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I benefici dello Yoga e della meditazione per i bambini

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La pratica costante dello Yoga e della meditazione favorisce una crescita sana ed equilibrata nei bambini, aiuta nei disturbi di apprendimento, iperattività, stress e aumenta la fiducia in se stessi

Yoga per bambini

E se facessimo fare Yoga e Meditazione ai nostri bimbi?

"Se ad ogni bambino di otto anni venisse insegnata la meditazione, riusciremmo ad eliminare la violenza nel mondo entro una generazione". (Dalai Lama)

Lo Yoga in età pediatrica stimola la crescita fisica ed emotivo, favorisce la socializzazione, controbatte il nervosismo, stimola la mente, aiuta i più piccoli ad essere consapevoli del proprio corpo e della respirazione, sviluppa il rispetto verso gli altri e la natura. Pediatri e medici di ogni dove, oggi, sono concordi nell’affermare che questa pratica, abbinata anche alla meditazione che ne consegue indissolubilmente, è veramente importante per l’uomo, a qualsiasi età, per ogni situazione. Evidenze scientifiche ne attestano la validità quale coadiuvante alla crescita, al potenziamento, miglioramento, stabilizzazione delle funzioni psico-fisiche.

Yoga per bambini: ecco gli esercizi da fare: Video

In generale:

  • migliora la stabilità posturale (Telles, Hanumanthaiah, Nagarathna, & Nagendra, 1993)
  • migliora la forma fisica (Collins, 1998)
  • aumenta la flessibilità delle articolazioni (Ray et al., 2001)
  • determina un aumento della forza muscolare (Raub, 2002)
  • aumenta la resistenza allo sforzo (Armstrong & Smedley, 2003)
  • aumenta il livello di forza nella presa (Mandanmohan, Jatiya, Udupa & Bhavanani, 2003).

Tra gli effetti indiretti dello Yoga troviamo:

  • promozione della cura di sé (Herrick & Ainsworth, 2000)
  • riduzione del dolore nelle disfunzioni croniche (Roth & Stanley, 2002)
  • miglioramento della funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio (Damodaran et al., 2002 Jayasinghe, 2004; Shannahoff-Khalsa et al., 2004)
  • riduzione nell’uso dei medicinali (Bonadies, 2004)
  • crea condizioni di maggior concentrazione a scuola e gli insegnanti notano importanti miglioramenti nel lavoro in classe e nel funzionamento dei gruppi. (P. Ronghe Mahapedicon 2005 – Conference Abstracts.Pediatric Oncall 2006 [cited 15 July 2006(Supplement 7)];3)

Attraverso la revisione sistematica di numerosi studi sull’età pediatrica emergono conferme di benefici psicofisiologici in bambini normodotati e con varie tipologie di disturbi. (Galantino M L; Galbavy R; Quinn L Therapeutic effects of yoga for children: a systematic review of the literature. Pediatric physical therapy: the official publication of the Section on Pediatrics of the American Physical Therapy Association 2008;20(1):66-80).

Gli effetti dello Yoga sui bambini, per cui se ne consiglia la pratica, secondo il Prof. Prafuula Ronghe sono:

  • i progressi nell’apprendimento che nei bambini sono molto più rapidi;
  • il mantenimento del senso di equilibrio e la flessibilità naturale;
  • una maggiore predisposizione nell’assumere le posture;
  • la facilità con cui i bambini imitano tutto ciò che vedono;
  • i pochi incoraggiamenti richiesti, soprattutto se le tecniche richiamano posizioni di animali.

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I bambini che cominciano a praticare yoga già da piccoli, tre-quattro anni, iniziano a vivere la vita in modo sano, facilitando la qualità della vita moderna frenetica e stressante. Non c’è un limite d’età pediatrica all’inizio dello yoga. I bimbi di sei/sette anni riescono a concentrarsi molto più facilmente dei più piccoli che lo interpretano come gioco. Gli esercizi eseguiti migliorano la loro capacità motoria, il loro senso di equilibrio e, di conseguenza salute e forma fisica, inoltre facendo yoga in gruppo sviluppano la capacità di relazionarsi con gli altri. La pratica regolare dello yoga aiuta nei disturbi di apprendimento, iperattività, stress e mancanza di esercizio fisico e aumenta la fiducia in se stessi.

Lo Yoga praticato dai bambini non è e non deve essere un'imitazione dello Yoga eseguito dagli adulti, non si deve pensare solo alle asana (posizioni), lo Yoga per i più piccoli è gioco e movimento sano:

  • giochi di squadra o a coppie,
  • ascolto di musica rilassante,
  • danza e canto,
  • esercizi di riscaldamento,
  • asana appositamente scelte per i più piccoli, che siano adatte alla loro fase di sviluppo,
  • momenti dedicati all'arte e alle emozioni,
  • il disegno e la colorazione dei mandala,
  • racconti di storie dedicate a temi fondamentali come l'amicizia, il rispetto degli altri e dell'ambiente.

