai 9 anni. Narra la storia di una bambina molto legata al suo nonno che dopo la sua scomparsa si sente sola e vorrebbe che continuasse a vivere nella sua immaginazione.
  • La morte raccontata ai bambini. Bruno Ferrero, Anna Peiretti. Ed. Elle Di Ci. Il libretto contiene undici brevi storie per parlare ai bambini di un tema delicato come quello della morte. Ogni racconto tenta di rispondere a una domanda o sviluppa un aspetto.
  • La storia della libellula coraggiosa. Chiara Frugoni. Feltrinelli, per ragazzini dai 10 ai 13 anni. Un ragazzino chiede alla mamma perché il nonno non c’è più...la risposta è in una fiaba.
  • Trilogia: Innamorata di un angelo. Federica Bosco. Newton Compton Editori. Perfetto per gli adolescenti. Racconta la storia di una ragazzina che parla con il suo fidanzatino morto durante un salvataggio in mare. Perfetto per riflettere sulle persone che abbiamo accanto
  • Le parole per dirlo. Gli adolescenti e la morte. Enza Corrente Sutera, Ed. La Meridiana. Dai 12 anni. Sette storie di adolescenti che raccontano le emozioni forti e dolorose della loro esperienza di lutto per la morte di una persona cara: un amico, il proprio ragazzo, un genitore. 
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