gpt skin_web-bambino-0
gpt strip1_generica-bambino
gpt strip1_gpt-bambino-0
1 5

Autosvezzamento pro e contro: indicazioni e pareri degli esperti

/pictures/2014/11/11/mamme-e-bambini-autosvezzanti-3438143160[5140]x[2140]780x325.jpeg
gpt native-top-foglia-bambino

Autosvezzamento pro e contro: quali sono i rischi e i vantaggi di portare avanti l'autosvezzamento

Autosvezzamento pro e contro

Intorno ai sei mesi il bambino abbandona l'alimentazione  a base di solo lattee comincia ad assaporare sapori e gusti nuovi. Inizia lo svezzamento, e con questo la sistematica preparazione di pappe dove calibrare la quantità di brodo, passato di verdura e crema di riso, la tabella di marcia che scandisce l’introduzione dei diversi ortaggi, carne, pesce e quant’altro, le guerre combattute a colpi di cucchiaini colmi spiaccicati in faccia o sul vestito buono, eccetera.

Ma oggi, qualcuno ha ideato la soluzione perfetta per sottrarsi a questa problematica situazione: si chiama autosvezzamento e consiste, in pratica, nel passare la palla al bambino, il quale decide in autonomia in che modo arrivare all’alimentazione solida. Addio pappe e insipidi brodi vegetali, ma anche addio al doversi portare sempre da casa le provviste ogni volta che si va a pranzo o cena fuori, per non parlare della notevole quantità di tempo risparmiato.

Autosvezzamento come funziona

L'autosvezzamento, quindi, consiste nel dire addio a tabelle e schemi rigidi di svezzamento, ai tempi e alla dualità tipica dello svezzamento tradizionale, che prevede l'inserimento di alimenti passo dopo passo, e nel lasciare che il bambino assaggi ciò che vuole. In pratica vuol dire aspettare che il piccolo abbia sviluppato riflesso di deglutizione e capacità di masticazione e farlo sedere a tavola con la famiglia lasciando che sia lui a scegliere cosa mangiare tra le pietanze messe a tavola. L'importante è sminuzzare finemente e in modo corretto gli alimenti e assecondare i gusti del piccolo.

Autosvezzamento pareri delle mamme

A sentire i sostenitori dell’autosvezzamento, tutto ciò avviene senza rischi.

Se il bambino è maturo per lo svezzamento, lo sarà anche per masticare, ed è giusto dargli la possibilità di fare pratica, senza preoccuparsi inutilmente del pericolo di soffocamento in quanto se un cibo andrà di traverso, entrerà in gioco il riflesso faringeo. In questo modo il bambino imparerà gradualmente e coi suoi ritmi a gestire il cibo e questi episodi si diraderanno.

Se tradizionalmente i pediatri consigliano di introdurre i cibi in modo graduale, di modo che qualora il bambino sviluppasse una reazione allergica i genitori saprebbero subito di quale alimento si tratta, per i paladini dell’autosvezzamento questo è un falso problema, anzi introdurre tardivamente gli alimenti cosiddetti “allergizzanti” aumenterebbe il rischio stesso di allergia.

Anche tradizionalmente i pediatri consigliano di affiancare allo svezzamento l’allattamento, materno o artificiale, almeno fino al compimento del primo anno. Ma nell’autosvezzamento ciò è ancora più importante perché ovviamente il bambino trova in tavola solo cibi più difficili da gestire rispetto a una pappa completamente frullata. Insomma, se il piccolo è un “mangione” è facile che si aspiri in un lampo tre piatti di pappa, magari completa di carne, verdure e crema di riso, anche a sei mesi. Più difficile che, nonostante l’appetito, sappia affrontare un piatto di spaghetti all’amatriciana.

Autosvezzamento libri

Il libro, ormai diventato un classico del genere, “Io mi svezzo da solo” di Lucio Piermarini da’ alcuni interessanti spunti di riflessione, soprattutto per quelle mamme i cui figli rifiutano alcun tipo di pappa anche ben oltre i sei mesi di età, ma anche per tutte le altre: ad esempio, fare in modo che il piccolo di casa sieda a tavola con tutta la famiglia, e possa assaggiare i cibi più semplici e leggeri accuratamente sminuzzati (come minuscoli pezzettini di pane o di frutta) è una buona idea anche per farlo partecipe di un momento sereno e conviviale come quello del pasto. E’ giusto poi dargli la possibilità di pagare la propria naturale curiosità e al contempo iniziare ad impratichirsi e prendere confidenza con i cibi “da grandi”, se ciò si svolge nella massima sicurezza.

