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La ricompensa del gatto. La Recensione del film

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La Redazione di Pianeta Mamma ha visto in anteprima "La ricompensa del gatto", prodotto dallo Studio Ghibli, e diretto da Hiroyuki Morita. Il film uscirà nelle sale italiane il 9 e 10 febbraio 2016

La ricompensa del gatto, recensione

La Redazione di Pianeta Mamma ha visto in anteprima "La ricompensa del gatto", prodotto dallo Studio Ghibli, e diretto da Hiroyuki Morita, già animatore di Kiki consegne a domicilio e I racconti di Terramare rispettivamente al fianco di Hayao e Goro Miyazaki.

Siamo particolarmente fan dei film e di tutti i lavori presentati da questo famoso studio cinematografico e d'animazione giapponese; Porco Rosso, La città incantata, Nausicaa della Valle del vento (solo per citarne alcuni) sono tra i capolavori che ci hanno fatto conoscere e amare l'arte di Miyazaki. Parlare di film animati sarebbe riduttivo, perché si tratta di opere d'arte soprattutto per adulti. Poesia, filosofia, ironia, colonne sonore che cullano l'anima, il tutto condito da una grafica unica e accattivante. C'è una delicatezza che affascina e che è capace di far vibrare le corde giuste.

Quindi abbiamo accolto con entusiasmo l'invito all'anteprima di "La ricompensa del gatto" che grazie a Lucky Red uscirà nelle sale italiane il 9 e 10 febbraio 2016. Il film è stato realizzato nel 2002 e si può considerare uno spin-off del film "I sospiri del mio cuore", in cui comparivano in ruoli minori due protagonisti della storia. In Italia il film è stato proiettato durante il Future Film Festival del gennaio 2005 in lingua originale sottotitolato.

Sinossi del film

Haru, una ragazza di 17 anni stanca e annoiata dalla sua vita studentesca, un giorno salva un gatto che sta per essere investito da un camion per la strada. Durante la notte il Re dei Gatti va a farle visita perché il gatto che la ragazza ha salvato è nientemeno che suo figlio il Principe dei Gatti. Immensamente grato del gesto, il sovrano vuole ricompensarla facendole sposare il Principe. Haru non vuole saperne di sposare un gatto, e una voce le consiglia di chiedere aiuto all'ufficio dei gatti. Quando nella notte Haru verrà rapita e portata nel Regno dei Gatti per le nozze, andranno in suo soccorso il gatto Baron, il gattone Muta e il corvo Toto (tre personaggi già presenti ne I sospiri del mio cuore). 

"La ricompensa del gatto" è il racconto di una bambina un po' distratta, sognatrice, che è alla ricerca della sua identità e del suo posto nel mondo. A differenza deil film di Miyazaki il percorso di crescita e di trasformazione dall'adolescenza all'età adulta è trattato con semplicità e con un ritmo molto sostenuto ed immediato che non lascia spazi a momenti contemplativi o di riflessione filosofica e psicologica. A parlare nel film è soprattutto l'azione, l'ironia; 75 minuti di divertimento e di spensieratezza durante i quali è difficile annoiarsi e non affezionarsi alla protagonista. 

La tomba delle lucciole, il film

Un romanzo di formazione, trasposto in immagini, in cui l'occhio attento troverà diverse somiglianze con uno dei cartoni animati più belli della Disney, Alice nel paese delle meraviglie. Se Alice segue il Bianconiglio, entra nella tana e si perde nel labirinto, Haru, guidata dai gatti, attraversa un tunnel che la porterà in un mondo a lei estraneo, un mondo fantastico, a tratti affascinante, dove per un attimo ha la sensazione di voler restare. E se nel racconto di Carroll c'era la Regina di Cuori a mettere in difficoltà la bambina, qui c'è il Re dei Gatti che si diverte a fare il tiranno e ad ostacolare il ritorno della protagonista alla vita reale. Perché, come le ripete continuamente il saggio Baron Gatto, Haru deve vivere il suo tempo e non lasciarsi ammaliare e rapire dai sogni, soprattutto quelli che non le permettono di crescere.

Altra nota di merito di "La ricompensa del gatto" è il presentarci i personaggi fortemente caratterizzati nei colori, nel linguaggio e nella loro gestualità: il Baron Gatto è l'esempio perfetto di un gentleman di cui innamorarsi, Muta è il gattone all'apparenza schivo e sarcastico, ma in realtà buono e coraggioso. Il Re dei Gatti è strano, brutto, e la sua voce manca di carisma ed è tratti fastidiosa, come quella di un tiranno insopportabile.

Un film senza troppe pretese che con semplicità affronta uno dei temi molto cari a Miyazaki : il passaggio all'età adulta e quello dall'infanzia all'adolescenza. E come in tanti film del grande maestro, anche in "La ricompensa del gatto" c'è la componente del volo a farla da padrone. Del resto qual è il sogno più archetipo dell'uomo se non quello di volare e librarsi al di sopra della realtà di tutti i giorni?

La ricompensa del gatto, il trailer

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