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Acque minerali: quali sono quelle adatte ai neonati?

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Non tutte le acque minerali sono adatte ai bambini. Vediamo come fare la scelta giusta e quale acqua per neonati acquistare

Quale acqua per neonati

Le mamme lo sanno bene: non tutti i tipi di acqua minerale sono adatti ai bambini di pochi mesi e resta sempre il dubbio su quanta acqua e quale dare ai neonati e in che momento proporgliela. E allora cerchiamo di fare chiarezza su quale acqua per neonati scegliere e come somministrarla.

Acqua per neonati quale marca?

Sappiamo bene che non tutti i tipi di acque minerali sono adatte ai bambini molto piccoli.

Molto dipende dalla quantità di minerali che si trovano disciolti nell'acqua e che compongono quello che viene chiamato residuo fisso (che indica la quantità di minerali che restano nell'acqua dopo averne fatto bollire un litro a 180 gradi).

In base a questa classificazione possiamo distingue le acque minerali in quattro categorie:

  1. acque minimamente mineralizzate (residuo fisso al di sotto dei 50 milligrammi per litro)
  2. acque oligominerali o leggermente mineralizzate (residuo fisso compreso tra i 50 e i 500 ml/lt)
  3. acque medio minerali (residuo fisso compreso tra i 500 e i 1500 ml/lt)
  4. acque ricche di minerali (residuo fisso superiore ai 1500 ml/lt)

In quest'ottica l'acqua minerale più adatta ai neonati è quella con una concentrazione di sali minerali non superiore ai 140 ml/lt perché già il latte, sia materno che formulato, è ricco di queste sostanze.

Il rischio di usare un'acqua eccessivamente ricca di residuo fisso è quello di sovraccaricare i reni che sono ancora in fase di sviluppo.

Acqua per latte artificiale

Quali acque minerali usare per la preparazione del biberon? Tra le marche più vendute troviamo l'acqua San Benedetto, Levissima, Sangemini, Panna e Sant'Anna. Partendo dalla premessa che per questa come per tutte le questioni che riguardano il neonato è essenziale chiedere al proprio pediatra, citiamo anche questa analisi condotta dalla rivista Uppa che conclude che, in sostanza, per i bambini può andar bene l'acqua del rubinetto, anche per diluire il latte in polvere.

Quando si può dare l'acqua ai neonati

I neonati si nutrono solo di latte (materno o in formula) e tanto basta per garantire loro il giusto apporto di liquidi e anche di acqua. Non c'è motivo, dunque, soprattutto per i bambini allattati al seno, per somministrargli anche della semplice acqua che ha, in genere, una consistenza molto fluida e un non-sapore che non pace ai bambini molto piccoli.

Ha senso cominciare a proporre l'acqua ai neonati a partire dai 4 mesi, quando si inizia a dargli la frutta nelle prime fasi dello svezzamento, per abitualo soprattutto alla consistenza e alla novità dell'acqua e alla sua differenza rispetto al latte.

Cosa dare da bere ai bimbi: acqua fresca o a temperatura ambiente?

Acqua per neonati stitici

La stitichezza può essere un disturbo molto frequente nei neonati, soprattutto in quelli nutriti con latte artificiale. Per provare a porre rimedio alla stitichezza e favorire l'evacuazione, aumentando anche la morbidezza delle feci, può essere utile:

  • scegliere un latte in formula già diluito, si trova in vendita in pratici brik da 470 ml e va solo riscaldato: così ci si assicura che la proporzione tra polvere ed acqua è esatta;
  • far bere il bambino anche lontano dalle poppate scegliendo un'acqua come Uliveto o Sangemini che favorisce i processi digestivi;
  • chiedete al pediatra se non sia il caso di ridurre l'apporto di ferro, che è contenuto nel latte artificiale  e potrebbe essere corresponsabile della stitichezza;
  • esistono delle speciali bustine che vanno sciolte nel latte e che possono essere utili per risolvere il problema.

Chiedete sempre il parere del vostro pediatra.

Importanza dell'acqua per i bambini

L'acqua è fondamentale sia per i bambini che per gli adulti: costituisce l’80% del peso corporeo nel neonato, e il 60% circa nell’adulto. Perché l'acqua è così importante? Ecco alcune delle sue fondamentali funzioni per l'organismo e la salute:

  • si eliminano le scorie e le tossine, nonché i prodotti del metabolismo;
  • garantisce la giusta consistenza delle feci;
  • idrata la pelle e le mucose;
  • è fondamentale per mantenere la giusta temperatura corporea;
  • svolge una funzione essenziale per la digestione, per l'assorbimento e il trasporto dei principali nutrienti, dalle vitinea ai sali minerali;
  • lubrifica articolazioni e tessuti;
  • influenza le capacità cognitive e riduce lo stress. Studi confermano che i bambini che no bevono a sufficienza rischiano di essere meno attenti e concentrati a scuola.

Quanto devono bere i bambini

Un bimbo di pochi mesi che pesa circa 7 chili necessita di un litro di acqua al giorno, mentre un adulto di 70 kg in media 2 litri quotidiani. La quantità aumenta in caso di disturbi gastrointestinali, come vomito o diarrea, che comportano un'elevata perdita di liquidi che vanno necessariamente reintegrati al più presto.

La quantità di acqua giornaliera, poi, aumenta con il passare degli anni: i bambini tra 1-3 anni necessitano di 1.200 ml di acqua al giorno; quelli tra i 4-6 anni hanno bisogno di 1.400 ml di acqua al giorno mentre a 7-10 anni non si devono bere meno di 1.800 ml di acqua ogni giorno.

Bisogna far bere di più il bambino anche quando fa caldo, quando suda molto o ha fatto attività fisica e soprattutto non dobbiamo aspettare che sia lui a chiederci dell'acqua perché quando si manifesta il bisogno di bere vuol dire che l'organismo è già disidratato: i bambini, soprattutto quelli più piccoli, difficilmente chiedono da bere perché non vogliono distogliere l'attenzione dalle loro attività e dai loro giochi o semplicemente perché si distraggono e non si accorgono di avere sete. Per questo è importante tenere sempre a portata di mano un biberon con dell'acqua fresca da proporre al bambino con cadenza regolare durante la giornata e da lasciargli vicino in modo che sia lui stesso a bere quando ne sente la necessità.

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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