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Comunicare faccia a faccia con il bambino per stimolare il linguaggio

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Come stimolare i bambini a parlare? La prima regola della logopedista è comunicare faccia a faccia con il bambino

Come stimolare i bambini a parlare

Siete angosciati dal comprendere quali siano le dinamiche corrette con cui si sviluppa il linguaggio nei bambini e quali le strategie per stimolarlo al meglio

Leggete la mia “regola n°1” e ricordatevi di applicarla prima, dopo e durante la comparsa delle prime parole! Già, perché prima della comparsa del linguaggio verbale, c’è molto altro da considerare importante: in un’unica parola, tutto ciò che rientra nella “comunicazione”. Infatti, senza le competenze di base che ci permettono di entrare in relazione con l’altro, non andiamo da nessuna parte! Il primo mattoncino necessario per iniziare ad interagire con il mondo esterno è senz’altro lo sguardo, e se ci pensate bene senza di questo non ci sentiamo in totale armonia con il nostro interlocutore nemmeno da grandi, quando ormai possediamo un bagaglio importante di parole e concetti. Pensiamo ad esempio a quante volte abbiamo detto a qualcuno “Guardami quando ti parlo!” per richiamare la sua attenzione.

Perché è importante parlare correttamente ai bambini

Il fatto che lo sguardo rappresenti proprio il cardine della relazione lo capiamo anche dal fatto che esso si sviluppa molto presto, nei primi 3 mesi di vita del bambino, quando lo scambio di sguardi e sorrisi tra il neonato e la mamma è già denso di significati. Successivamente, dal volto della madre il “bersaglio oculare” si sposta pian piano agli oggetti, che vengono dapprima esplorati e poi condivisi con l’adulto, sia attraverso il “pointing” (ovvero l’indicazione) che attraverso la “triangolazione” (per cui il bambino alterna lo sguardo tra l’adulto e l’oggetto), mettendo così in atto forme di comunicazione sempre più complesse e variate. E’ importante che questo “aggancio” relazionale non venga perso nelle fasi successive, anche in vista dell’emergere del linguaggio vero e proprio.

Regola n° 1: Comunicate con lui faccia a faccia, esagerando la mimica. 

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Per fare in modo di “sintonizzarsi” col bambino, è quindi fondamentale:

Comunicare faccia a faccia con lui

ovvero portarsi alla sua altezza e cercare il suo sguardo per cominciare e mantenere vivo un qualsiasi scambio comunicativo, dal gioco sul tappeto alla conversazione verbale;

Esagerare la mimica

accentuando movimenti ed espressioni facciali, per fare in modo che catturino la sua attenzione e vengano riprodotti con maggiore probabilità. La “vittoria” è assicurata su tutti i fronti:

  • il bambino si sentirà ascoltato appieno e voi vi sentirete coinvolto nelle sue attività;
  • lo scambio sarà sempre più articolato e prolungato nel tempo;
  • voi capirete di più i suoi comportamenti e i suoi segnali
  • viceversa lui, osservandovi di più, potrà cogliere espressioni e movimenti (in primis quelli della bocca, quindi quelli necessari al linguaggio!) per poi imitarli;
  • vi sarete creati uno spazio di condivisione tutto vostro;
  • vi conoscerete più a fondo
  • per questo concluderei con un aforisma molto conosciuto ma spesso dimenticato per la nostra più grande nemica, la fretta: “lo sguardo è lo specchio dell’anima”.
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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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