I movimenti nella pratica delle asana, eseguite in ambiente confortevole e muniti di un tappetino e calzini anti-scivolo, devono essere guidati, dolci, lenti. Le asana presentate in modo giocoso e protagoniste di storie da raccontare. Alla fine dell'incontro il rilassamento e una meditazione di breve durata sono la regola. I bambini, come gli adulti, possono meditare.

La meditazione è un momento di rilassamento molto utile anche per i più piccoli, con una durata che può variare da un paio di minuti a 10-15 minuti a seconda dell'età dei partecipanti. Una meditazione può essere inserita nell'orario scolastico come momento di relax, decisamente rigenerante, benefico e toccasana per tutta la classe.

Praticare Yoga sin da piccoli è utile per:

  • Migliorare la concentrazione
  • Sviluppare la consapevolezza del respiro e del proprio corpo.
  • Stimolare l'equilibrio e l'elasticità.
  • Ridurre ansia, stress e aggressività.
  • Esprimere al meglio emozioni e stati d'animo.
  • Nutrire l'intelligenza razionale e emotiva per imparare a conoscere il mondo.
  • Favorire la libertà di espressione.
  • Migliorare la conoscenza di se stessi e la socializzazione.
  • Stimolare la capacità di apprendimento.
  • Dedicare più tempo al gioco come fondamentale strumento di crescita.

La Meditazione per bimbi iperattivi

La “Sindrome da deficit di attenzione e iperattività” (ADHD) è uno dei disturbi più comuni nei bambini in età scolare, e può continuare nell’adolescenza e nell’età adulta. I sintomi includono la difficoltà di rimanere concentrati e prestare attenzione, la difficoltà di autocontrollo e l’iperattività. Deficit di attenzione, iperattività e impulsività sono i comportamenti chiave dell’ADHD. L’ADHD ha tre sottotipi:

  1. Predominanza del Deficit di Attenzione La presenza, in un bambino, di sei o più sintomi lo inquadrano nella categoria del Deficit di attenzione, meno di sei sintomi nell’iperattività e impulsività. I bambini di questo sottotipo agiscono poco e hanno difficoltà di rapporti e relazione con i coetanei. Pur stando seduti tranquilli non prestano attenzione a quello che stanno facendo, e per questa tranquillità, il bambino non disturba, può essere trascurato e sia i genitori, sia gli insegnanti possono non notare che lui ha questa sindrome.
  2. Predominanza dell’Iperattività e dell’Impulsività La maggior parte dei sintomi, sei o più, riguardano categorie collegate all’iperattività e all’impulsività. Meno di sei sintomi riguardano il deficit di attenzione, benché anche la disattenzione sia presente, per alcuni gradi.
  3. Combinazione di Iperattività-Impulsività e Deficit dell’Attenzione Sono presenti sei o più sintomi di iperattività e impulsività e sei o più sintomi di deficit dell’attenzione. La maggior parte dei bambini ha questo tipo di ADHD “combinato”.

È normale per i bambini essere a volte distratti, impulsivi o iperattivi, ma nei bambini affetti da ADHD questi comportamenti sono più gravi e si manifestano con maggiore frequenza. Per avere una diagnosi di ADHD un bambino deve mostrare i sintomi da sei mesi o più e ad un livello superiore di quello riscontrato nei bambini della stessa età.

I bambini che hanno sintomi di Deficit dell’Attenzione possono:

  • Distrarsi facilmente, non notare i dettagli, dimenticare cose, cambiare frequentemente da un’attività ad un’altra
  • Avere difficoltà a concentrarsi su una cosa
  • Non sembrare ascoltare quando gli si parla
  • Avere difficoltà nel concentrare l’attenzione sull’organizzazione e il completamento di un lavoro o sull’imparare qualcosa di nuovo
  • Annoiarsi di un lavoro dopo pochi minuti, a meno che non stiano facendo qualcosa di divertente
  • Avere difficoltà nel completare un compito assegnato, spesso perdendosi cose (per es. matite, giocattoli, indicazioni) necessarie per portare a termine i compiti o le attività
  • Avere difficoltà ad elaborare informazioni con la stessa accuratezza e rapidità degli altri
  • Avere difficoltà nel seguire istruzioni
  • Sognare ad occhi aperti, confondersi facilmente, muoversi lentamente

I bambini che hanno sintomi di iperattività possono:

  • Essere costantemente in movimento
  • Agitarsi e contorcersi al proprio posto
  • Parlare senza fermarsi
  • Avere problemi a stare seduti a tavola, a scuola, ad ascoltare storie
  • Girare intorno toccando o giocando con qualsiasi cosa in vista
  • Avere difficoltà a svolgere compiti o attività in modo tranquillo

I bambini che hanno sintomi di impulsività possono:

  • Interrompere di frequente i discorsi o le attività degli altri
  • Essere impazienti
  • Avere difficoltà ad aspettare per le cose che vogliono o per il proprio turno nei giochi
  • Fare commenti inadeguati, mostrare le emozioni senza controllo, agire senza badare alle conseguenze