Autosvezzamento rischi

Ma la visione di Piermarini risulta più moderata rispetto a chi, oggi, porta il principio dell’auto-svezzamento alle estreme conseguenze: mi riferisco alle mamme che partono da presupposto che il bambino in fase di svezzamento debba, sostanzialmente, mangiare tutto ciò che mangiano loro, nel costante presupposto che “è il bambino che deve decidere” “lui sa di cosa ha bisogno” e addirittura “meglio di chiunque altro”. E in questi casi, la parolona “autosvezzamento” suona un po’ come un voler nobilitare e infiocchettare la pura e semplice scelta della via più facile.

Se è vero che si è mai visto un bambino morire di fame in presenza di cibo, è altrettanto vero che è precisa responsabilità di un genitore metterlo nelle condizioni di alimentarsi in maniera sana, completa, nutriente e adatta alla sua età. Le modalità possono variare da bambino a bambino, e sicuramente la pappa può non essere la soluzione ideale per tutti, ma il principio base resta: dare il massimo per i nostri bambini, e proteggerli sempre.

Svezzamento e prime pappe

Autosvezzamento perché no

In realtà non c'è una vera e propria controindicazione per quanto riguarda l'autosvezzamento, indubbiamente possono esserci dei rischi che è bene conoscere per garantire una sana alimentazione al bambino che sta passando dal latte ai cibi solidi. I rischi riguardano soprattutto intolleranze alimentari e i rischi connessi all'alimentazione dei grandi.

  • Intolleranze alimentari: proporre i cibi potenzialmente allergenici nei primi tempi di svezzamento può essere pericoloso? In realtà no: come ricorda l'UNICEF gli studi più recenti mostrano che assumere un cibo potenzialmente allergenico non aumenta il rischio di allergie, anzi può favorire la tolleranza a questi cibi.   “Se non vi sono evidenze di un’associazione con l’allergia: non preoccuparsi per ordine e sequenza; Iniziare con cibi ricchi di nutrienti di cui il bambino ha più bisogno (ferro, zinco, vitamina D); non dare la precedenza a zuppe di vegetali e purea di frutta; offrire cibi che piacciono al bambino (sapori conosciuti dalla dieta materna); offrire ripetutamente cibi con sapori sconosciuti.”Il discorso è lo stesso anche per quanto riguarda il glutine: assumerlo sin dalle prime fasi dello svezzamento non aumenta il rischio di celiachia, anzi, prima si manifesta meglio è perché così si possono ridurre i tempi per la diagnosi corretta e la messa in atto di una dieta gluten free.
  • La qualità dell'alimentazione: far sedere il bambino a tavola e lasciare che mangi ciò che vuole può essere rischioso perché il piccolo nelle fasi di svezzamento deve assumere tutti i nutrienti necessari per la sua crescita. Quindi l'autosvezzamento deve essere considerata un'occasione per migliorare l'alimentazione di tutta la famiglia, portare in tavola cibi sani, pietanze equilibrate e adatte a grandi e soprattutto ai più piccoli.

Autosvezzamento pareri degli esperti

E' bene sapere che ormai la maggior parte dei pediatri non usa più consegnare alla mamma la classica tabella dello svezzamento che riporta in modo rigido le tempistiche per l'introduzione dei vari alimenti. E lo stesso Ministero della Salute va in questa direzione, lasciando libera la mamma di proporre alimenti di ogni tipo, o quasi, sin dai primi tempi dello svezzamento. Quindi se si guarda alle nuove indicazioni capiamo che in fondo l'autosvezzamento è già una pratica piuttosto accettata dalla comunità dei pediatri. Di certo tutti gli specialistici chiederanno alla mamma di prestare attenzione al tipo di alimento che viene proposto al bambino perché deve necessariamente soddisfare tutte le sue esigenze nutrizionali.

Tra i sostenitori dell'autosvezzamento ci sono  pediatri e i nutrizionisti dell'ospedale IRCCS Burlo Garofalo di Trieste. Un gruppo di esperti dell’Unità per la Ricerca sui servizi sanitari dell’ospedale materno infantile ha pubblicato con l'editore Terre di Mezzo un libro intitolato “Io mangio come voi – Come iniziare una sana alimentazione ai 6 mesi e proseguirla fino ai 99 anni”. Secondo questi esperti si può iniziare a proporre al bambino praticamente tutti gli alimenti quando accadono tre cose:

  • il bimbo sa stare seduto sul seggiolone da solo;
  • afferra un alimento con le mani;
  • sa deglutire.
gpt native-bottom-foglia-bambino
gpt inread-bambino-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-bambino-0