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Gli sport adatti ai bambini piccoli

L’attività sportiva è una scelta valida per il proprio bambino che ha voglia di muoversi e di consumare la sua energia, ma molti genitori sono dubbiosi al momento di scegliere lo sport adatto al proprio figlio

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di Akira

L’attività sportiva è una scelta valida per il proprio bambino che ha voglia di muoversi e di consumare la sua energia. Molti genitori sono dubbiosi al momento di scegliere lo sport adatto al proprio figlio. Iniziano a porsi delle domande su dove indirizzarlo e su quale sport faccia meglio per lui. In realtà spesso lo sport che viene scelto è proprio quello che all’atto pratico risulta il più facile da gestire dalla famiglia, per gli orari ad esempio, o la vicinanza a casa.

Per il bambino è importante soltanto il rispetto dell’età minima in cui cominciare l’avviamento sportivo, e cioè a cinque anni. A quest’età il piccolo ha uno sviluppo motorio e armonico del proprio corpo che gli permette di interagire con qualunque sport (a parte gli sport dove è previsto eccessivo sforzo). Inoltre il bambino presenta uno sviluppo emotivo che è efficace per la pratica sportiva.

Il consiglio da dare ai genitori è di far divertire il proprio bambino, senza aspettarsi che diventi un campione; la pratica sportiva aiuta a crescere, a rispettare gli altri e la propria salute. Non è detto che iniziare uno sport in tenera età condurrà sempre esclusivamente alla nascita di un fuoriclasse.
Pressare il bambino con aspettative troppo alte è dannoso per il suo equilibrio psicologico. Lasciarlo giocare , divertirsi, sfogarsi con il suo sport invece, ha solo lo scopo di renderlo felice e contento per quello che fa, facendogli acquistare sicurezza e determinazione. Con il tempo poi, mano a mano che cresce, sarà lui a capire e ad orientarsi verso lo sport che più preferisce e lo rappresenta. L’importante è iniziare, poi le scelte vengono da sole.


 Qual è lo sport più adatto a tuo figlio?


All’età di cinque anni il bambino inizia a crescere molto in altezza, e delle volte ad aumentare abbastanza di peso. L’apparato muscolare deve fortificarsi. Inoltre sviluppa anche il senso di sé, capisce che è un individuo e inizia a distaccarsi dai genitori, qui è importantissimo lo sport perché anche attraverso il gioco il piccolo inizia a socializzare e a veicolare la propria energia, verso un obiettivo comune se pratica sport di gruppo o verso una meta propria se ne pratica uno individuale.

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L’unico consiglio che è possibile dare è quello di permettere al corpo del piccolo di acquisire tutti i movimenti possibili giocando anche all’aria aperta. Il nuoto ad esempio, è uno sport bellissimo, ma deve essere integrato da qualcos’altro che permetta di correre, muoversi, divertirsi all’aria aperta.
Il tiro con l’arco è uno sport stupendo, ma è statico e deve essere integrato da un altro sport di movimento. Lo stesso vale per gli sport asimmetrici come la scherma e il tennis; qui è importante che l’allenatore compensi l’asimmetria del suo sport rinforzando anche la parte che non viene stimolata troppo dall’attività stessa.


10 consigli per crescere dei bambini sportivi


Questi esempi potranno servire ai genitori per orientarsi nella scelta. Tutti gli sport vanno bene, l’importante è scegliere un buon insegnante.
L’insegnante deve sapere come si sviluppa psicologicamente e fisicamente un bambino di questa età. Deve iniziare con il gioco senza mettere come unico obiettivo la vincita di un premio o di una gara. Deve essere preparato. Quindi questo è l’unico importante consiglio da dare ai genitori: scegliere un allenatore bravo e preparato.



L’ acquaticità:
anche se non si tratta proprio di un sport, anche il bambino dai tre mesi in poi può iniziare a prendere confidenza con l’acqua. Il piccolo sa già che cos'è  l’acqua. E questo modo di riproporgli un ambiente acquosi  in cui muoversi liberamente gli permette di non dimenticare quanto fosse bello per lui sentirsi leggero e coccolato. Oggi è consigliato fare quest’esperienza. L’acqua stimola il piccolo, favorisce il suo sviluppo psicomotorio, lo rende sicuro e autonomo anche grazie alla presenza dei suoi genitori nella vasca. Si diverte, e prima degli otto-dieci mesi non si spaventa eccessivamente.

Scegliere bene la piscina è il dovere dei genitori. Assicurarsi, quindi, dell’igiene e della temperatura dell’acqua e informarsi sugli spogliatoi e il riscaldamento degli stessi. Questa esperienza è bellissima per i piccoli ma lo è altrettanto per i genitori. Con complicità e divertimento può diventare una delle prime attività motorie indimenticabili per tutta la famiglia.