L’ADHD è un disturbo che si sviluppa nell’infanzia ed è caratterizzato da problemi di attenzione, impulsività e iperattività. La somministrazione di farmaci che agiscono a livello cerebrale è la proposta terapeutica, non priva però di effetti collaterali anche a lungo termine sullo sviluppo del cervello anche se sono limitati e tendono a vanificare dopo qualche anno. Per queste ragioni genitori e medici olistici preferiscono proporre trattamenti non farmacologici genericamente chiamati alternativi. Un recente studio pone in evidenza come la Meditazione sia una valida opzione al trattamento farmacologico per bambini affetti da ADHD. Lo studio ha sottoposto dei bimbi con ADHA, tra i 4 e i 12 anni, a 6 settimane di Meditazione Sahaja Yoga in aggiunta al loro normale trattamento farmacologico comparandoli con un gruppo di controllo di bambini che non ricevevano alcun trattamento. I primi, che avevano imparato a meditare, comparati con i bambini del gruppo di controllo, hanno mostrato una significativa riduzione dei sintomi principali di attenzione, impulsività e iperattività, e come benefici secondari un aumento dell’autostima nei bambini, un miglioramento nella relazione genitore-figlio.

Inoltre, oltre il 50% dei bimbi in terapia farmacologica ha sospeso o limitato l’assunzione, pur continuando a migliorare. È impossibile tener fermi i bimbi iperattivi, impensabile pretenderne la concentrazione. Se per alcuni di loro la vita è un susseguirsi di salti, corse, capriole, un vortice, per i genitori è il panico e la disperazione assieme. Inutile dare rilassanti e tranquillanti, punizioni e premi. Essi non sono malati da curare con psicofarmaci, possono essere aiutati con lo yoga, una sana alimentazione e giochi specifici, mirati.

Un quesito che i genitori pongono al pediatra è “ Dottore, come faccio a farlo stare calmo? C’è una cura, un farmaco?” Il farmaco ci sarebbe, il Ritalin, uno psicofarmaco derivato dalle anfetamine che dopo alcuni anni è stato reintrodotto anche in Italia. Questa decisione ha generato una reazione nel mondo sanitario, accademico, politico tra chi è convinto che l’utilizzo di questa sostanza sia utile nella cura dell’ADHD e chi, al contrario, ritiene che in età pediatrica sia dannosa in quanto può alterare la chimica del cervello, e non a caso ribattezzata pillola dell’obbedienza.

Allora come si deve comportare il genitore? Come e quando capire se l’irrequietezza del figlio è una malattia o una naturale esuberanza infantile?

Qual è il confine tra normalità e patologia? Se per la psichiatra Emila Costa, dell’Università La Sapienza di Roma, l’ADHD è una moda e le diagnosi sono inconsistenti e vaghe, per Enrico Nonnis, neuropsichiatra infantile, la convinzione è la stessa della sua Collega, tuttavia lo prescrive solo nei rarissimi casi ove sia diagnosticata la malattia con certezza e altri approcci di tipo psicoterapeutico siano risultati vani.

La patologia, dice Nonnis, ha a che fare con la sofferenza dell’individuo e subentra quando, a causa di comportamenti considerati anomali, il bambino viene isolato dai compagni e patisce interiormente questa situazione. Molto spesso l’ADHD è associata ad altri sintomi, come ansia e depressione, che nascondono problemi ben più profondi. Ricorrere a una pillola significa soffocare il sintomo, non risolverlo alla radice.

Che fare? Esistono altri metodi, altre tecniche per ricondurre il bambino alla calma senza soffocare la sua creatività ed esuberanza?

In primis va valutato lo stile di vita del bambino: il gioco all’aria aperta, il movimento, l’attività fisica, correre, divertirsi in modo sano, un diritto, per la sana crescita di nostro figlio, troppo spesso negato. Si aggiunga poi l’alimentazione sana e corretta, infatti molti studi hanno evidenziato che in diversi casi l’ipercinesia infantile è causata da una dieta errata per il prevalere di zuccheri raffinati, coloranti, additivi chimici e conservanti che influiscono sulle emozioni e sui comportamenti.

Modificando l’alimentazione e le abitudini alimentari, migliorano o scompaiono i sintomi dell’ADHD, e se inserisco nel programma lo yoga e la meditazione il miglioramento è evidente e duraturo, per i benefici che questa disciplina apporta: sviluppa l’equilibrio interiore, l’armonia, la respirazione completa aumenta la capacità di concentrazione e di apprendimento e induce il rilassamento. Una pratica costante è caldeggiata anche da molti medici dell’età evolutiva.

Piccoli asana, grandi benefici

Il Saluto al Sole o ogni altra sequenza che includa una estensione, esempio la Pinza, il Ponte, che piace molto ai bambini, un inarcamento, una posizione di equilibrio, come l’Albero, una rotazione della colonna vertebrale, il Triangolo, perché lo yoga agisce sulla colonna vertebrale rafforzando organi e struttura ossea, innalza naturalmente le difese immunitarie e rilassa le fasce muscolari. Queste posizioni una volta imparate possono essere ripetute anche a casa, insieme ai genitori, inoltre possiamo usare la floriterapia di Bach, l’Omeopatia per riequilibrare i chakra e armonizzare le energie sottili del corpo, perché il diritto alla salute è anche dei più piccoli.

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